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ECONOMIA | 15 dicembre 2018, 09:50

Food economy: Liguria prima in Italia per vocazione artigiana, vola l’economia dei consumi tipici natalizi

L’appello di Grasso (Confartigianato Liguria): "Sotto Natale, acquistare i prodotti delle nostre piccole imprese significa portare a tavola un prodotto di qualità e sostenere unsettore fondamentale per la nostra economia"

Food economy: Liguria prima in Italia per vocazione artigiana, vola l’economia dei consumi tipici natalizi

Sono oltre 3 mila in tutta la Liguria e producono dolci, formaggi, vini, conserve, olio, salse e molte altre prelibatezze tipiche della nostra regione. Sono le micro e piccole imprese artigiane del settore alimentare, 3.082 realtà, in leggero calo sul nostro territorio nell'ultimo anno (-0,9%, 28 imprese in meno), diminuite circa dell'1% dal 2013. Lo dicono gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere relativi al terzo trimestre 2018, elaborati dall'Ufficio studi Confartigianato. Nel confronto nazionale, la Liguria “regge”: le quasi 89 mila realtà sono calate dell'1,2% nell'ultimo anno, -1,8% negli ultimi cinque anni.

Veniamo ai principali settori: per la maggior parte si tratta di pasticcerie, panifici e gelaterie (1.541, in calo dell'1,3%). Seguono i servizi di ristorazione da asporto (1.082, in crescita dello 0,6%). La produzione di pasta conta 202 realtà (-1%). Seguono 53 piccole imprese attive nella produzione di oli e grassi vegetali e animali, invariate rispetto al 2017, mentre sono 42 le realtà attive nel settore del tè, caffè, cacao, spezie (-4,5%). Nella lavorazione e conservazione di frutta, ortaggi e pesce sono attive 33 microimprese (-2,9%). 26 tra distillerie,
birrifici e produzione di altre bevande, tante quante se ne contavano nel
2017. 17 le realtà attive nella lavorazione e conservazione di carne
(-19%).

«Settore di eccellenza e largamente apprezzato, l'artigianato alimentare
ligure si caratterizza, da sempre, per l'uso di materie prime di alta qualità, per la lunga e unica tradizione e per una lavorazione attenta e sapiente – lancia un appello Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Per questi motivi, e a maggior ragione nel periodo natalizio, acquistare un dono o un prodotto da portare sulle tavole delle feste in una delle nostre piccole imprese non rappresenta solo una scelta di qualità, ma anche un'azione di sostegno a un tessuto economico fondamentale della nostra regione». Secondo le ultime stime Istat, saranno 435 i milioni di euro spesi dalle famiglie liguri nel mese
di dicembre per cibi e bevande, di cui 195 intercettabili dall'artigianato. La cifra risulta più alta di 72 milioni rispetto al consumo medio mensile. Genova spenderà 239 milioni di euro, La Spezia 58 milioni, mentre a Savona saranno 79 ed Imperia 59 milioni.

Uno sguardo alle province: Genova in testa per numero di microimprese attive, in totale 1.564, in calo dell'1,4%. Per la maggior parte si tratta di imprese attive nella produzione di pane, dolci e gelati: sono 715, in calo del 2,3%. 641 sono i servizi di ristorazione da asporto, in calo di mezzo punto percentuale. 115 attive nella produzione di pasta (-0,9%). Cresce l'artigianato caseario (+20%) e la produzione di vini e distillati (+11%), che contano rispettivamente 12 e 10 microimprese. Savona è seconda per numero di realtà attive, 693, -1,6%. In prevalenza sono panifici, pasticcerie e gelaterie (392, -1,3%), seguite dalla ristorazione da asporto (191, -1%), sono rimasti 41 i pastifici.

Alla Spezia troviamo 429 microimprese alimentari (+0,2%). Anche in questo caso, la maggioranza è composta da panifici e pasticcerie (233, rimaste invariate rispetto al 2017) e dalla ristorazione da asporto (143, in crescita del 2,9%). I pastifici sono 24, gli stessi attivi nel 2017. A Imperia l’artigianato alimentare conta 396 microimprese, in aumento dell'1,3%. Un trend positivo, trainato soprattutto dall'aumento di panifici, pasticcerie e gelaterie (201, +1%) e soprattutto dai servizi di ristorazione da asporto (107, +7%). In calo i pastifici (-4,3%, 22 realtà attive), invariate le 37 imprese attive nella produzione di olio. In Italia, nel settore dell’alimentare e bevande, l’artigianato conta 157.262 addetti (35,6% del settore, +10,1 punti percentuali rispetto al manifatturiero) e le piccole imprese con meno di 50 addetti contano 274.212 addetti (62,1% del settore, +8,1% rispetto al manifatturiero).

La vocazione artigiana certificata dal peso dell’artigianato sull’occupazione del settore alimentare e bevande è più elevata in Liguria (68,5%, con 6.705 addetti su un totale di 9.781 occupati nel settore), seguita da Sicilia (57,3%) e Basilicata (57,2%). A livello provinciale primeggia La Spezia (79,8%), seconda dopo Massa-Carrara (86,1%), mentre Savona (70,8%) si piazza al sesto posto. Genova nona (69,5%), Imperia 30esima (54,6%).

c.s.

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