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Sanremo Ospedaletti | 16 gennaio 2019, 13:14

Domenica 10 marzo torna ‘Sanremo in Fiore’, si lavora per ‘allungare’ la manifestazione a tutto il weekend (Foto)

Protagonisti in veste di autori d’eccezione il comandante della Capitaneria di Porto di Sanremo Vincenzo Coppola e la dottoressa Sabina Airoldi per l’Istituto Tethys

Le immagini della presentazione (Foto Luca De Vincentiis)

Le immagini della presentazione (Foto Luca De Vincentiis)

Sanremo si prepara per l’edizione 2019 di ‘Sanremo in Fiore’, una delle manifestazioni più apprezzate dal pubblico di tutta Italia. Domenica 10 marzo sfileranno sul tradizionale circuito tra il lungomare Calvino e via Nino Bixio i 14 carri in gara con il grande ritorno di Imperia.

Il tema scelto per l’edizione 2019 è il ‘Santuario Pelagos - Un mare da amare’, argomento molto sentito in zona e di grande richiamo su scala internazionale. Questa mattina la manifestazione è stata presentata in Comune a Sanremo alla presenza degli assessori Marco Sarlo (Turismo e Manifestazioni), Eugenio Nocita (Cultura) e Barbara Biale (Attività Produttive) e di tutti gli operatori coinvolti. “Ci sembrava importante un tema del genere perché coinvolge tutti i comuni in gara” ha dichiarato l’assessore Sarlo. “Tutti i comuni della Riviera dei Fiori avranno la possibilità di mettersi in evidenza con questa manifestazione” ha aggiunto Nocita, mentre l’assessore Biale ha concluso: “Grazie a questa manifestazione siamo stati inseriti per altri tre anni tra i carnevali storici anche per la nostra specificità dell’utilizzo del fiore, una promozione importante e necessaria”.

Il presidente di giuria sarà lo scrittore Carlo Lucarelli, volto noto della televisione italiana e grande narratore. Protagonisti in veste di autori d’eccezione il comandante della Capitaneria di Porto di Sanremo Vincenzo Coppola e la dottoressa Sabina Airoldi per l’Istituto Thetys.

A margine della conferenza stampa l’assessore Sarlo ha anche annunciato l’intenzione di lavorare a una serie di manifestazioni e iniziative collaterali per ‘allungare’ l’evento all’intero weekend. Spesso, infatti, gli operatori del settore turistico hanno lamentato la presenza di turisti e visitatori nella sola giornata di domenica, motivo per il quale sarebbe di fondamentale importanza proporre eventi che portino gli appassionati a vivere la città per tutto il weekend.

Questa mattina, prima della presentazione, si è tenuta anche l’estrazione dei temi che saranno assegnati ad ogni Comune. Ecco quindi l’ordine di uscita e titolo di ogni carro: Sanremo (Le spiagge), Taggia (Il capodoglio), Vallecrosia/Camporosso (La vela), Imperia (Windsurf), Ventimiglia (La tartaruga), Riva Ligure (Sicurezza in mare), Santo Stefano al Mare (La balenottera comune), Isolabona (La spennella striata), Ospedaletti (La modula o diavolo di mare), Cipressa (Il pesce luna), Seborga (Il gambero rosso), Bordighera (Pescaturismo), Dolceacqua (La subacquea), Golfo Dianese (Lotta all’inquinamento marino). Sotto i temi nel dettaglio:

