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AL DIRETTORE | 03 gennaio 2019, 10:12

Tir Lumaca in Val Roya: un lettore ci scrive "Non abbiamo posto per le circonvallazioni. Prendete il treno o passate per un'altra strada!"

Jean-Marc Tagliaferri, ci ha scritto in relazione alla protesta dei tir lumaca in Val Roya.

Tir Lumaca in Val Roya: un lettore ci scrive "Non abbiamo posto per le circonvallazioni. Prendete il treno o passate per un'altra strada!"

Un nostro lettore, Jean-Marc Tagliaferri, ci ha scritto in relazione alla protesta dei tir lumaca in Val Roya. Il lettore, che abita in Val Roya, contesta in sette punti l'articolo della rubrica ‘controcorrente’ del nostro giornale della provincia di Cuneo ‘Targato Cn’ (cliccando QUI):

“La frase ‘Con il paradosso che i tir francesi e stranieri - come dicono all’Astra - non sono soggetti a vincoli e possono transitare sulla stessa strada senza problemi’ è completamente falsa. Tutti gli automezzi di più di 19 tonnellate sono vietati di trascorrere la RD6204. Ci sono soltanto deroghe, da chiedere prima, per lavori. Per le attività “locali” si possono usare automezzi di meno di 19 tonnellate. Per i trasporti pesanti c’è la ferrovia. Se occorre traffico per sopravvivere, l’Italia potrebbe dunque organizzare molto più  treni e anche una ‘autostrada ferrovia’ da Borgo San Dalmazzo a Ventimiglia.  Cosi si vedrà la stupidaggine di avere smontato il ‘Parco Roya’, adatto a questo lavoro, pagato da crediti europei dei quali 18% di soldi francesi che dobbiamo addesso chiedere all’Italia di rimborsare? C’è dal 2015 un video sui trasporti nelle zona alpina (cliccando QUI)  che mostra come gli italiani hanno quasi distrutto la val di Stura di Demonte. Non sono solo i sindaci della alta Val Roia che hanno vietato il passaggio agli automezzi di più di 19 tonnellate ma anche il ‘Departement des Alpes Maritimes’, proprietario della RD6204 che deve mantenere questa strada dissestata da questi automezzi che non pagano nulla sul territorio francese! Quelli che abitano l’alta Val Roia non vogliono vedere il loro territorio distrutto come Demonte. Non abbiamo posto qui per circonvallazioni, non vogliamo viadotti sulle nostre case come quello di Genova, non vogliamo continuare a vedere migliaia di macchine, motociclette, autobus ed altroimpedirci di vivere. Prendete il treno o passate per un'altra strada!”

Carlo Alessi

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