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Attualità | 26 ottobre 2018, 07:09

Imperia: rivoluzione alla Basilica di San Giovanni, il vecchio coro messo alla porta dal neo parroco Ennio Bezzone che chiama "voci nuove a me conosciute"

Monsignor Bezzone ha di fatto messo alla porta il vecchio coro, riconoscendo come unica realtà parrocchiale un altro “con voci nuove da me conosciute”, come ha detto lo stesso sacerdote.

Imperia: rivoluzione alla Basilica di San Giovanni, il vecchio coro messo alla porta dal neo parroco Ennio Bezzone che chiama "voci nuove a me conosciute"

Tra le novità apportate dal neo parroco di San Giovanni monsignor Ennio Bezzone, arrivato alcune settimane fa al posto di don Ruffino, che è stato sacerdote a Oneglia per 22 anni, ce n’è una che somiglia a una piccola rivoluzione.

Monsignor Bezzone ha di fatto messo alla porta il vecchio coro, riconoscendo come unica realtà parrocchiale un altro “con voci nuove da me conosciute”, come ha detto lo stesso sacerdote. Una decisione che ha provocato grandissime tensioni all’interno del coro e tra i fedeli, alcuni dei quali che sono sul piede di guerra.

Nella serata di ieri monsignor Bezzone ha provato a far chiarezza sulla vicenda con un post sulla pagina Facebook della parrocchia, smentendo voci di scioglimento, ma confermando di fatto di aver portato nella Basilica di Oneglia il nuovo gruppo, relegando il vecchio coro San Giovanni a esibirsi durante la messa domenicale delle 11.30. Questo ha provocato un rifiuto da parte di alcuni dei componenti del coro.

Poiché, però, non mi piacciono le divisioni nella Chiesa – scrive Bezzone - (e lo spettacolo di rifiuto cui avevo assistito da parte di taluni non mi é piaciuto perché antievangelico) ho riconosciuto come unico Coro ‘Parrocchiale’ il Coro dei Giovani che cantano alla Messa delle 10”.

Il post su Facebook di Monsignor Bezzone: Cari parrocchiani: sta girando da parte di alcune persone, in queste ore, la voce che io avrei sciolto il Coro San Giovanni per far posto a altre persone di mia conoscenza, formando un coro alternativo. Ora, poiché mi si stanno mettendo in bocca cose che non ho detto, desidero puntualizzare, perché la cosa non è così e chi la sta diffondendo in questo modo o ha capito male o, purtroppo, agisce in malafede. Avevo proposto un allargamento del Coro San Giovanni, peraltro poco numeroso, (domenica alla festa di San Luca erano in 4 o 5 più l'organista) e avevo parlato con i coristi di san Giovanni, proponendo il contributo di alcune voci nuove da me conosciute. Nonostante davanti a me tutto fosse ok, e tutti avessero accettato all'unanimità, ben presto sono iniziati i brusii alle mie spalle. Ad onor del vero la maggior parte dei componenti il coro San Giovanni - tutti onegliesi - circa una dozzina, erano d'accordo davvero: due o tre no. Per evitare tensioni e per ‘tagliare la testa al toro’ ho quindi deciso di separare le due realtà, offrendo al Coro San Giovanni la possibilità di proseguire ad animare la messa domenicale delle 11.30 che, mi si dice, sia sempre stata quella animata dal coro San Giovanni, e lasciando, ai singoli componenti piena libertà di continuare nel San Giovanni, di aggregarsi agli altri coristi formando un ulteriore coro, o di partecipare a entrambi i cori. Poiché, però, non mi piacciono le divisioni nella Chiesa (e lo spettacolo di rifiuto cui avevo assistito da parte di taluni non mi è piaciuto perché antievangelico) ho riconosciuto come unico Coro ‘Parrocchiale’ il Coro dei Giovani che cantano alla Messa delle 10; questa, però, è una questione meramente formale. Gli altri cori - fossero anche 100 - sono tutti comunque bene accetti ed accolti, nella misura in cui si mettono a servizio per quel che necessita alla parrocchia, e possono svolgere il loro servizio alla comunità concordandolo previamente con me e col vice parroco. Sia ben chiaro: non ho mai parlato di scioglimento del cosiddetto Coro san Giovanni; anzi: ho proposto loro un impegno maggiore, se vorranno, cioè quello di cantare anche ogni domenica, accolti ed apprezzati. Questa è la sola verità dei fatti che può essere testimoniata da almeno una decina di persone, presenti all'ultima riunione che ho tenuto col Coro San Giovanni la sera di lunedì scorso, 21 ottobre, presente anche il vice parroco Don Dario. Spero che questo mio intervento possa servire a chiarificare meglio le cose, mentre invito tutti i parrocchiani ad essere autentici costruttori di comunione, di reciproco rispetto e di amore alla verità delle cose, ricordando a tutti che la Chiesa dev'essere un luogo diverso da ogni altro luogo, dove tutti possono sentirsi a casa propria se sanno accogliersi a vicenda, servire i fratelli e non avanzare privilegi o diritti solo perché ‘si è sempre fatto così’ o ‘io sono qui da più anni di tutti gli altri quindi comando io’. Questi modi di fare non sono autenticamente cristiani, scandalizzano chi non va in chiesa giustificandoli nel non andare, e non costruiscono unità tra di noi: dobbiamo invece imparare a essere davvero gioiosi e autentici testimoni della nostra fede. Ho fiducia che, con buona volontà, ci riusciremo”. 

Francesco Li Noce

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