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ATTUALITÀ | 12 gennaio 2019, 07:21

Ventimiglia: il Comune chiede il rimborso delle quote societarie di Rivieracqua, Mangiante “Una forzatura richiedere lo stesso importo versato”

Il presidente del Cda di Rivieracqua aggiunge: “È un atto di recesso da parte di un socio di una società di capitale e come tale sarà regolamentato con le disposizioni del codice civile”

Ventimiglia: il Comune chiede il rimborso delle quote societarie di Rivieracqua, Mangiante “Una forzatura richiedere lo stesso importo versato”

Comune di Ventimiglia e Rivieracqua sono al braccio di ferro. Ieri il sindaco della città di confine Enrico Ioculano ha affidato ai nostri microfoni l’intenzione di chiedere alla società il rimborso delle quote versate l’8 maggio del 2017 per una somma di 36.997 euro. 

Noi non siamo mai stati soci di ‘Rivieracqua’ - ha dichiarato Ioculano - come abbiamo potuto verificare dalla copia del libro dei soci aggiornato alla data del 25 ottobre. In più non siamo stati convocati all’assemblea ordinaria del 18 dicembre scorso. Dopo aver visionato il parere della Corte dei Conti regionale, secondo il quale il mancato adempimento dell’iscrizione del Comune di Ventimiglia nel libro dei soci ricade esclusivamente nella negligenza di Rivieracqua, chiediamo la restituzione della quota versata”.

E poi: “Non si può andare avanti così perché la nostra città non può essere ‘cornuta e mazziata’. Non otteniamo i benefici della nuova società e dobbiamo rimetterci? Così non va e ci riaggiorniamo a quando le cose cambieranno”.

Oggi arriva la replica del Cda di Rivieracqua per voce del presidente Gian Alberto Mangiante: “È un atto di recesso da parte di un socio di una società di capitale e, come tale, sarà regolamentato con le disposizioni del Codice Civile. Quello è stato l’importo versato, da lì a dire che si ha diritto a un identico rimborso mi sembra una forzatura, ma viene stabilito in base alla situazione patrimoniale come determinato dal Codice Civile”.

La vicenda, quindi, si sposterà dagli atti comunali alle scrivanie dei rispettivi legali.

Pietro Zampedroni

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