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Cronaca | 19 ottobre 2018, 12:20

Conclusa l'operazione 'A tutto gas': sgominata la banda che aveva rapinato l'Ekom di Pontedassio, cinque arresti (Foto e video)

I malviventi, tutti provenienti dal Piemonte, in particolare da Torino erano entrati nel supermercato facendo saltare in aria la cassaforte interna con una miscela gassosa di acetilene. L’esplosione era stata sentita da molte abitazioni della zona che avevano dato l’allarme

Conclusa l'operazione 'A tutto gas': sgominata la banda che aveva rapinato l'Ekom di Pontedassio, cinque arresti (Foto e video)

Il Nucleo Investigativo di Imperia, coadiuvato da personale del Comando Provinciale di Torino, ha eseguito ieri (l'anticipazione cliccando QUI) cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Imperia nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata a commettere i reati di furto, nonché detenzione e porto illegale di materie esplodenti: Davide Garoglio di 48 anni, Alfredo De Marzo di 36, Marco Ventura di 30 anni, Francesco Rizza, di 54, Gabriele Benazzi, di 62 anni.

A illustrare l'indagine il tenente colonnello Pier Enrico Burri: "Si è partita un’indagine che si è conclusa dopo più di 5 mesi di indagine serrata che ha portato all’identificazione di un gruppo criminale che, a seguito dell’emissione di misure cautelari, ieri abbiamo provveduto a catturare e a trasferire ai carceri di Torino e Ivrea. Si tratta di cinque persone tutte note alle forze dell’ordine alcuni con precedenti specifici. L’attività è stata estremamente complessa e delicata specialmente nelle fasi di individuazione dei soggetti e di attribuzione delle responsabilità oltre che di sopralluoghi e altri tentativi di commettere lo stesso tipo di reato che sono stati eseguiti nel tempo dell’indagine. All’attività di ieri hanno partecipato più di 50 carabinieri dei comandi provinciali di Torino e Ferrara diretti dal personale del nucleo investigativo del comando di Imperia fino alla cattura effettuata all’alba di ieri.

Parallelamente a quest’attività di investigazione tradizionale ne è stata condotta una di indagine patrimoniale che ha permesso di acclarare come i proventi dei reati commessi fossero rimpiegati per il sostentamento dei malviventi e delle loro famiglie e per l’acquisto di beni immobili parte dei quali sono stati sequestrati nella giornata di ieri.  Nel complesso è stato sequestrato materiale per un valore stimato di circa 500 mila euro. Si tratta di una banda assolutamente esperta e accorta. Utilizzavano una tecnica chirurgica nel selezionare gli obiettivi, nel eseguire sopralluoghi e nel far sì che ogni colpo fosse svolto nel modo più sicuro possibile, ovvero con la difficile o impossibile cattura da parte delle forze dell’ordine.

Nell’imperiese il colpo dell’Ekom dal quale è partita l’indagine più un check a una filiale bancaria di San Bartolomeo al Mare. Quello che abbiamo accertato è comunque il fatto che facessero più sopralluoghi dello stesso posto per poter decidere al meglio se e quando effettuare il colpo. Per il caso di Pontedassio abbiamo accertato che veniva rubato un veicolo con un ultimo sopralluogo e con dentro bombole, ossigeno e acetilene per causare la deflagrazione.  Abbiamo trovato infine un secchio con 118 triboli artigianali per forare i pneumatici e normalmente vengono utilizzati in caso di inseguimento delle forze dell’ordine”.

L’indagine - avviata nel luglio 2017 dal citato Nucleo a seguito di una “spaccata” alla cassa continua di un supermercato di Pontedassio e coordinata dalla locale Procura della Repubblica - ha permesso di individuare i responsabili, nonché di documentarne l’appartenenza ad un’organizzazione dedita ai furti perpetrati mediante l’utilizzo di miscele di gas esplosivi ovvero a furti di veicoli. In particolare, è stato appurato come il sodalizio avesse posto in essere altri, analoghi reati in danno di supermercati ed uffici postali ubicati in provincia di Imperia (filiale di banca a San Bartolomeo al Mare) oltre che nelle province di Alessandria, Cuneo, Ferrara e Torino. L’identificazione dei sodali è stata possibile risalendo ai movimenti di un’auto rinvenuta poco distante dal luogo dell’evento, risultata essere oggetto di furto e presente unitamente ad altra vettura anche nelle ore antecedenti al fatto reato, la cui targa ha permesso di individuare un soggetto con precedenti specifici.

Nello stesso contesto, i militari hanno eseguito sette perquisizioni a carico anche delle cinque persone colpite dalle misure restrittive, sottoponendo a sequestro preventivo - sempre nel capoluogo piemontese - beni immobili (una carrozzeria ed un garage), sei veicoli, cinque conti correnti ed orologi di pregio per un valore complessivo pari ad Euro 500.000 circa in ragione di quanto acclarato nell’ambito degli accertamenti patrimoniali, che hanno permesso di acquisire utili elementi in ordine all’intestazione fraudolenta di beni e valori, nonché al traffico di veicoli rubati, rimessi in commercio, in concorso con altri correi, investendo il sodalizio non sono con attività di polizia giudiziaria tradizionale, ma anche con indagini patrimoniali, che hanno consentito l’adozione dei provvedimenti di sequestro preventivo in urgenza.

L’inchiesta ha portato anche alla denuncia in stato di libertà di ulteriori sedici persone tutte riconducibili, a vario titolo, alla richiamata associazione, ritenute anche responsabili di ricettazione - per aver venduto veicoli provento di furto - nonché di simulazione di reato, avendo denunciato danneggiamenti ed incidenti mai avvenuti, allo scopo di ottenere rimborsi dalle relative compagnie assicurative.

Come risultato in diverse indagini condotte nel tempo, anche in questo caso gli autori di reati contro il patrimonio complessi e strutturati provengono dall’esterno della provincia imperiese, circostanza che rende ancora più articolato e difficoltoso lo sviluppo dell’indagine.

Files:
 Operazione A tutto gas - 19 Ottobre 2018 (1.3 MB)

Francesco Li Noce e Lorenzo Bonsignorio

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