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ATTUALITÀ | 18 settembre 2018, 17:41

Sanremo: Elsa Fornero ai 'Martedì Letterari' "Le pensioni del passato erano più grandi dei contributi versati" (Foto e Intervista)

“Credo che il sistema previdenziale sia un contratto tra le generazioni, con la parte giovane che paga le pensioni a quella anziana. Se le regole pensionistiche del sistema pubblico sono sostenibili, i giovani pagano una quota del salario accettabile. Se i cambiamenti della demografia chiedono troppo ai giovani, questi se ne vanno all’estero o smettono di pagare".

Sanremo: Elsa Fornero ai 'Martedì Letterari' "Le pensioni del passato erano più grandi dei contributi versati" (Foto e Intervista)

Pubblico delle grandi occasioni, questo pomeriggio per l’inaugurazione della stagione autunnale dei ‘Martedì Letterari’ del Casinò di Sanremo affidata alla prof. Elsa Fornero, che ha presentato il volume 'Chi ha paura delle riforme'.

“Una 'riforma' è un insieme complesso di mutamenti intrecciati tra loro, che dispiega i suoi effetti nel tempo: è un cambiamento profondo nel modo di funzionare di un meccanismo giuridico, economico, sociale, istituzionale allo scopo di adattarlo alle esigenze di rinnovamento”. Elsa Fornero, professore ordinario di Economia politica presso l'Università di Torino, ha ricoperto diversi incarichi istituzionali a livello nazionale e internazionale. Dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 è stata ministro del Lavoro e delle politiche sociali, con delega alle Pari opportunità, nel governo guidato da Mario Monti. Il suo nome è legato alla riforma del sistema pensionistico e a quella del lavoro varate durante quella legislatura.

Abbiamo chiesto alla Prof. Elsa Fornero cosa pensa delle molte invettive di amministratori e politici legati all’attuale Governo, che hanno criticato la sua riforma: “Immagino che il Governo avesse altre cose da fare, piuttosto che criticare la mia presenza a Sanremo. Credo che, chi critica le idee ed i libri, dimostra la propria limitatezza. Il potere adesso ce l’hanno loro ed io esprimo delle idee laddove sono invitata. Penso che questo sia democratico e, per chi ama dire che vuole sempre il bene del popolo, se parte di esso vuole sentire Elsa Fornero parla di pensioni, ne ha diritto. Parlare di pensioni, per me è naturale ed il libro non contiene polemiche, ma vuole essere un’interpretazione, non soltanto degli eventi drammatici che condussero a quella riforma e non solo per il Governo Monti, ma ci sono altri capitoli che spiegano cos’è una pensione ed un sistema previdenziale. Ovviamente si tirano in causa le variabili demografiche, perché fare delle riforme (o meglio una contro riforma) puntando su slogan è molto rischioso per il paese, perché l’evoluzione ed il cambiamento della popolazione ci porta ad una presenza consistente di anziani, piuttosto che di giovani. Questa è la ragione principale per fare le riforme e spero che, anche l’attuale Governo seppur tirato per la giachetta, lo capirà”.

Lei ha detto che una buona riforma delle pensioni è quella che parte dal mondo del lavoro: “E’ vero perché, quello che forse si fatica a comprendere è che le buone pensioni non vengono dalle promesse politiche, ma da una vita lavorativa sufficientemente regolare ed adeguatamente pagata, magari lunga. Se si vive di più bisogna lavorare di più ed è l’unica garanzia per pensioni sostenibili. Poi è vero che un sistema pubblico deve aiutare chi non ce l’ha fatta, ma l’idea che tutti possano andare in pensione in giovane età (considerando l’aspettativa di vita e non l’età in assoluto) e che arrivano da quello che scrivono i politici è un’illusione. Soltanto se noi puntiamo sul lavoro ed adeguatamente remunerato, distribuendolo nella giornata o nella settimana con la flessibilità, potremo avere delle pensioni giuste”.

Lei ha detto che l'ampliamento dei benefici pensionistici implica un regalo e i regali fatti con i soldi pubblici o corrispondono a solidarietà e sono pienamente legittimi, oppure creano privilegi e allora sono socialmente inaccettabili. Quindi anche secondo lei privilegi non se ne possono più dare? “Credo che il sistema previdenziale sia un contratto tra le generazioni, con la parte giovane che paga le pensioni a quella anziana. Se le regole pensionistiche del sistema pubblico sono sostenibili, i giovani pagano una quota del salario accettabile. Se i cambiamenti della demografia chiedono troppo ai giovani, questi se ne vanno all’estero o smettono di pagare. A quel punto si dovrebbe lavorare sul debito ma, quando questo è troppo alto è difficile che possa ancora cresce. Molte pensioni del passato erano più grandi dei contributi versati e questi sono i veri privilegi. Anche le pensioni basse possono essere superiori, ma non si può tornare su questo, bensì su quelle dei ricchi”.

Esiste la riforma perfetta sulle pensioni oppure, come per tutto il resto della vita, bisogna trovare i giusti equilibri? “L’equilibrio è un requisito necessario per ogni aspetto della nostra vita ed è sempre una questione in cui si cerca di ottenere qualcosa, dando qualcos’altro, mai a costo zero. Il sistema previdenziale perfetto non esiste ed è una chimera. Esistono sistemi buoni e noi l’abbiamo adottato nel 1995, con il grave difetto di una transizione lunghissima senza che nessuno se è accorto. Quando la politica interferisce troppo con slogan del tipo ’40 anni senza se e senza ma’ o altri simili, si rischia di rompere quell’equilibrio”.

Oggi lei riproporrebbe la stessa riforma? “Se io mi trovassi esattamente nelle stesse condizioni di crisi finanziaria e con tempi strettissimi che mi furono dati in quella occasione e se dovessi rifare il Ministro (ma direi di no) da quella esperienza ho imparato molto. Ma le cose non si ripetono mai in maniera stupida”.

Carlo Alessi

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