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Attualità | 20 gennaio 2019, 07:51

Dopo 141 anni l'Organo della Santissima Trinità lascia Taggia: iniziato un 'viaggio nel tempo' per il restauro dello strumento (Foto e Video)

La Confraternita della Santissima Trinità ha dato il via a questo viaggio grazie alla maestria dei Fratelli Marzi. Vi raccontiamo una storia di Taggia, tra passato e futuro.

Dopo 141 anni l'Organo della Santissima Trinità lascia Taggia: iniziato un 'viaggio nel tempo' per il restauro dello strumento (Foto e Video)

Per il prezioso organo della Confraternita della Santissima Trinità di Taggia è iniziato un lungo viaggio che dopo 141 anni lo porterà lontano dalle terre liguri.

Era il  1877 quando lo strumento era arrivato in questo piccolo borgo, grazie alla ferrovia che da pochi anni aveva collegato Taggia con Genova. Da allora, questo organo dimora nella imponente Chiesa della SS Trinità, scandendo quella che era la quotidianità dei tanti abitanti di questo centro storico.

IL VIDEOSERVIZIO

Una vera e propria opera d’arte che porta una firma prestigiosa, quella della famiglia Mentasti di Novara. I loro strumenti sono rinomatissimi eppure trovarli qui nel ponente imperiese è tutt’altro che scontato. Anzi, una rarità. Un oggetto che significa molto per la comunità ma che oggi ha bisogno di essere restaurato.

Da circa due anni i confratelli della Santissima Trinità tabiese si stanno adoperando per reperire i fondi necessari all’intervento. Un’operazione resa possibile grazie all’accesso ad un finanziamento messo a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana che cofinanzierà parte della spesa, insieme alla disponibilità economica della Confraternita.

E’ così che nei giorni scorsi sono arrivati a Taggia, i tre fratelli Marzi. Stefano, Marco e Giovanni. Loro sono una famiglia di operatori restauratori. Fu il loro nonno ad intraprendere questa strada e da allora quella passione diventata lavoro è arrivata fino a questa generazione. La ditta ‘Italo Marzi’, dal nome del padre dei tre fratelli, è tra le 80 imprese artigiane che operano in questo settore in tutta Italia.

Il loro più che un lavoro è una forma d'arte e d'amore per far rivivere questi oggetti. In appena due giorni hanno smontato ogni singolo pezzo dell’imponente organo, l’hanno catalogato ed imballato con l’obiettivo di rimontarlo presso il loro laboratorio a Pogno, in provincia di Novara. Lì verrà data nuova vita all’organo tabiese, con pezzi in tutto e per tutto paragonabili a quelli di 141 anni fa. Un’operazione non facile e che richiede una considerevole maestria nel padroneggiare oltre ai singoli elementi che compongono lo strumento, anche la storia che c’è dietro questo oggetto. Loro infatti sono tra i massimi conoscitori delle opere della famiglia ‘organara’ Mentasti.

L’organo della Confraternita è destinato a fare ritorno a Taggia ma ci vorrà del tempo ed il percorso non sarà nemmeno facile. Infatti, sebbene parte della spesa sostenuta per i lavori sia coperta, i confratelli hanno deciso di usare quest’anno per organizzare numerose iniziative di raccolta fondi da destinare al restauro dell’Opera.

“Chiunque può partecipare anche con un piccolo gesto - ricordano dalla Confraternita - le donazioni possono essere fatte direttamente in Chiesa ogni domenica, noi saremo qui o tramite bonifico da intestare a Confraternita SS. Trinità Taggia, iban IT 59 M 08439 49090 000200133333, presso banca di Caraglio”.

Stefano Michero

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