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Cronaca | 24 ottobre 2018, 11:15

Ventimiglia: rapinano con calci, pugni e un coltello due migranti. La Polizia ferma tre afgani

Secondo la ricostruzione fornita dalle vittime, due immigrati pakistani, i tre li avrebbero attirati in una zona appartata nei pressi del fiume e lì li avrebbero rapinati

Ventimiglia: rapinano con calci, pugni e un coltello due migranti. La Polizia ferma tre afgani

Li hanno presi a calci e pugni, minacciandoli con un coltello. Per questo tre migranti afgani, tutti di circa trent'anni, sono stati fermati dalla Polizia di Ventimiglia che indaga su una rapina avvenuta lo scorso 21 ottobre sul greto del Roja nella città di confine.

Secondo la ricostruzione fornita dalle vittime, due immigrati pakistani, i tre li avrebbero attirati in una zona appartata nei pressi del fiume e lì li avrebbero rapinati di un giubbotto di pelle, trovato poi indosso a uno dei presunti rapinatori, denaro contante e cellulari. Il tutto con calci e pugni, oltre alla minaccia con un coltello. A incastrare i malviventi proprio la testimonianza delle vittime che hanno indicato tra i rapinatori anche altre persone ancora da identificare.

Una violenza che si aggiunge a quelle che già hanno riguardato episodi simili negli ultimi anni in quella zona. Gli agenti del commissariato hanno fermato i tre, difesi dall'avvocato Sabrina Tallone, per cui il Procuratore Aggiunto Grazia Pradella ha chiesto la convalida al Gip Anna Bonsignorio.

I dettagli della vicenda

La presenza continua e costante delle Forze dell’Ordine nel quartiere Gianchette di Ventimiglia ha consentito alla Polizia di Stato di individuare e arrestare tre stranieri autori di una rapina; meno di 24 ore sono trascorse dalla commissione del fatto all’individuazione dei colpevoli.
Le indagini sono scattate quando due cittadini pakistani riferivano ai poliziotti, impiegati  nel dispositivo di ordine e sicurezza pubblico attivo nelle 24h in Via tenda, di essere stati vittime di una rapina.
Entrambi raccontavano agli Agenti di Polizia di essere stati ingannati da alcuni uomini, di presunta nazionalità afghana, che gli promettevano un sicuro superamento del confine italo – francese dietro un compenso di 200 euro a persona.
I due pakistani acconsentivano e venivano condotti, percorrendo per alcune centinaia di metri la linea ferroviaria imboccata all’altezza del ponte di via Tenda, in un luogo isolato e buio ove, pressi del ponte autostradale, venivano rapinati  dal gruppo di stranieri che li minacciavano con un coltello e con cocci di bottiglia, oltre a sferrare loro pugni e calci.
Uno dei due pakistani, a causa delle ferite riportate, veniva successivamente trasportato presso il punto di Primo Soccorso di Bordighera e, dopo essere stato medicato, dimesso con un prognosi di 5 giorni.
Cospicuo il bottino dei malviventi: circa 1.500 euro in banconote, 4 telefoni cellulari, una valigia contenente indumenti e beni personali. Non paghi pretendevano anche il giubbotto che indossava uno dei malcapitati capitati.
Immediata scattava la ricerca dei rapinatori. Gli operatori di polizia verificavano le  immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati, ricostruendo così gli identikit degli aggressori, suffragati dalle testimonianze raccolte.
I poliziotti, sulla scorta degli indizi acquisti, selezionavano alcune foto-segnaletiche di possibili sospetti e le mostravano a entrambe le vittime che, senza dubbio alcuno, riconoscevano i propri rapinatori in una formale individuazione fotografica.
A quel punto gli Agenti setacciavano tutte le zone della città dove veniva considerata più probabile la presenza dei soggetti emersi dalle indagini come responsabili dei reati denunciati, fino a quando, ieri sera in via Tenda,  individuato tutti e tre i soggetti ricercati, forse già persuasi di averla fatta franca e pronti a colpire ancora.
Colti di sorpresa non hanno opposto resistenza.
Gli stranieri, tutti di nazionalità afghana e privi sia del permesso di soggiorno che di documenti d’identità, venivano accompagnati presso gli uffici del Commissariato di Polizia. Occultati tra i loro indumenti gli agenti rinvenivano e sequestravano alcuni degli oggetti rapinati. Recuperato anche il giubbotto in pelle rubato nella notte e trovato indosso ad uno di loro.
Avendo ormai ricostruito la dinamica e raccolto prove a sufficienza, gli investigatori sottoponevano i tre  giovani afghani, due ventenni e un trentenne, al fermo di indiziato di delitto.
Rapina aggravata e lesioni personali in concorso il titolo del reato di cui sono adesso chiamati a rispondere gli arrestati, tutti risultati senza fissa dimora in Italia e non in regola con le norme sul soggiorno degli stranieri.
Dopo l’arresto, i tre fermati sono stati associati alla casa circondariale di Imperia in attesa della convalida del Giudice, prevista per domani mattina.
Il compatto dispositivo di vigilanza, dispiegato dal Questore Capocasa, ha saputo garantire anche stavolta un controllo capillare del territorio, fornendo una risposta rapida ed efficace.

Francesco Li Noce

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