1 - Whale watching nel Santuario Pelagos: la balenottera comune (Baleanoptera physalus, fin whale): con i suoi 24 metri di lunghezza è il più grande animale della terra, secondo solo alla balenottera azzurra. Unico misticete (con i fanoni al posto dei denti) regolarmente avvistato nelle acque del Santuario Pelagos, si nutre di gamberetti lunghi circa due cm, mangiandone circa due tonnellate al giorno. Predilige le acque pelagiche e la si può avvistare tutto l'anno, a partire da una decina di miglia dalla costa. Il periodo di maggior concentrazione nelle acque del ponente ligure è però l'estate, quando se ne possono contare a centinaia. Animale simbolo del Santuario e obiettivo di tutti gli appassionati di whale watching. Tipicamente solitario, si associa ad altri individui solo occasionalmente.
2 - Whale watching nel Santuario Pelagos: il capodoglio (Physeter macrocephalus, sperm whale): vero e proprio campione di apnea, è in grado di raggiungere i 3000 metri di profondità e restare quasi tre ore senza respirare. E' il più grande predatore della terra, con i maschi che possono raggiungere i 18 metri di lunghezza e le 50 tonnellate di peso, mentre le femmine non superano gli 11 metri. Nelle acque del ponente ligure lo si incontra a pochissime miglia dalla costa, lungo la scarpata continentale. Si nutre soprattutto di calamari e nel Santuario predilige una specie non commerciale, VHistioteuthis bonnellii, lunga circa 30 cm, dal colore rossastro e dallo sgradevole sapore di ammoniaca. Nel Santuario si trovano quasi esclusivamente giovani, maschi solitari o in piccoli gruppi. A differenza della balenottera comune tira sempre fuori l’immensa coda prima di immergersi, regalando forti emozioni a chi ha la fortuna di vederli.

3 - Whale watching nel Santuario Pelagos: la stenella striata (Stenella coeruleoalba, striped dolphin): è il delfino più abbondante del Mediterraneo e anche del Santuario. Lo si trova un po' ovunque in gruppi che vanno dai 10 agli 80 esemplari e, nel Santuario in estate, se ne contano quasi 40.000. S. nutre di pesci, cefalopodi e crostacei adattandosi alla disponibilità delle prede. E' uno degli incontri più emozionanti, perché amano farsi spingere dall'onda di prua creata dalle barche e spesso sembrano esibirsi in mirabolanti salti.

4 - Whale watching nel Santuario Pelagos: la tartaruga marina (Caretta caretta, loggerhead sea turile). Durante le uscite di whale watching un altro animale che tutti amano osservare è la tartaruga marina, un rettile che si nutre prevalentemente di meduse. Proprio per la sua dieta è forse la specie più colpita dall'inquinamento della plastica in mare, perché molti esemplari finiscono con l'ingoiare sacchetti di plastica o palloncini che causano diverse complicanze, e in alcuni casi li conducono alla morte.

5 - Whale watching nel Santuario Pelagos: il pesce luna (Mola mola, sun fish). E' il pesce osseo più grande al mondo e può superare i 4 metri di altezza e le due tonnellate di peso. Si vedono in superficie soprattutto in maggio e all'inizio dell'estate, quando il mare è letteralmente ricoperto dalle barchette di San Giovanni (Velella velella), colonie di organismi simili a piccole meduse. I pesci luna salgono infatti in superficie e ne mangiano a volontà tirando completamente fuori la testa. La forma particolare di questo pesce e il fatto che spesso la pinna dorsale dondoli da una parte all'altra ha conferito a questa specie il nome di pesce ubriaco.

6 - Whale watching nel Santuario Pelagos: la mobula o diavolo di mare (Mobula mobular, devil ray): un altro incontro emozionante che si può fare nelle acque del Santuario è quello con la grande mobula. Si tratta di uno squalo piatto, parente stretto delle mante vere e proprie a cui somiglia molto, la cui presenza nell'area è molto aumentata negli ultimi anni. Può raggiungere i 5 metri di "apertura alare" e nonostante la mole la si può ammirare in mirabolanti salti fuori dall'acqua. Gregaria e pelagica, la mobula si nutre di planctonici e piccoli pesci, che cattura filtrando l'acqua. E' considerata una specie minacciata d'estinzione in Mediterraneo a causa delle catture accidentali nelle reti da pesca.

7 – Attività sportive nel Santuario Pelagos, la vela: le barche a vela sono una costante delle acque del ponente ligure e le dimensioni variano da. piccoli Optimist per i bambini ai grandi velieri di alcune decine di metri. Barche a un albero o due alberi, armate a sloop, ketch o goletta, solcare le acque sfruttando solo la forza del vento, uno dei modi più sostenibili per spostarsi in mare regalando quel silenzio che consente di ascoltare la natura che ci circonda.

