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Cronaca | 19 novembre 2018, 17:43

Canapa 'light': controlli dei Carabinieri alle piantagioni, sequestrate e distrutte oltre 2000 piante

I Carabinieri continueranno i controlli con costanza anche nei prossimi mesi. È importante che i coltivatori adottino ogni misura necessaria (in termini di scelta del seme, utilizzo di fertilizzanti, metodo di coltivazioni, per esempio) affinché dagli esami che verranno eseguiti non emergano valori di THC superiori a quelli consentiti dalla normativa.

Canapa 'light': controlli dei Carabinieri alle piantagioni, sequestrate e distrutte oltre 2000 piante

Con l’aumento delle coltivazioni di canapa ‘light’ in Riviera si è reso necessario effettuare un’adeguata azione di controllo sul rispetto della normativa vigente da parte dei coltivatori.

In quest’ottica i Carabinieri della Compagnia di Sanremo (con l’ausilio dei Carabinieri Forestali) hanno implementato nell’ultimo mese il numero delle ispezioni, effettuando diversi prelievi e campionature su differenti aziende agricole presenti nel territorio, qualificate nella coltivazione della canapa. I campioni sono analizzati sia in laboratori specializzati, sia dall’Arpal di Imperia per verificare che i valori di principio attivo siano al di sotto della soglia massima consentita (0,6% di TCH).

In una circostanza i valori sono risultati superiori a quelli previsti dalla legge, motivo per il quale i Carabinieri hanno proceduto al sequestro della piantagione e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, procederanno alla distruzione di circa 2000 piante di canapa industriale coltivata per fini tessili.

Avendo un valore di TCH superiore allo 0,6%, la pianta è stata considerata idonea a produrre marijuana con effetto stupefacente, pertanto sequestrata e distrutta. La normativa vigente riconosce per l’agricoltore l’esimente del fattore accidentale: in assenza di utilizzo di additivi chimici e fertilizzanti su una piantagione esposta alle piogge, se il tenore di TCH è di poco superiore al massimo consentito, il coltivatore può non essere considerato responsabile, ma la coltivazione deve comunque essere distrutta poiché idonea a produrre stupefacente.

Data l’importanza del fenomeno, in crescita, i Carabinieri continueranno i controlli con costanza anche nei prossimi mesi. È importante che i coltivatori adottino ogni misura necessaria (in termini di scelta del seme, utilizzo di fertilizzanti, metodo di coltivazioni, per esempio) affinché dagli esami che verranno eseguiti non emergano valori di THC superiori a quelli consentiti dalla normativa.

Redazione

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