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POLITICA | 21 gennaio 2019, 07:11

"Caro Ministro Salvini, lei sbaglia e moltissimo": lettera aperta di un'insegnante imperiese a Matteo Salvini

La lettera, pubblicata su Facebook, Graziella Battistin l'ha scritta in seguito agli ultimi naufragi sul Mediterraneo che hanno causato la morte di 177 migranti

"Caro Ministro Salvini, lei sbaglia e moltissimo": lettera aperta di un'insegnante imperiese a Matteo Salvini

Egregio Signor Ministro Salvini, lei sbaglia e moltissimo”. Inizia così la lettera scritta da Graziella Battistin, insegnante imperiese del liceo Scientifico Vieusseux, ex coordinatrice del circolo Pd di Porto Maurizio, carica che ha lasciato alla vigilia delle comunali del 2013, indirizzata al Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

La lettera, pubblicata su Facebook, Graziella Battistin l'ha scritta in seguito agli ultimi naufragi sul Mediterraneo che hanno causato la morte di 177 migranti.

Egregio Signor Ministro Salvini, non so se mi leggerà, - scrive la professoressa - ma sento il dovere etico di scriverLe che sbaglia, e moltissimo.
Vede, combattere lo spaccio di eroina (il problema) e gli spacciatori (i soggetti attivi del problema) non comporta la necessità di far morire i drogati, soggetti passivi o deboli del problema. Certo, se oggi tutti i drogati morissero, il problema sarebbe risolto.
In modo analogo, combattere la Mafia e i mafiosi, non comporta la necessità di far morire imprenditori e commercianti taglieggiati.
Combattere la guida pericolosa e i drogati o ubriachi alla guida di automezzi, non comporta far morire sulla strada le persone da loro investite”.

Nel caso specifico giustamente – prosegue la lettera - combattere gli schiavisti non comporta la necessità di far morire gli schiavi, né a casa loro, né nelle loro acque territoriali, né in quelle internazionali, né in quelle nazionali.
La vita umana è un valore imprescindibile e impagabile: su questo valore è basata la nostra bella Costituzione Italiana, sulla quale Lei ha volontariamente e sicuramente in buona fede giurato.
Ne discende l'obbligo, essendo la nostra Costituzione programmatica, non solo di rispettarla, ma di PROMUOVERNE I VALORI. Se non se la sente, dia le dimissioni, con onore.

Ma quello che lei scrive è l'opposto del Suo dovere di Ministro: se avesse ragione, l'assunzione di una funzione pubblica, quale ad esempio quella di Sindaco di città o di Governatore di Regione dovrebbe comportare le dimissioni da Uomo e dalla propria umana coscienza. Non è così: altrimenti qualunque Gauleiter o Ufficiale della Wehrmacht potrebbe dire che 'non era suo compito' impedire i crimini di guerra commessi con la persecuzione di Zingari, Politici, Omosessuali ed Ebrei,. O un medico Nazista potrebbe affermare che non era suo compito impedire la soppressione dei tedeschi dementi o ricoverati in manicomio.

La invito a fare una riflessione profonda perché le sue parole non sono quelle di un semplice cittadino, ma quelle di un uomo fortunato che anche per suoi indubbi meriti e capacità si trova a rappresentare tutti gli Italiani”.

Francesco Li Noce

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