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EVENTI | giovedì 18 ottobre 2018, 11:43

Sanremo: venerdì al Club Tenco focus su Bulat Okudžava, il padre dei cantautori russi

Domani, 19 ottobre, ore 15,30, a Sanremo, nella sede del Club, focus su un artista di fama mondiale, poeta, scrittore e autore di testi per il cinema e il teatro, conosciuto e amato in patria soprattutto come il padre dei cantautori russi,

Bulat Okudžava

Bulat Okudžava

Dopo la presentazione del volume di Luciano Ceri su Giorgio Gaber, proseguono le presentazioni dei volumi della nuova collana I libri del Club Tenco, promossa da Squilibri d’intesa con il Club Tenco e Cose di Amilcare con l’intento di approfondire temi e aspetti della canzone d’autore. Domani, 19 ottobre, ore 15,30, a Sanremo, nella sede del Club, focus su un artista di fama mondiale, poeta, scrittore e autore di testi per il cinema e il teatro, conosciuto e amato in patria soprattutto come il padre dei cantautori russi, colui che per primo, in quella sterminata nazione di poeti, ha riportato la poesia alla sua originaria forma musicale, con esiti straordinariamente felici.           

Le liriche di Bulat Šalvovič Okudžava si snodano lungo trame sottili che, alla semplicità di temi universali come l’amore e la guerra, annodano una fitta rete di rimandi e allusioni, stemperando in una dolente e malinconica ironia una materia biografica altrimenti incandescente perché lacerata da ferite e disillusioni patite innanzi tutto sulla propria pelle. Storie minime, a volte persino banali, affidate a melodie altrettanto semplici ma irresistibili, conferiscono alle sue canzoni un’eccezionale forza espressiva, elevandole al rango di capolavori da collocare di diritto nel pantheon mondiale della canzone d’autore, accanto a quelle di autori come Brassens, Ferré o Atahualpa Yupanqui.

Alla sua straordinaria esperienza umana e artistica è dedicato il volume di Giulia De Florio, Bulat Okudžava. Vita e destino di un poeta con la chitarra, secondo volume della nuova collana che è anche la prima monografia italiana su un’icona della cultura russa e tra le espressioni artistiche più originali del Novecento, con scritti di Sergio Secondiano Sacchi e Alessio Lega, le fotografie di Roberto Coggiola e, nel cd allegato, l’inedito concerto che Okudžava tenne al Teatro Ariston di Sanremo nel 1985, quando per la caparbietà e lungimiranza di Amilcare Rambaldi gli venne assegnato il  Premio Tenco.

A seguire la presentazione, in anteprima nazionale, del cd-book di Alessio Lega, Nella corte dell'Arbat, dove per incanto rivive in italiano la magia di questi piccoli miracoli espressivi che, affidati a melodie semplici ma irresistibili ed annodati attorno a storie minime, riflettono le tensioni e le speranze di un intero popolo come accade soltanto nei capolavori della letteratura mondiale e della grande canzone d’autore. Gran bella impresa quella del cantautore leccese che si è misurato con l'opera di un autore come Okudžava che, assieme a Vladimir Vysockij e Aleksandr Galič, fa parte della triade sacra dei “bardi”, i “poeti con la chitarra” che riannodarono con ballate essenziali il filo della speranza nel cosiddetto periodo della stagnazione.

Alla doppia presentazione, oltre agli autori, partecipano Elena Frolova, Dario Toccaceli e Sergio Secondiano Sacchi con interventi musicali di Alessandro D'Alessandro. E la sera, sul palco dell'Ariston, le melodie di Okudžava risuoneranno ancora grazie a Alessio Lega e Elena Frolova in un'altra serata di grande musica con Simone Cristicchi, Tosca, Davide va Der Sfroos, Willie Peyote. 

C.S.

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