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POLITICA | giovedì 11 ottobre 2018, 14:06

Futuro della Sanità in provincia, l'analisi della Federazione del PRC-SE di Imperia

"Si pensa di risolvere i problemi e le inefficienze della sanità con la costruzione di nuove strutture che poi restano parzialmente inutilizzate invece di puntare sull'aumento del personale sanitario"

Futuro della Sanità in provincia, l'analisi della Federazione del PRC-SE di Imperia

“La discussione sul futuro della Sanità nella nostra provincia rischia di avvitarsi su dichiarazioni o progetti irrealizzabili in tempi brevi”. Ad affermarlo è la Federazione del PRC-SE di Imperia che spiega: “Più di dieci anni fa, nel 2007 si parlò di Ospedale Unico con le tre Case della Salute a Bordighera, Sanremo e Imperia e della conseguente chiusura e ‘s’vendita degli ospedali di Sanremo e Imperia. Vediamo cosa resta di questo progetto:

1. Bordighera si vede declassato il suo Pronto Soccorso a PPI Punto di primo intervento, eliminati i reparti di Chirurgia, Ortopedia e di Terapia Subintensiva. La Casa della Salute è ancora da costruire e c'è la volontà di privatizzare il presidio con tanto di gara d'appalto in aggiudicazione ad unico offerente.
2. Sanremo conserva il presidio ospedaliero Borea ma le Case della Salute non sono ancora a regime
3. Imperia conserva il presidio ospedaliero più il Pala Salute a Porto Maurizio in una zona a rischio esondabilità (Rio Artallo) e che resta chiuso nei casi di allerta meteo.

Le recenti dichiarazioni dell'assessore Sonia Viale sono a proposito del potenziamento del presidio di Bordighera, che assorbirebbe quanto è rimasto nell'obsoleto ospedale S.Spirito a Ventimiglia, in particolare del Reparto Emodialisi, la costruzione di un nuovo ospedale a Taggia e la chiusura/‘s’vendita degli Ospedali di Sanremo e Imperia.

Si pensa di risolvere i problemi e le inefficienze della sanità SOLO con la costruzione di nuove strutture che poi restano parzialmente inutilizzate (vedi Albenga, Arenzano e Rapallo) invece di puntare sull'aumento del personale sanitario.

Come abbiamo sempre detto l'Ospedale Unico a Taggia NON è una priorità anzi è uno spreco di denaro pubblico che invece andrebbe destinato al potenziamento della rete territoriale sanitaria e socio-assistenziale comprese le strutture di Riabilitazione (RSA), Case di Riposo (RP), Hospice per i malati terminali, l'assistenza domiciliare, e per l'assistenza ai disabili e alle loro famiglie.

I fondi destinati non al ‘mattone dell'ospedale unico’ potrebbero essere destinati all'abbattimento delle liste di attesa per esami, visite specialistiche e interventi chirurgici in elezione affinché non ci sia più una vergognosa differenza tra lista ‘intramoenia’ e lista istituzionale.

Occorre infine investire, per davvero, nella medicina preventiva per le patologie tumorali, per quelle metaboliche e cardiovascolari, per la prevenzione dei traumi negli anziani. Non dobbiamo neanche dimenticarci dei cittadini che vivono stati di disabilità anche grave e delle loro famiglie che necessitano un concreto sostegno.

Stiamo organizzando un convegno aperto alla cittadinanza, ci rivolgiamo e invitiamo tutti i cittadini della provincia da ponente a levante, a partecipare. Insieme discuteremo ed esamineremo aspetti e soluzioni per assicurarci una sanità per Tutti, costituzionalmente sancita dall'art. 32, e soprattutto per i ceti sociali più deboli e meno abbienti. Una sanità che possa rispondere efficacemente a tutte le esigenze sanitarie e assistenziali di Tutti, uomini e donne, adulti e bambini, anziani e disabili.

Presto comunicheremo data e luogo del convegno nel frattempo siamo tra di voi, lavoriamo e ci impegniamo per migliorare il nostro territorio e la nostra società”.   

C.S.

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