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CRONACA | 12 dicembre 2018, 13:38

"Tangenti sotto forma di consulenze", questo per la Questura il modus operandi di Pizzimbone e La Porta (foto e video)

"Come spesso accade, di fronte a quello che è, perché è un pagamento di tangenti, a questo viene data una parvenza di legalità, quindi era stato stipulato un contratto di consulenza", ha spiegato Rosalba Garello, dirigente della Squadra Mobile

"Tangenti sotto forma di consulenze", questo per la Questura il modus operandi di Pizzimbone e La Porta (foto e video)

Tangenti sotto forma di consulenze. Era questo, secondo le indagini della Squadra Mobile di Savona e Genova, il meccanismo messo in piedi da Pier Paolo Pizzimbone, imprenditore nel ramo dei rifiuti, residente ad Andora, ma noto anche nell’imperiese per essere stato il titolare della società Ponticelli che gestiva una discarica, fondatore del gruppo Biancamano e vice presidente della Croce d'Oro di Imperia e Cervo.

Pizzimbone è stato arrestato ieri pomeriggio dalla Squadra Mobile della Questura di Savona e di Genova con l’accusa di concorso in estorsione aggravata, consumata e tentata insieme a Mario La Porta, pensionato, residente a San Bartolomeo al Mare.

Purtroppo questa è una brutta storia. – ha commentato Rosalba Garello, dirigente della Squadra Mobile nel corso della conferenza stampa odierna - Ci era stata segnalata con un esposto sulle gravi irregolarità nella gestione di questo appalto e di fatto abbiamo potuto vedere che era stata fatta una richiesta estorsiva a degli imprenditori che si sono aggiudicati l’appalto per 96mila euro. Questa era una somma che veniva richiesta per cercare di ammorbidire l’amministrazione comunale, così diceva Pierpaolo Pizzimbone, a fronte di un contenzioso che si era aperto per presunte gravi irregolarità e quindi della violazione del capitolato.

L’indagine è sicuramente ancora in corso, si svilupperà anche nelle prossime settimane e quindi ovviamente c’è il massimo riserbo. Noi abbiamo monitorato gli incontri che sono stati propedeutici alla consegna del denaro e abbiamo anche monitorato l’incontro in cui è avvenuta la consegna del denaro: 16mila euro in contanti posti in una busta che è stata consegnata da uno dei soci al potremmo dire ‘socio’ di Pizzimbone, l’altro arrestato: Mario La Porta. A sua volta anche le consegne a Pizzimbone sono intervenute per interposta persona, quindi non vi sono mai stati passaggi diretti di denaro tra i soci della consortile a Pizzimbone. È stata una delle misure adottate proprio per eludere eventuali investigazioni.

Come spesso accade, di fronte a quello che è, perché è un pagamento di tangenti, a questo viene data una parvenza di legalità, quindi era stato stipulato un contratto di consulenza tra i soci della consortile ‘Alassio Ambiente’ e la società che fa capo a Mario La Porta che è una società di consulenza che ha sede in Albania, quindi era anche previsto che parte del pagamento dovesse avvenire previa emissione di fatture, quindi con il compimento di operazioni inesistenti e con pagamento di bonifico sui conti intestati alla società. Ovviamente il denaro sarebbe stato recapitato con altre modalità all’arrestato
”.

Ha adottato vari escamotage per cercare di eludere le indagini in corso. – ha aggiunto il vice Questore Alessandro Carmeli nel corso della conferenza stampa odierna - In particolare cercava di incontrare la vittima dell’estorsione in posti in cui non poteva essere microfonato, per esempio la spa di un albergo piuttosto che al ristorante dove ha fatto consegnare al cameriere il cellulare della vittima. Gli appuntamenti inoltre sono quasi sempre avvenuti all’aperto, ne ricordo uno per la sottoscrizione di un contratto di consulenza di 96mila euro avvenuto a Laigueglia sulla strada statale”.

Redazione

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