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Cronaca | 24 ottobre 2018, 13:48

Quattro arresti nell'ambito dell'operazione 'Pret a Porter' condotta dalle procure di Genova e Imperia (foto e video)

Una vasta operazione antidroga iniziata nel 2017 dall’allora sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova Alberto Lari, è culminata ieri con quattro arresti disposti dalla Procura di Imperia che Lari guida da circa un anno.

Quattro arresti nell'ambito dell'operazione 'Pret a Porter' condotta dalle procure di Genova e Imperia (foto e video)

Una vasta operazione antidroga iniziata nel 2017 dall’allora sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova Alberto Lari, è culminata ieri con quattro arresti disposti dalla Procura di Imperia che Lari guida da circa un anno.

Si tratta di Alessandro Lodovico Ilio, classe 1979 della provincia di Asti, Francesco Veneziano, 35 anni di Milano, Simone Zabot, 36 della provincia di Bologna e Franco Guastamacchia, classe ’74, di Torino. Quest’ultimo al momento dell’arresto si trovava ai domiciliari per un fatto avvenuto a Cervo nell’aprile del 2017, quando i Carabinieri della Stazione di Diano Marina, con il supporto del Nucleo Investigativo di Imperia, trovarono nell’abitazione di Guastamacchia circa 360 kg tra hashish e marijuana.

Guastamacchia, figura apicale dell’organizzazione, secondo la Procura, che coordina il Nucleo Investigativo dei Carabinieri, avrebbe dai domiciliari gestito il trasporto di circa 50 kg di hashish proveniente dal Marocco, e arrivato in Italia attraverso una staffetta in auto passando per Spagna e Francia, per cui erano stati arrestati nel gennaio 2018 due imperiesi: Giacomo Masotina, 43 anni e Giuseppe Bancale, 68 anni. Le nuove misure cautelari riguardano anche questi ultimi.

Quella che è emersa è una grande pianificazione nel traffico degli stupefacenti. Le persone arrestate, secondo le indagini della Procura di Genova facevano parte di una vera e propria organizzazione criminale, partecipavano a sopralluoghi in Spagna, conoscevano le zone di deposito, organizzavano trasporti utilizzando targhe clonate a seconda del Paese in cui si trovavano dalla Spagna all’Italia con auto, tutte a noleggio che precedevano e seguivano quella con a bordo lo stupefacente per segnalare qualsiasi pericolo. Per comunicare tra loro utilizzavano schede attivate per ogni singola trasferta. Il collegamento è con l’operazione 'Pret a porter' dei carabinieri di Imperia e Genova, con il coordinamento delle procure di Imperia e Genova, che ha portato al sequestro totale di due tonnellate di hashish e marijuana.

I dettagli dell’operazione sono stati spiegati nel corso della conferenza stampa dal Procuratore Alberto Lari e dal Tenente Colonnello dei Carabinieri Pier Enrico Burri.   


Abbiamo convocato questa conferenza stampa per illustrare un’operazione che è stata fatta nei giorni scorsi. – ha spiegato Lari - Riguarda un traffico di stupefacenti e reputo che meritasse una segnalazione agli organi di stampa. Innanzitutto bisogna dire che è un’operazione nata da una collaborazione con la Procura di Genova e la direzione distrettuale Antimafia e che è partita, in sostanza, quando sono arrivato in questo ufficio. L’indagine che era stata fatta a Genova con la direzione distrettuale Antimafia l’avevo infatti iniziata io. Era emerso che effettivamente vi erano dei collegamenti del traffico internazionale con il territorio di Imperia. Nell’aprile dell’anno scorso era stata arrestata questa persona, Guastamacchia, che aveva trasportato dall’estero la droga e venne fermato con oltre 300 kg di sostanze stupefacenti a Cervo.

A quel punto l’indagine, essendo fatta dalla sede centrale ed essendo di dimensioni notevoli pari a circa due tonnellate, si era concentrata sul filone piemontese che era quello che curava le importazioni. Il filone della riviera di ponente era invece stato lasciato momentaneamente da parte. Da lì era nata l’idea, arrivato qui, di provare ad approfondire i contatti di questo Guastamacchia con il territorio dell’imperiese. Nasce dunque questa nuova indagine nel gennaio, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali,  e che ha portato nel giro di poco tempo, venti giorni circa, all’arresto di due autisti, con 50 kg, che trasportavano quotidianamente dalla Spagna stupefacenti destinati a mercato di Imperia.  Così abbiamo accertato quanta droga, tra quella importata, era destinata al nostro mercato”.

Da chiarire anche alcuni aspetti legato ai rapporti tra alcuni degli indagati ed esponenti noti della ‘ndrangheta calabrese, come ha aggiunto Lari: “Intanto – ha detto - voglio ringraziare l’autorità giudiziaria genovese che ci ha consentito di fare questa operazione che nasce proprio da una collaborazione con i colleghi che ci hanno trasmesso una parte di esito dell’indagine che avevano condotto e da lì abbiamo sviluppato la nostra parte. Ciò che è emerso è che anche in questo territorio ci sono alcune persone che hanno collegamenti con soggetti di grande interesse investigativo che sono in grado di muovere grandi quantitativi di stupefacenti. Parliamo di rapporti da approfondire con soggetti vicini alla ‘ndrangheta”.

L’operazione, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo, - ha aggiunto Burri - si è conclusa nella tarda serata di ieri e ha portato all’arresto di quattro persone. Il tutto a seguito del rinvenimento, nel gennaio scorso, a bordo di un veicolo di un carico di 50 kg di marijuana destinati al mercato imperiese. In quella circostanza furono arrestate due persone, le quali facevano parte di un’organizzazione più ampia e strutturata che utilizzava canoni di prudenza veramente importanti. Le persone destinatari di misura cautelare eseguita ieri facevano parte di questo gruppo ed erano staffetta di testa o di coda in questo motore che si occupava di trasferire stupefacenti nel territorio italiano. Un altro importante collegamento emerso è con un individuo arrestato, nella scorsa primavera, a Cervo con 360 kg di marijuana e hashish, in questa fase è infatti risultato essere il finanziatore, organizzatore e coordinatore delle operazioni. Ci siamo mossi prevalentemente nel Nord Italia e va sottolineata la collaborazione con i colleghi di Genova come già fatto dal Procuratore”.

Francesco Li Noce

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