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ATTUALITÀ | 20 ottobre 2018, 09:12

Confartigianato: aumentano le microimprese in Liguria, Imperia segue i trend regionali

"Dal rapporto emerge la grande vitalità di quel tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese che, oltre a custodire i valori della nostra tradizione manifatturiera, dimostrano ancora una volta di avere una forte valenza sull'intera economia regionale"

Confartigianato: aumentano le microimprese in Liguria, Imperia segue i trend regionali

In un anno aumentano le imprese femminili e straniere, diminuiscono le
realtà giovanili. Valore aggiunto in crescita, così come l'export: ecco il
focus di Confartigianato sulla filiera delle imprese in Liguria e sul
contesto economico e burocratico che le circonda.

Grasso (Confartigianato): «Fotografia in chiaroscuro in cui eccellenze e vivacità imprenditoriali devono fare i conti con i molti ostacoli allo sviluppo»

119.463 microimprese in Liguria, in crescita rispetto alle circa 118 mila
di un anno fa. Rappresentano il 96,3% di tutte le imprese nella nostra
regione. L'analisi territoriale dell'Ufficio studi Confartigianato (dati
al 29 luglio 2018, fonti Unioncamere-Infocamere-Excelsior, Istat, Mef, Banca d'Italia), scatta un'istantanea sull'economia della Liguria, snocciolandone tutti i principali numeri.
Genova conta la maggior parte di microimprese della regione (64.202),
seguita da Savona (23.309), Imperia (16.301) e La Spezia (15.651).

Stessa classifica per le imprese artigiane, in totale 43.929 nella nostra regione
(erano 44.363 un anno fa, -0,9%): Genova ne conta 22.612, Savona 8.915. A
Imperia sono attive 7.147 realtà, alla Spezia 5.255.
Scendendo ancor più in dettaglio, si contano 6.619 imprese artigiane
femminili, in crescita dello 0,6% rispetto alle 6.576 di un anno fa: 3.204
sono attive a Genova, 1.354 a Savona, 1.053 a Imperia e 1.008 alla Spezia.
Sono 4.682 quelle giovanili, in calo di circa il 4% rispetto al 2017
(erano quasi 4.900) così distribuite: sono 2.261 le genovesi, 1.012 quelle
savonesi, 865 a Imperia e 544 alla Spezia. In deciso aumento le realtà
artigiane straniere: sono 8.725 in Liguria, la maggior parte attive a
Genova (4.424), seguite da quelle di Imperia (1.739) e Savona (1.710) e
infine La Spezia (852).

Erano 8.539 un anno fa, la crescita è stata all'incirca del 2%. Per quello che riguarda gli occupati, nel settore artigiano sono 74.294, complessivamente in linea con il dato del 2017 e così suddivisi sul territorio: 38.285 in provincia di Genova, 14.920 a Savona, 10.950 a Imperia e 10.139 nello spezzino.
Il valore aggiunto dell'artigianato ligure è aumentato rispetto a un anno
fa (quando si attestava sui 3,9 miliardi di euro), superando di poco i 4
miliardi, il 9,5% di quello nazionale. Il maggiore apporto viene dato da
Genova (2,12 miliardi), seguito da Savona (832 milioni), La Spezia (566
milioni), Imperia (503 milioni). Cresce anche la propensione all'export,
che passa dal 15,9% al 17%. Le esportazioni manifatturiere superano i 7,3
miliardi di euro, contro i 6,7 miliardi registrati a fine 2016.

Guardando anche il contesto economico e burocratico in cui lavorano le
micro e piccole imprese della regione, dall'analisi sul credito emerge che
i finanziamenti bancari alle imprese liguri con meno di 20 addetti
ammontano a 3 miliardi di euro, pressoché in linea con il dato registrato
un anno fa. Sono così distribuiti tra le province: 1,3 miliardi a Genova,
836 milioni a Savona, 513 nell'imperiese e 372 nello spezzino. Circa 15,76
miliardi di euro lo stock di credito erogato al totale delle imprese
liguri, in leggero calo rispetto al 2017.

Diminuisce anche il tasso di interesse a breve applicato in media alle imprese liguri, che passa dal 3,76% al 3,29%. Soffermandoci anche su qualche numero della burocrazia, l'attenzione cade sull'aumento dei tempi per i contenziosi tributari in Liguria, che passano dai 1.340 ai 1.384 giorni (la media nazionale è di 1.516 giornate). I procedimenti civili durano in media 1.027 giorni,
contro i 1.311 di media italiana.

«Dal rapporto emerge la grande vitalità di quel tessuto produttivo fatto
di micro e piccole imprese che, oltre a custodire i valori della nostra
tradizione manifatturiera, dimostrano ancora una volta di avere una forte
valenza sull'intera economia regionale – spiega Giancarlo Grasso,
presidente di Confartigianato Liguria – Tale vivacità è però costretta a
fare ancora i conti con troppi ostacoli, a partire dalla burocrazia
oppressiva e macchinosa fino ad arrivare alle difficoltà di accesso al
credito. Ne scaturisce dunque una fotografia in chiaroscuro, in cui
accanto alle molte eccellenze regionali, convivono ritardi e inefficienze
di un Paese non sempre ospitale per chi vuole mettere a frutto idee e
creatività».

c.s.

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