8 - Attività sportiva nel Santuario Pelagos con windsurf, kite e surf: sostenibili come la vela, questi sport sono più dinamici e praticati soprattutto dai giovani in ogni periodo dell'anno. Diverse sono infatti le aree del ponente ligure che si riempiono di tavole quando spira vento teso e si alzano le onde.

9 - Attività sportiva nel Santuario Pelagos, la subacquea: siamo abituati a pensare al mare come ad una superficie azzurra riflettente, ma sotto di essa si cela un vero e proprio mondo, spesso definito il sesto. Le acque costiere del ponente ligure sono un susseguirsi di SIC (siti di interesse comunitario), data l'elevata ricchezza in termini di biodiversità. Praterie di posidonia, vere e proprie nursery per tantissimi pesci, crostacei e molluschi, e il meraviglioso coralligeno, con le sue paramuricee, le euniceile, stelle, ricci, sono frequentati da cernie, gronghi, mustele, polpi, murene e moltissimi altri organismi. Un mondo che da sempre affascina grandi e piccini, fruibile non solo dai i subacquei, ma anche da chiunque voglia indossare maschera e boccaglio.

10 - Pesca e gastronomia nel Santuario Pelagos, il gambero rosso di Sanremo: una vera e propria leccornia, da gustarsi sia cruda che cotta, condita rigorosamente con olio ligure e accompagnata con vermentino o pigato locali. Una risorsa molto importante per l'intero territorio, la cui abbondanza è però in continua diminuzione a casa della pesca intensiva. Pescato con le reti a strascico in acque profonde circa 500-700 metri, il gambero rosso rappresenta ormai da anni l'obiettivo principale di molti pescatori.

11 - Pesca-turismo nel Santuario Pelagos: la pesca-turismo è praticata in molte località Italiane ed è un'attività in costante crescita. La drastica riduzione del pescato rispetto a pochi decenni fa spinge infatti molti pescatori a sfruttare la propria imbarcazione e l'enorme esperienza maturata in mare, in attività turistiche remunerative, con costi ridotti e sostenibili da un punto di vista ambientale. Anche nel ponente ligure alcuni pescatori si dedicano a questa attività, ospitando a bordo dei turisti, insegnando loro le diverse metodologie di pesca e pescando insieme a loro il pesce che poi cucineranno e condivideranno.

12 - La Guardia Costiera per la sicurezza nelle acque e lungo le coste del Santuario Pelagos: la sicurezza è fondamentale per chiunque abbia a che fare con il mare. Indipendentemente dall'approccio, turistico-ricreativo o commerciale-produttivo, regole e norme di condotta sono necessarie affinché le attività antropiche e le risorse del mare convivano in modo sicuro e sostenibile. Sicurezza in mare è anche prestazione di servizi, prevenzione, vigilanza, informazione e formazione, fattori che hanno come denominatore comune la salvaguardia della vita umana e la protezione dell'ambiente e delle sue risorse naturali. Ogni giorno, senza soluzione di continuità, il dispositivo di pronto intervento per la ricerca ed il soccorso in mare della Guardia Costiera garantisce con personale, unità navali e mezzi aerei la sicurezza dei diportisti e dei bagnanti che numerosi affollano le coste e le acque del Santuario Pelagos.

13 - Vivere e salvaguardare il patrimonio naturalistico subacqueo del Santuario Pelagos: le bellezze naturali che caratterizzano i tratti costieri ed il mare del Santuario Pelagos attraggono ogni anno cittadini e visitatori stranieri che desiderano ammirarne le peculiarità e viverne l'armonia. L'habitat subacqueo, in particolare, offre scorci mozzafiato, con praterie di posidonia oceanica, pareti rocciose adornate da gorgonie e coralli, coloratissime spugne. Il mantenimento di tali risorse richiede però una sempre maggiore sensibilità e consapevolezza dell'importanza di tutelare l'ambiente marino e costiero, ancor più nelle aree protette. In tali ambiti, i nuclei subacquei della Guardia Costiera, tra i loro compiti istituzionali, svolgono una costante opera di vigilanza per il mantenimento e la protezione del patrimonio naturale dei fondali marini.

14 - Le spiagge: Sanremo

Pietro Zampedroni - Luca De Vincentiis

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