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Cronaca | 15 novembre 2018, 18:31

Triora: riscontrate criticità sulla soletta del ponte di Loreto, non c'è rischio crollo ma servono interventi urgenti

La struttura è stabile ma per il momento la Provincia ha modificato la viabilità in attesa di poter accedere a dei finanziamenti necessari per poter intervenire.

Occhi puntati sul Ponte di Loreto a Triora dove gli accertamenti hanno mostrato la necessità di intervenire con urgenza. All’indomani del crollo del Ponte Morandi di Genova, il Governo ha posto l’accento sulla necessità di controllare tutte le infrastrutture stradali ed è così che è emerso uno scenario preoccupante: tantissimi interventi di manutenzione richiesti dovuti a criticità note ma per le quali da Roma non sono mai stati dati fondi adeguati. 

Il Ponte di Loreto rientra in questa categoria. Una struttura attenzionata in passato, prima della tragedia di Genova, ma dove non si è riusciti ad intervenire adeguatamente a causa della cronica mancanza di fondi che investe gli enti locali. Per quanto riguarda questa via di collegamento in alta valle Argentina, il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, si era attivato in tempi non sospetti mettendo a disposizione la sua esperienza professionale, per arrivare quindi ad informare e chiedere l’intervento dell’ente gestore, la Provincia. Da qui ha preso il via un lavoro di concerto tra i due enti per arrivare a definire una road map necessaria a salvaguardare gli abitanti di questo entroterra. 



La Provincia ha disposto che venisse effettuato un controllo minuzioso per verificare lo stato di quest’opera ingegneristica. Il Ponte di Loreto è noto in ambito locale e regionale. Costruito nel 1959 svetta altissimo, a  circa 112 metri d’altezza sul torrente Argentina, con una campata unica lunga ben 119 metri. Un’opera considerata innovativa per l’epoca ma oggi dagli accertamenti effettuati dalla CLS di Ventimiglia, una ditta specializzata in questo genere di controlli, è emerso che la struttura è sana mentre non si può dire altrettanto sulla soletta, troppo sottile per gli standard odierni e con la presenza di alcuni gravi problemi di infiltrazione.



La Provincia ha recepito rapidamente le risultanze di queste verifiche dando corso a dei primi provvedimenti: il divieto di passaggio a mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, un senso unico alternato a vista e divieto di sosta e fermata. Va sottolineato che non è stato ravvisato il rischio di possibili crolli o cedimenti che avrebbe reso necessaria la chiusura immediata della strada di collegamento tra Triora, Loreto e Cetta. 

Il presidente della Provincia, Fabio Natta e l’ufficio strade si sono già attivati per chiedere la possibilità di accedere ad un finanziamento necessario per far fronte agli interventi di manutenzione richiesti. Regione Liguria, interpellata dall’ente provinciale, per trovare le linee di credito necessarie a questi lavori, ha confermato l’intenzione di voler intervenire in tempi celeri, compatibilmente con le disponibilità che arriveranno da Roma, per dare nuova vita al Ponte di Loreto. La via di collegamento nonostante serva poche famiglie è considerata ancora oggi strategica ed importante.



La notizia è stata accolta con soddisfazione dal sindaco del paese, Massimo Di Fazio. “Ringraziamo la Provincia e Regione Liguria per l’immediato interessamento dimostrato nei confronti di Triora. Ci teniamo a tranquillizzare la popolazione, ad oggi non sono state riscontrate situazioni che indichino il rischio di crollo per il nostro amato ponte. E’ chiaro quanto sia necessario intervenire in modo prioritario e completo per evitare l’ulteriore peggioramento di una condizione già sufficientemente critica. Purtroppo i lavori di manutenzione non saranno immediati, ma mi sono fatto carico della situazione con la Provincia con la quale ho un confronto costante. Con l’ente abbiamo instaurato un ottimo e proficuo rapporto di collaborazione che sono sicuro porterà ad importanti risultati, come già visto nei mesi scorsi. Ora non resta che attendere l’evoluzione dell’iter necessario a far partire i lavori sul ponte del nostro paese”.

Stefano Michero

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