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Cronaca | 23 gennaio 2019, 12:13

La chiesa Russa Ortodossa di Sanremo rivendica l'indipendenza da Costantinopoli “Siamo pronti a barricare le porte” (Video)

Dura presa di posizione del Denis Baykov, rettore della parrocchia sanremese

Denis Baykov, parroco della chiesa Russa di Sanremo

Denis Baykov, parroco della chiesa Russa di Sanremo

Tocca anche Sanremo lo scisma che la Chiesa Russa sta vivendo in tutta Europa anche a seguito del conflitto ucraino. E la presa di posizione del rettore sanremese Denis Baykov è chiara: “È un comportamento vergognoso, siamo pronti a barricare le porte”. Ma da che cosa ha origine tutto questo?

La vicenda è a dir poco complessa e va a toccare i punti cardine dell'organizzazione ecclesiastica russa si scala europea. La parrocchia di Sanremo, indipendente, ha sempre fatto riferimento all'Arcivescovado per le chiese russe in Europa Occidentale, che dal 1924 è riconosciuto dalla legge francese con sede a Parigi, a sua volta dipendente dalla Sacra Arcidiocesi Ortodossa in Italia e Malta (metropolia greca) di Costantinopoli. Ma quest'ultima, di recente, ha manifestato il proprio potere politico scegliendo di disconoscere l'Arcivescovado di Parigi e dichiarando di voler prendere direttamente il controllo delle parrocchie, tra le quali anche quella di Sanremo. Appetibile, dicono dalla chiesa russa matuziana, perché l'unica, insieme a Firenze, ad avere immobili di proprietà.

Ed ecco che a novembre è arrivata a Sanremo la lettera della discordia, la missiva con la quale la Sacra Arcidiocesi Ortodossa in Italia e Malta annunciava la propria presa di controllo. Da Sanremo oggi arriva un secco "no" per voce del parroco Denis Baykov il quale vuole rimandare alla decisione dei fedeli la scelta su quale Chiesa seguire dopo lo scisma.

Il Consiglio parrocchiale della Chiesa Russa Ortodossa in Sanremo esprime il proprio completo dissaccordo e protesta contro le decisioni e pretese irregolari secondo il diritto canonico nonché le norme del diritto civile italiano prese dalla "Sacra Arcidiocesi Ortodossa in Italia e Malta" - si legge in una nota della parrocchia matuziana - questa ha inviato al nostro parroco russo alcune lettere per comunicare che in seguito alla decisione irrevocabile del Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli del 27 novembre 2018 di ritirare il Decreto che conferiva al nostro Arcivescovado di Parigi la qualità di Esarcato pretende il subentro automatico sia amministrativo che canonico nella nostra parrocchia/Ente da tale data”.

E ancora: “Noi stiamo vivendo ciò come violenza. Oltre tutto è molto grave che la metropolia greca invia queste lettere proprio durante la settimana di preghiera per l'Unità dei cristiani, quando tutte le comunità cristiane in Italia pregano insieme per la pace. La nostra Chiesa è riconosciuta come Ente Morale dal D.P.R n.895 dal 30.07.1966. Ha naturalmente anche uno statuto in base al quale solo il Consiglio parrocchiale e l'Assemblea Generale dei parrocchiani possono liberamente decidere di accettare o no questa proposta. Nessuno può con forza imporci una scelta contro la nostra volontà e immischiarsi nella nostra amministrazione. In febbraio spetterà all'Assemblea Generale straordinaria di decidere il futuro della nostra parrocchia. La Chiesa Russa Ortodossa in Sanremo costruita nel 1913 con benedizione del Santo Sinodo Ortodosso dell'Impero Russo dipendeva dal metropolita di San Pietroburgo quale capo per le chiese russe all'estero. Dopo il periodo drammatico della rivoluzione e guerra civile con decreto del Patriarca di Mosca Tikhon nel 1921 per le parrocchie all'estero è stato organizzato 1' Arcivescovado per le chiese russe in Europa Occidentale, che dal 1924 è riconosciuto dalla legge francese con sede a Parigi. Nel 1931 l'Arcivescovado è entrato liberamente sotto il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, e fu trasformato in Esarcato provvisorio. Tale statuto fu confermato fino al recente decreto del 1999, che ha riconosciuto una speciale autonomia all'Esarcato. Inoltre lo statuto dell'Arcivescovado e delle parrocchie aderenti (come la nostra) erano conosciuti e approvati dall'inizio e ancora recentemente nel 2013. Il Decreto del 1999 è stato tolto dal Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli il 27 novembre 2018 ciò significa che le chiese dell'ex Esarcato come la nostra sono libere ormai dal Patriarcato Ecumenico e si trovano di fatto come nel 1931 prima dell'adesione. Quindi solo le parrocchie possono scegliere ormai la nuova giurisdizione canonica”.

E in mezzo ci sono i lavori. Dal 2015 si vedono le impalcature sulla chiesa Russa di Sanremo e di certo la situazione di incertezza di questi mesi non aiuterà le cose. Il contenzioso passato è stato risolto grazie all'intervento dell'Arcivescovado (100 mila euro) e della parrocchia (32 mila), ma servono altri fondi per finire l'intervento. Non manca molto, circa due mesi di lavoro, ma prima bisognerà fare chiarezza su quanto sta accadendo in questo periodo su scala internazionale.

L'appuntamento decisivo sarà il prossimo 23 febbraio. Il parroco sanremese è stato convocato a Venezia insieme a tutti gli altri dalla metropolia greca e, in caso di assenza, pare che da Costantinopoli potrebbero minacciare l'invio di un nuovo parroco con la destituzione di Denis Baykov. Ma da Sanremo non sono pronti ad accettare una simile provocazione e annunciano di essere “pronti a barricare le porte e il cancello della chiesa”.

Pietro Zampedroni

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