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Cronaca | 17 gennaio 2019, 12:17

Mondovì: rubavano anche nella nostra provincia, arrestati un uomo ed una donna di origine Sinti (Foto e Video)

Anna Alafleur di 54 anni e Giuseppe Massa di 38 anni, madre e figlio di etnia sinti, abitanti a Nichelino. Il loro schema operativo era ben collaudato, frutto di anni di esperienza. Dalle indagini è emerso che hanno colpito anche in Liguria e Lombardia.

Mondovì: rubavano anche nella nostra provincia, arrestati un uomo ed una donna di origine Sinti (Foto e Video)

Cinque i fatti contestati: tre furti consumati e due tentati, tutti a Mondovì, dal 13 luglio al 30 agosto 2018. La misura cautelare è stata emessa dal Gip di Cuneo per il pericolo di reiterazione del reato.

Si muovevano in auto, un'anonima Fiat Stilo grigio chiaro. Lui rimaneva a bordo e lei avvicinava le anziane vittime con una scusa per raggirarle e depredarle in casa di soldi e gioielli. Due gli arrestati: Anna Alafleur di 54 anni e Giuseppe Massa di 38 anni, madre e figlio di etnia sinti, abitanti a Nichelino. Cinque i fatti contestati: tre furti consumati e due tentati, tutti a Mondovì, dal 13 luglio al 30 agosto 2018. Il loro schema operativo era ben collaudato, frutto di anni di esperienza. Dalle indagini è emerso che hanno colpito anche in Liguria e Lombardia.

L'attività investigativa è stata svolta dai carabinieri della compagnia di Mondovì e presentata giovedì mattina in conferenza stampa. Il comandante di compagnia Ambrosino Tala: "La donna avvicinava signore anziane in uscita da uffici postali e negozi, avvicinandole con una scusa. Il figlio rimaneva a bordo dell'auto, nelle vicinanze, per poter prelevare la madre velocemente”.

Tutte uguali le vittime: "Donne di una certa età e facoltose, di cui la donna arrestata mostrava di conoscere il nome, presentandosi come amica dei figli". La donna, riconosciuta dalle 5 vittime, riusciva a entrare in casa con varie scuse. Una volta era il pavimento in marmo, di cui aveva sentito parlare bene. Oppure chiedeva la cortesia di poter lasciare in custodia i propri gioielli, a causa di lavori in casa, facendosi mostrare il luogo in cui le vittime tenevano beni di valore. O ancora fingeva di stare al telefono con i figli, per carpire la fiducia delle vittime.

Numerose le aggravanti: aver agito con raggiro, con particolare destrezza, e aver approfittato dello stato di particolare vulnerabilità delle vittime. Durante il colpo usavano telefoni intestati a nomi fittizi, mentre i loro cellulari personali erano spenti. Ingente il bottino: almeno 50mila euro. In un solo colpo hanno sottratto 11mila euro ad una signora più i vari gioielli. Gli episodi potrebbero essere molti di più. Ecco perché i carabinieri hanno diffuso le foto degli arrestati.

I furti e le truffe ai danni di anziani sono reati deprecabili. Per questo i carabinieri, da tempo, hanno avviato una specifica attività informativa finalizzata a mettere in guardia gli anziani. Buoni i risultati, lo dicono i numeri. Negli ultimi due anni il numero di furti e truffe a danno di anziani si è quasi dimezzato, in provincia di Cuneo: 300 a fine 2016 per arrivare a poco più di 150 a fine 2018. Pochi e semplici i consigli. Diffidare di soggetti inattesi e sconosciuti, che hanno un atteggiamento e un modo di presentarsi per rompere il muro di diffidenza. Sono persone rassicuranti, con parlantina e spesso indossano divise (forze ordine, postali, addetti gas e luce).

Si presentano con informazioni note (nome figli, auto, abitudini). Quale che sia il motivo della visita si risolve sempre manipolando soldi o valori (prendi i soldi e mettili via, dimmi dove sono i gioielli). Non sono pericolosi, se scoperti girano i tacchi e vanno da un'altra parte.

Cristina Mazzariello

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