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Cronaca | 10 gennaio 2019, 09:57

Sanremo: violenta aggressione alla Polizia Penitenziaria nel carcere di Valle Armea, la denuncia della Uil Pa

Un noto spacciatore affetto da epatite ha aggredito un agente della Penitenziaria, verso il quale ha rivolto anche una serie di sputi. Per l'agente ora 30 giorni per scongiurare l'eventuale contagio.

Sanremo: violenta aggressione alla Polizia Penitenziaria nel carcere di Valle Armea, la denuncia della Uil Pa

Un detenuto italiano del carcere di Valle Armea a Sanremo (S.I.), noto spacciatore (estremamente violento ed affetto da epatite e noto per le sue intemperanze), ha brutalmente aggredito due Poliziotti Penitenziari in servizio. L'episodio si è verificato nella 1a sezione ordinaria del carcere matuziano.

Il pronto intervento degli agenti in servizio ha evitato peggiori conseguenze: un sovrintendente, trasportato al nosocomio cittadino ha riportato una prognosi di 7 giorni, mentre per l'altro poliziotto, contro il quale il detenuto ha anche rivolto una serie di sputi, l'iter sarà di circa un mese per scongiurare eventuale contagio di epatite.

“A Sanremo – evidenzia Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Pa - già più volte si sono registrai episodi di violenza nei confronti della Polizia Penitenziaria. Sia ben chiaro che i nostri penitenziari sono sempre più terra di nessuno. Praterie di conquista dei violenti e dei boss che impongono regole e codici. D'altro canto è ben chiara l'impotenza degli agenti penitenziari chiamai a sorvegliare, da soli, centinaia di detenuto (oggi Sanremo ne conta 260, in piena emergenza sovraffollamento). Agenti che non possono contare su alcuna arma o mezzo di difesa e debbono, quindi, affidarsi a quelli di cui possono disporre: buon senso, tolleranza, arguzia, intelligenza, professionalità. Ma i 336 poliziotti penitenziari aggrediti e feriti dai detenuti nel 2018, certificano che a volte non bastano nemmeno tali doti”.

“Auspichamo – prosegue Pagani - che non sia necessaria una immane tragedia perché il pendolo emotivo che regola l'attenzione verso il carcere, faccia accendere i riflettori sulle degradate, incivili, illegali condizioni della detenzione e sulle infamanti condizioni di lavoro. Evidentemente – termina - non bastano i 10mila detenuto in più rispetto alle capacità ricettive, le 5500 unità di Polizia Penitenziaria vacanto, i 63 suicidi, i circa 1000 tentati suicidi, i 5000 atti di autolesionismo, le 7 evasioni sventate (oltre ai già citati 33 agenti feriti) perché la politica ed i politici volgano sguardo e l'attenzione verso quelle discariche sociali, contenitori del disagio, che sono le nostre prigioni".

Carlo Alessi

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