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Cronaca | 17 gennaio 2019, 13:59

Rubavano auto e trafficavano documenti falsi: la Polizia arresta 12 persone tra Albenga e Bordighera, i dettagli (Foto e Video)

Parole di soddisfazione da parte del Questore di Savona Giannina Roatta che insieme alla dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello ha illustrato tutti i dettagli dell'intricata operazione che ha portato ieri all'arresto di dodici persone

Rubavano auto e trafficavano documenti falsi: la Polizia arresta 12 persone tra Albenga e Bordighera, i dettagli (Foto e Video)

"Devo fare un plauso alla squadra mobile, per l'impegno, la tenacia e caparbietà per come hanno eseguito e risolto l'indagine, si tratta di un'operazione diversa dalle altre. La competenza, la capacità e la profonda conoscenza del territorio di tutta la provincia, il che è una rassicurazione per tutti i cittadini savonesi, ha consentito di smantellare un sodalizio transnazionale, criminale lituano, operante nella zona savonese ponente".

Parole di soddisfazione da parte del Questore di Savona Giannina Roatta che insieme alla dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello ha illustrato tutti i dettagli dell'intricata operazione che ha portato ieri all'arresto di dodici persone (sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e cinque ai domiciliari) su esecuzione di un provvedimento firmato dal gip Fiorenza Giorgi e richiesta del Pm Massimiliano Bolla. L'operazione, nata nel maggio 2017 grazie a una segnalazione, vedeva al centro l'importazione in Italia di auto di lusso (principalmente Porsche, BMW, Lexus) rubate in Germania, Olanda e Belgio e poi vendute con documenti falsi. A capo dell'organizzazione vi era Carino Di Giovanni, 38 anni, nato in Germania e residente a Bordighera che grazie ai contatti presi dalla moglie (un'amica d'infanzia), Lina Naciviciute, con il sodalizio criminale lituano, avevano dato il via all'organizzazione criminosa.

"Si stava verificando anche la possibilità che l'accusa sfociasse nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina - spiega la dott.ssa Garello - delle auto venivano falsificate le targhe, i documenti e il telaio e venivano portate in Italia, da due cittadini lituani che si incontravano in un garage di Imperia, (per i quali è stata fatta richiesta di mandato d'arresto europeo), i mezzi venivano intestati a un prestanome e venivano vendute". Da lì l'associazione a delinquere, tutti gli arrestati avevano il compito di procacciare clienti, i quali erano consapevoli della provenienza, infatti le auto venivano vendute per la una cifra che si attestava intorno ai 30mila euro quando un'auto di quella fattura poteva arrivare a costare circa 80mila euro (individuate due mezzi, una Porsche di colore blu e una Toyota, modello Rav 4).

Il compito della struttura criminale con sede in Italia era quello di predispone documenti falsi per occultare la provenienza illecita dei veicoli rubati e rivenderli, dopo averli nuovamente immatricolati, sul mercato italiano a prezzi vantaggiosi per il cliente e con rilevante profitto per gli indagati. La struttura criminale aveva sede nel Ponente Ligure ed in particolare in Albenga e in Bordighera e si avvaleva della collaborazione di una agenzia pratiche auto con varie sedi nella Provincia di Savona.

Il gruppo criminale era inoltre dedito alla predisposizione di documenti falsi di varia natura, ed in particolare patenti di guida e passaporti apparentemente provenienti dalla Lituania, che venivano messi in commercio in Italia con rilevanti guadagni. Le cifre si attestavano dai 4mila ai 6mila euro per i passaporti e 2mila euro per le carte d'identità e questi documenti (all'incirca 100) venivano messi a disposizione di cittadini stranieri. Il secondo filone d'indagine si è concentrato sull'ampliamento del giro da parte Di Giovanni, il quale si era messo in contatto con un gruppo di criminale sinti che compravano le auto su siti di rivendita, si incontravano davanti a un agenzia di pratiche auto, pagavano con un assegno falso e truffavano i proprietari.

Alla conclusione dell'indagine sono circa 42 gli indagati, 25 denunciati (tutti italiani) e 12 in arresto. I 7 fermati con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, due in Lituania, sono: Carino Di Giovanni (del 1981, nato in Germania, residente a Bordighera, il promotore, organizzatore dell'associazione a delinquere); Francesco Ielo (del '53, nato a Reggio Calabria e residente a Albenga, aiutava Di Giovanni per le documentazioni false, nella gestione del cliente, nella consegna); Carino Buttu (del '77, nato e residente a Albenga, collaboratore stretto Di Giovanni, fissava incontri e stabiliva i prezzi); Emilio Edison Grasso (del '68, nato a Catania e residente a Pietra Ligure, procacciava clienti e si occupava delle schede telefoniche per eludere controlli polizia, ha dato il contatto a Di Giovanni con Abbate); Giovanni Abbate (del '65, nato in Svizzera, già in carcere, ha aperto il nuovo canale con i sinti per le truffe delle auto); Deimantas Juskevicius Andrej Pismenyi (dell'83, lituani, sono gli autisti delle autovetture rubate).

5 invece sono agli arresti domiciliari, 4 eseguiti, uno in Brasile: la moglie di Di Giovanni, Lina Naceviciute (del 1989, nata in Lituania);  Cristian Schifano (dell'80, nato e residente a Albenga, procacciatore d'affari); Domenico Marziano (del '43, nato a Loano e domiciliato a Sanremo, titolare delle agenzie che si occupano delle pratiche patenti, ne ha due a Ceriale, una a Loano e una Pietra) e Matthew Scuffi (dell'86, nato a Alba e residente a Albenga).

Luciano Parodi

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