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CRONACA | 24 gennaio 2019, 07:21

Imperia: guerra del marchio, il tribunale civile condanna la Latte Alberti. L'azienda oscura il brand dai social e sparisce il sito "Scelta prudenziale"

La sentenza sarà appellata dal legale Giorgio Di Pepe, ma Matteo Alberti ci tiene a precisare che nulla cambia per quanto riguarda la qualità dei prodotti e la storia dell’azienda

Imperia: guerra del marchio, il tribunale civile condanna la Latte Alberti. L'azienda oscura il brand dai social e sparisce il sito "Scelta prudenziale"

C’è una sentenza, che seppur di primo grado rischia di mutare il brand di una delle aziende più note in provincia di Imperia. È quella pronunciata nei giorni scorsi dal tribunale civile di Genova che ha condannato la Latte Alberti in favore di un’altra importante realtà del territorio: ‘Cipressa Sapori’.

La querelle è relativa all’utilizzo del marchio ‘Alberti’, il cognome della storica famiglia il cui capostipite Giacomo Alberti ha fondato il caseificio 70 anni fa, oggi portato avanti dal figlio Alberto e dal nipote Matteo. Si chiama Alberti, Remo in questo caso, anche il proprietario di Cipressa Sapori. Da anni le due aziende hanno avviato un contenzioso in sede civile su chi sia il titolare del marchio e al primo round l’ha spuntata Cipressa Sapori, assistita dallo studio legale Maggi di Milano. Risultato? La Latte Alberti da alcuni giorni ha oscurato il proprio sito e le proprie pagine social.

Si tratta di una variazione grafica che stiamo apportando in via prudenziale e temporanea, in attesa che la giustizia faccia il suo corso”, spiega Matteo Alberti a Imperia News.

La sentenza sarà appellata dal legale Giorgio Di Pepe, ma Matteo Alberti ci tiene a precisare che nulla cambia per quanto riguarda la qualità dei prodotti e la storia dell’azienda. “E’ sempre la stessa, quella fondata da mio nonno Giacomo nel 1948. Oggi ci siamo io e mio padre e andremo avanti ancora 150 anni a fare questo lavoro, forse anche 200. I nostri fornitori di materia prima e la qualità dei nostri prodotti rimangono intatti”.

La diatriba tra le due aziende era sfociata anche in sede penale in tribunale a Imperia. Anche in quel caso si parlava di utilizzo del marchio, ma del pesto. La sentenza fu favorevole alla Latte Alberti. Il giudice Laura Russo aveva anche condannato il patron di Cipressa Sapori, che è ricorso in appello, al pagamento di 30mila euro di risarcimento, oltre a 7.600 euro di spese processuali. Gli avvocati in sede penale sono Bruno Di Giovanni per Cipressa Sapori e Carlo Fossati per Latte Alberti.

Francesco Li Noce e Lorenzo Bonsignorio

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