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Cronaca | 21 novembre 2018, 17:21

Imperia: tanti i presenti per l'ultimo saluto al partigiano Carlo Trucco 'Girasole' (foto)

Si sono trovati al cimitero di Santa Maria Maggiore, dove si è tenuta l’orazione di Roberto Moriani, esponente del circolo Anpi di Porto Maurizio, a cui Trucco era iscritto, di Giuseppe Rainisio, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea e di Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice che ha dedicato alcuni suoi scritti alla Resistenza

Imperia: tanti i presenti per l'ultimo saluto al partigiano Carlo Trucco 'Girasole' (foto)

Erano in tanti, questo pomeriggio, per l’ultimo saluto a Carlo Trucco ‘Girasole’, partigiano imperiese morto lo scorso lunedì all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure all’età di 92 anni.

Si sono trovati al cimitero di Santa Maria Maggiore, dove si è tenuta l’orazione di Roberto Moriani, esponente del circolo Anpi di Porto Maurizio, a cui Trucco era iscritto, di Giuseppe Rainisio, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea e di Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice che ha dedicato alcuni suoi scritti alla Resistenza.

I Trucco erano una grande famiglia, hanno segnato l’attività antifascista. Tutti impegnati nell’attività politica, erano partigiani, impegnati nel sociale. – ha ricordato Rainisio - I fratelli erano punti molto importanti della sezione dell’Anpi, quando li ho incontrati, cinquant’anni fa. Tutti e tre erano partigiani, ‘Girasole’ era il più giovane, e andò in montagna per seguire il più grande ‘Titén’. Seneca diceva che ‘infinita è la velocità del tempo che si rivela di più a chi volge indietro lo sguardo’. Con Carlo riflettevamo sul passato, sulla Resistenza che per lui significava soprattutto unità, lotta di popolo e rinnovamento.
Oggi quei tre punti sono i principi fondamentali che uniscono e danno forza al movimento democratico e allo stato italiano.

Era un conversatore intelligente interessante e mai banale, Carlo Trucco. A noi giovani, ci diceva che la Resistenza aveva portato il voto alle donne, la nascita della Repubblica, la Costituzione, un nuovo stato. Ora quegli obiettivi che sembravano a noi minimali, sono messi in discussione. I suoi ammonimenti ci sembrano oggi interessanti con i rischi dei totalitarismi in tutta Europa, la difficoltà economica, la disuguaglianza sociale, il razzismo, l’egoismo e le paure
”.

E’ bello parlare di lui, ma non è bello sapere che non può rispondere”, ha detto Donatella Alfonso, raccontando un aneddoto legato a ‘Girasole’. “Telefonava sempre tra le 10 e le 10.08. Un rito curioso, e quando rispondevi diceva: ‘Ti volevo far sapere che sono vivo’. E rideva. Credo fosse un suo dolcissimo modo per ricordare agli amici che pensava a loro e che aveva la cara idea che gli amici pensassero a lui.

A me ha cambiato la vita perché portandomi con mano, raccontandomi la storia di Felice Cascione, mi ha fatta innamorata del ponente. Per me ‘Girasole’ resterà quel bel signore con un panama bianco, la maglietta di Felice Cascione, o la sua felpa. Ha dedicato la sua vita alla figura di ‘U megu’, aveva per lui un rispetto e una stima immensi, più che per qualsiasi altro partigiano. Ne parlava e si sentiva come se avesse ancora vent’anni, e li aveva nel cuore”. Toccante anche l’intervento di una rappresentante dell’associazione Italia-Cuba, che ha letto una lettera in Spagnolo su Cuba e la rivoluzione. Carlo Trucco era più volte stato a l’Havana, dove aveva incontrato le autorità con cui ha portato avanti un gemellaggio tra le figure di Che Guevara e Felice Cascione.

Francesco Li Noce

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