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ECONOMIA | 12 gennaio 2019, 09:33

Sviluppo delle infrastrutture e competitività delle imprese: i paradossi della Liguria

I numeri del gap tra l'Italia e il resto d'Europa in tema di infrastrutture. Un distacco che penalizza anche la Liguria, ultima regione del Nord per dotazione infrastrutturale

Sviluppo delle infrastrutture e competitività delle imprese: i paradossi della Liguria

La realizzazione di infrastrutture strategiche e la competitività, anche sui mercati internazionali, delle imprese (soprattutto quelle più piccole, oltre il 98% del totale) sono legate a doppio nodo l'una all'altra. Ma nonostante questo, la Liguria (e l'Italia) non spingono abbastanza l'acceleratore sullo sviluppo delle grandi opere infrastrutturali, finendo così per guardare il resto d'Europa dagli ultimi posti in classifica.

In questo contesto, da una recente ricerca dell'Ufficio studi Confartigianato (dati Istat, Unioncamere, Eurostat) emergono alcuni interessanti dati su cui riflettere. Tra questi, il fatto che l'Italia conti la quota più elevata di piccole imprese che esportano direttamente, ma paradossalmente il nostro Paese evidenzia anche un indicatore di dotazione infrastrutturale inferiore del 19,5% alla media Ue: 41,8 contro 52. A tal proposito, la Liguria mostra un indice del 38,7, di gran lunga inferiore non solo alla media nazionale, ma anche a tutta quella nel Nord Italia.

Eppure (altro paradosso), la nostra regione mostrerebbe uno dei maggiori indicatori di intensità di trasporto di merci su strada (calcolato rapportando le merci movimentate con trasporto su strada al valore aggiunto regionale): la Liguria si colloca al sesto posto con un indice dello 0,96, a fronte di una media italiana dello 0,79 (tonnellate per mille euro di valore aggiunto). Sul gap infrastrutturale influiscono poi i procedimenti burocratici farraginosi che, oltre ad allungare i tempi di realizzazione delle opere, in molti casi, ritardano anche i pagamenti.

Proprio per quanto riguarda i tempi di realizzazione a livello territoriale, a fronte della media italiana di 4,4 anni, si toccano i 5,7 anni in Molise e Basilicata, i 5,3 anni in Sicilia ed i 5,2 anni in Liguria. Le opere sono terminate con maggior velocità in Lombardia ed Emilia- Romagna, entrambe con 4,1 anni.

«Abbiamo sottolineato in più occasioni quanto la competitività del nostro sistema imprenditoriale, in particolare quello delle micro e piccole imprese, passi anche per una maggiore efficienza infrastrutturale della regione – afferma il presidente di Confartigianato Liguria, Giancarlo Grasso –  Ciò è indispensabile per stare al passo con il resto d'Europa. E al tema delle opere infrastrutturali strategiche, fondamentali per far viaggiare velocemente le merci, oltre che le persone, si legano inevitabilmente anche quello dell'efficienza della burocrazia e della crescita degli investimenti, pubblici e privati, nel settore di riferimento».

A questo proposito, altro tasto dolente per l'Italia: nel 2018 risulta ultima in Ue per investimenti pubblici, con appena l'1,9% del Pil, con un divario di 0,8 punti rispetto al 2,8% della media europea.

c.s.

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