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Sanremo Ospedaletti | 18 novembre 2018, 13:08

Sanremo: dalla Scala al No’hma, il talento di Michele Gorlero va in scena a teatro e conquista la giuria internazionale

L'artista sanremese è il protagonista maschile dello spettacolo che ha conquistato il Premio Internazionale il “Teatro nudo”. Teatro ma anche canto, nell'intervista Michele ci racconta i suoi progetti futuri e il suo legame con la città dei fiori.

Michele Gorlero

Michele Gorlero

C’è anche un artista sanremese nello spettacolo che ha conquistato il Premio Internazionale il “Teatro nudo” andato in scena al No’hma di Milano. Michele Gorlero, 29enne di Sanremo, è infatti il protagonista maschile di “Fushikaden. Lo spirito del fiore: le emozioni del mondo”.

La performance italo giapponese, ideata dal regista Paolo Cacciato e Piera Rossi, si è aggiudicata il primo premio assegnato dalla giuria internazionale per la nona edizione del riconoscimento dedicato alla memoria dell'attrice e drammaturga, Teresa Pomodoro. “Vincere questo premio è stata un grande sorpresa. Siamo al settimo cielo soprattutto perché ci è stato attribuito da una giuria di esperti formata da istituzioni ed eccellenze del panorama teatrale internazionale” - racconta Michele.

Un grande risultato per il talento matuziano, partito da Sanremo all'età di 18 anni per inseguire la sua prima passione, il canto. “Mentre finivo il liceo, ho iniziato a frequentare la scuola di canto di Luca Jurman e poi mi sono iscritto all'Università Statale di Milano dove ho conseguito la laurea in Mediazione Linguistica – ci dice il performer – nel frattempo ho iniziato a lavorare ma tutte le sere mentre prendevo la metro mi soffermavo su quel cartello che pubblicizzava dei corsi serali al Centro Teatro Attivo, così mi sono detto: “Ci provo, al massimo interpreterò meglio le canzoni”.

Un primo passo che ha segnato una vita. Michele si è infatti diplomato al Teatro Arsenale e alla Scuola Romana di Circo. Oggi lavora come mimo attore al Teatro alla Scala. Dal 2016 fa parte della compagnia di Performance Art “I figli di Marla”. Nel 2015 è stato selezionato come corista per la cantante britannica Ellie Goulding agli MTV Europe Music Awards, ha anche prestato la voce al personaggio di Michael Jackson nel musical “Vorrei la pelle nera” in scena al teatro Manzoni di Milano e al Teatro Brancaccio.

Attore, cantante e performer, l'identità artistica di Michele Gorlero è frutto di anni di studio e determinazione: “Sono stato fortunato perché ho potuto credere nei miei sogni e oggi vivo del mio lavoro, cosa che molti miei colleghi non possono fare – confida Gorlero – per raggiungere determinati obiettivi non basta il talento, bisogna studiare e lavorare con dei professionisti. Occorre prendersi del tempo e capire anche in cosa si è bravi, ma questo lo si può fare solo sperimentando”.

Dal teatro al canto: manca all'appello il palco dell'Ariston. “Se uno vuole fare musica e vuole farla sentire a più persone, il palco dell'Ariston non può non essere il tuo sogno – spiega Michele - ma è bene rimanere con i piedi per terra. Io nasco per il canto ma lo sto usando in ambito teatrale. Dipende molto da come si evolverà il mio percorso musicale, se prenderà una strada discografica. Mi sono formato studiando musica afro americana ma non ho dimenticato i cantautori, ho anche scritto dei miei pezzi. Per ora continuo il mio percorso con Luca Jurman, ho vinto due contest interni con la scuola di canto e ho l'opportunità di registrare due cover”.

Tornando alle origini, qual è il tuo legame con Sanremo? Hai mai pensato ad un progetto lavorativo nella città dei fiori?: “Da quando sono andato via l'ho rivalutata molto, è il posto del cuore dove vive la mia famiglia – racconta – Dal punto di vista lavorativo, non ho mai provato ad emergere a Sanremo perché sono una persona autocritica e poi perché all’inizio non mi sentivo pronto. Adesso comincio a sapere chi sono e il discorso di poter fare qualcosa nella mia città potrebbe essere più realistico. Senza alcuna presunzione, mi piacerebbe fare dei concerti, portare un po' della mia esperienza magari contattando i professionisti della zona. Spero in un futuro di riuscire a tornare qui e restituire qualcosa al mio territorio”.

Silvia Iuliano

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