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ATTUALITÀ | 11 gennaio 2019, 18:28

Sanremo: entro la prossima settimana il futuro di ristorante e bar del Casinò, intanto pagati stipendi e tredicesime

Cosa accadrà nei prossimi giorni? L’iter prevede la convocazione della commissione esaminatrice per verificare la congruità delle offerte, da presentare successivamente al Cda, che prenderà una decisione entro la fine della prossima settimana.

Sanremo: entro la prossima settimana il futuro di ristorante e bar del Casinò, intanto pagati stipendi e tredicesime

Si dovrebbe conoscere entro la fine della prossima settimana il destino della gestione del ristorante e dei bar al Casinò di Sanremo. Una querelle che si trascina da tempo, con i gravi problemi della ‘New Generation’, di fatto estromessa da diversi giorni per il servizio ristorante (affidato ad una ditta di catering nel periodo delle feste di fine anno).

Per i dipendenti è arrivata una buona notizia. Dopo il pagamento degli stipendi di novembre, la Casinò Spa ha pagato nelle ultime ore anche quelli di dicembre e le tredicesime ma, ovviamente, c’è preoccupazione sul futuro dell’eventuale azienda che si dovrebbe occupare della ristorazione all’interno della casa da gioco.

In questi giorni si è conclusa la presentazione delle ulteriori offerte, dopo la chiusura del bando ed alcune proposte sono arrivate alla direzione dell’azzardo matuziano. Non moltissime a dire la verità anche se sui numeri il management del Casinò si trincera nel più stretto ‘no comment’. Cosa accadrà nei prossimi giorni? L’iter prevede la convocazione della commissione esaminatrice per verificare la congruità delle offerte, da presentare successivamente al Cda, che prenderà una decisione entro la fine della prossima settimana.

Quali gli scenari possibili? O c’è l’offerta di una azienda che rispetta tutti i criteri e le prerogative previste dal bando e, quindi, il servizi viene affidato. Oppure, se nessuna delle aziende interessate ha presentato un’offerta che rispecchia i dettami del bando, vengono tutte ricontattate e comincia con loro una trattativa privata. Già nei giorni scorsi si era fatto un gran parlare dei motivi per cui le aziende specializzare non fossero interessate alla gestione del servizio ristorazione.

Le aziende, secondo le classiche voci di corridoio, avrebbero espresso perplessità per il numero ed il costo orario dei dipendenti, quella che viene evidenziata come la ‘clausola sociale’. Il costo non rispecchierebbero quello del mercato, dove un dipendente medio del settore costa 18 euro l’ora mentre al Casinò costa 25. Oltre a questo uno dei motivi del fallimento delle gestioni che negli ultimi anni hanno condotto bar e ristoranti, forse risiede nel pensare che gli stessi potessero guadagnare esclusivamente sui clienti del Casinò, intesi come giocatori o partecipanti ad eventi organizzati dalla Spa.

Un fattore seccamente smentito dai sindacati di categoria, in particolare lo Snalc-Cisal: “A noi – aveva detto Dario Del Tufo - risulta che la paga oraria sia in linea con il mercato e che non siano in sovrannumero. Si tratta di lavoratori qualificati che, con il loro estro, ingegno e gentilezza cercano in questo momento difficile di mettere a proprio agio la clientela in totale autogestione. Chi dice queste cose non conosce la realtà del Casinò oppure ancora più grave c'è un progetto ben preciso”.

Dello stesso avviso anche Massimiliano Scialanca: "Non c'è nessun sovrannumero di dipendenti e, tanto meno stipendi superiori alla media. Sia in relazione agli emolumenti che al numero dei dipendenti, tutto rientra nel Capitolato d'appalto del servizi e nel contratto nazionale di lavoro".

Al momento, con il ristorante fermo in assenza di cene di gala, la gestione dei bar all’interno della casa da gioco rimane alla ‘New Generation’ in proroga. Ora si attende la prossima settimana per capire come sarà il futuro.

Carlo Alessi

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