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EVENTI | martedì 20 novembre 2018, 17:41

Al Casinò di Sanremo incontro sul passato e il presente del terrorismo con la presentazione del libro “I 31 uomini del Generale” (Foto e Video)

“Italia all’avanguardia nella lotta al terrorismo su scala internazionale”

Le immagini dal Casinò di Sanremo

Le immagini dal Casinò di Sanremo

Terrorismo interno, terrorismo interno e lotta all’eversione nel corso degli ultimi decenni. Sono alcuni dei temi trattati questo pomeriggio al Casinò di Sanremo per l’appuntamento con i Martedì Letterari che ha visto ospiti il maresciallo dei Carabinieri Antonio Brunetti, medaglia d’oro, autore del libro “I 31 uomini del Generale”, e il Procuratore Capo di Imperia Grazia Pradella. Letture a cura del Serra Club con il Presidente di Sanremo, Ornella Ragazzo e il Trustee del Board del Serra International, Marco Crovara.

La presentazione del libro di Antonio Brunetti è stata occasione per approfondire la lotta all’eversione tra terrorismo interno di destra e di sinistra negli anni di piombo e il terrorismo esterno di stampo jiadista.  

I 31 uomini del Generale. Un maresciallo dei carabinieri con dalla Chiesa contro le Brigate Rosse”. (Luni Editore): è dedicato a uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente, la lotta armata, vista attraverso un testimone eccezionale, il maresciallo dei carabinieri Antonio Brunetti, medaglia d’oro per la sua attività contro l’eversione, che fece parte del primo nucleo antiterrorismo creato dal generale Carlo Alberto dalla Chiesa nel maggio del 1974. Si tratta di una memoria per certi versi sorprendente, non tanto per la dettagliata analisi dei fatti ai quali Brunetti ha partecipato, quanto per il fatto che per la prima volta emergono le dinamiche che portarono dalla Chiesa a organizzare il nucleo originario di carabinieri addestrati a combattere il terrorismo e, soprattutto, le modalità di reclutamento e di operazione. Furono trentuno i componenti di questo primo nucleo: persone che per anni hanno vissuto in stretta collaborazione con il Generale, rinunciando a una vita privata, tenendo le famiglie all’oscuro della loro attività, talvolta in contrasto con altri organi dello Stato che non li “riconoscevano” e neppure immaginavano l’importanza dell’azione intrapresa dal Generale. Non c’è protagonismo, più o meno compiaciuto, in queste pagine: i sentimenti prevalenti sono il dolore per i colleghi caduti, lo stupore nel constatare l’assenza delle istituzioni, la rabbia per gli esiti giudiziari di molti terroristi da questi uomini assicurati alla giustizia, il rimpianto di non essere riusciti a vivere un po’ più assiduamente la vita familiare, l’impotenza di fronte alla scomparsa “inspiegabile” di documenti. Un quadro molto umano e ben poco “politico”, come si addice a servitori delle istituzioni, che pongono appunto lo Stato al di sopra di ogni cosa, senza una valutazione politica delle istituzioni come non c’è una valutazione politica del terrorismo.

Il maresciallo dei Carabinieri Antonio Brunetti fu scelto dal Generale Dalla Chiesa per fare parte del famoso “gruppo dei 31 uomini del Generale”, la brigata segreta dei “senza volto” voluta da Dalla Chiesa per debellare il terrorismo. Brunetti era responsabile della zona della Liguria e basso Piemonte, esattamente dove erano di stanza il nucleo principale delle Brigate Rosse. Ha partecipato a innumerevoli azioni e partecipato alla cattura di brigatisti famosi e insieme ai suoi colleghi, moltissimi uccisi in azione, ha debellato al comando dei suoi uomini e sotto l’alto comando del Generale Dalla Chiesa, il terrorismo in Italia. Il maresciallo Brunetti è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valore e di una seconda medaglia d’oro, voluta dal Presidente della Repubblica Mattarella, per Atti di Valore contro il terrorismo. Gli è stata anche conferita la Croce d’Oro ai benemeriti della Repubblica italiana, e attualmente è l’unica doppia medaglia d’oro vivente.

Pietro Zampedroni

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