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CRONACA | giovedì 06 dicembre 2018, 08:50

Sanremo: tentano di introdurre hashish e cocaina in carcere, importante operazione della Polizia Penitenziaria

Il sequestro è avvenuto il 1° dicembre, quando un detenuto genovese (S.I.), terminato il colloquio con i propri familiari è stato bloccato dagli agenti della Polizia Penitenziaria i quali, dopo averlo controllato, gli hanno rinvenuto la droga. Nei suoi confronti è scattata la procedura d’arresto convalidata dal Gip di Imperia.

Sanremo: tentano di introdurre hashish e cocaina in carcere, importante operazione della Polizia Penitenziaria

Importante operazione, quella svolta dalla Polizia Penitenziaria di Sanremo che è riuscita ad evitare l’introduzione in carcere di 50 grammi di hashish e mezzo grammo di cocaina.

Il sequestro è avvenuto il 1° dicembre, quando un detenuto genovese (S.I.), terminato il colloquio con i propri familiari è stato bloccato dagli agenti della Polizia Penitenziaria i quali, dopo averlo controllato, gli hanno rinvenuto la droga. Nei suoi confronti è scattata la procedura d’arresto convalidata dal Gip di Imperia.

Il Sappe, il maggiore sindacato di categoria, commenta positivamente l’episodio: “Finalmente si consente alla Polizia Penitenziaria sanremese di effettuare al meglio l’attività, ovvero garantire la sicurezza di tutto l’istituto, Non è la prima volta che la Polizia Penitenziaria sequestra sostanze stupefacenti che i familiari dei detenuti, con mille artifici, cercano di introdurla negli istituti. Ad esempio - continua il Sappe - ricordiamo quanto avveniva a Marassi, dove la droga veniva lanciata all’interno del cortile del carcere, dalla confinante strada pubblica. Per quanto riguarda Sanremo la quantità di stupefacente sequestrata e che si voleva far entrare in carcere potrebbe anche far pensare ad un traffico interno”.

“Sono sempre più strategiche le metodologie per cercare di eludere i controlli e, per questo - è convinto il Sappe - è necessario aumentare il livello di attenzione ed affidare alla Polizia Penitenziaria maggiore autonomia oltre a dorarla di efficienti strumenti di controllo e di prevenzione come i cani antidroga da utilizzare specialmente durante le fasi dei colloqui tra detenuti e familiari che risulta essere uno degli accessi maggiormente vulnerabili”.

Redazione

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