/ Cronaca

Cronaca | 17 settembre 2018, 14:27

Reggio Calabria: processo ‘Breakfast”, la Procura chiama la testimonianza del pentito che accusa Scajola. Il sindaco “Ben vengano gli approfondimenti, mai conosciuto quella persona”

"Son ben lieto che ogni approfondimento venga fatto - ha affermato a margine dell’udienza Scajola - questo 'pentito', dagli atti in nostro possedimento, nulla dice e io non l’ho mai visto né conosciuto e quindi non può dire nulla di più"

Reggio Calabria: processo ‘Breakfast”, la Procura chiama la testimonianza del pentito che accusa Scajola. Il sindaco “Ben vengano gli approfondimenti, mai conosciuto quella persona”

Si dovrà attendere lunedì prossimo per sentire la testimonianza dell’imprenditore catanzarese Vincenzo Speziali junior nell’ambito del processo “Breakfast” . Oggi, per l’ennesima volta, il teste- ritenuto dall’accusa il trait d’union in Libano dell’ex ministro dell’interno Claudio Scajola, non si è presentato e il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Natina Pratticò, ne ha ordinato l’accompagnamento coatto. Speziali ha però fatto giungere una nota, attraverso il suo legale, con allegato un certificato medico che però, era scritto in lingua inglese e quindi il Tribunale non ha potuto prendere in considerazione l’atto a fronte di una non chiara esplicazione.

Durante l’udienza odierna del processo “Breakfast”, che oltre all’attuale sindaco di Imperia vede accusati di aver messo in piedi un tentativo di latitanza, In Libano appunto, ex deputato forzista Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, Martino Politi e Mariagrazia Fiordelisi, rispettivamente ex moglie, collaboratore ed ex segretaria dei coniugi Matacena-Rizzo, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo ha reso noto che Speziali jr è “indagato in procedimento connesso” in quanto ritenuto parte del sistema messo in piedi per le latitanze “eccellenti” all'estero come  quelle di Matacena e di Dell’Utri. Anche l’ex senatore di centrodestra era atteso oggi per la testimonianza ma, per la terza volta consecutiva il Collegio ha dovuto prendere atto dell’impossibilità dello stesso a recarsi a Reggio Calabria viste le sue precarie condizioni di saluti. Condizioni precarie che hanno indotto la magistratura di sorveglianza di sostituire la detenzione carceraria  con quella domiciliare.

L’ex senatore Dell’Utri infatti, sta attualmente scontando una condanna definitiva in quanto ritenuto responsabile del reato di concorso esterno lo stesso, seppur con altri fatti in oggetto, per cui è stato condannato Matacena, attualmente latitante a Dubai. Per sentire Dell’Utri in udienza si dovrà attendere il 29 ottobre quando il Tribunale di Reggio Calabria si recherà, appositamente, a Roma. Un processo, questo in corso di celebrazione in riva allo Stretto, che sta registrando un serie di rinvi imputabili, alle mancate testimonianze  di Speziali e di Dell’Utri, e che può arricchirsi di altri personaggi e contesti. Nei mesi scorsi l’accusa aveva depositato una nuova informativa di indagine, denominata “Stato Parallelo” che andrebbe a comprovare le sovrapposizioni delle latitanze di Dell’Utri e di Matacena nel paese dei cedri.

Oggi, durante il proprio intervento, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo ha chiesto di ammettere le testimonianze di una serie di soggetti, fra cui anche imprenditori, professionisti, e membri delle forze dell’ordine. Tra questi poi, l’accusa ha invocato la testimonianza del “pentito” Cosimo Virgiglio, un imprenditore legato alla cosca Molè di Gioia Tauro ma, anche un soggetto inserito in contesti masso-mafiosi. Virgiglio, seppur non nei 180 giorni (ossia quelli previsti dalla legge e che disciplinano le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia con gli inquirenti) come riferito dallo stesso pm, ha “tirato in ballo” in questi contesti, l’ex ministro Scajola. Negli atti dell’indagine il collaboratore ha affermato che “la ‘ndrangheta tramite Scajola voleva arrivare a Impregilo (l’azienda impegnata nella realizzazione di dighe e impianti idroelettrici, opere idrauliche, ferrovie e metropolitane, aeroporti e autostrade, e anche nel famoso  progetto del “ponte sullo Stretto”.  

“Quella sera- ha dichiarato il “pentito”- c’era Lisi della Guardia di Finanza. Arrivarono in due, uno era Claudio Scajola e l’altro era il comandante reggente Meninni, che sarebbe il primo ministro sanmarinese. Scajola all’epoca non solo era il ministro delle Infrastrutture, ma aveva anche la delega ai servizi segreti”. Virgilio ha anche parlato di un imprenditore della piana di Gioia Tauro, Carmine Cedro che per anni avrebbe fatto da autista all’ex ministro nelle trasferte calabresi e che nella primavera del 2005 avrebbe anche frequentato assiduamente la sua casa di Imperia.

«Son ben lieto che ogni approfondimento venga fatto - ha affermato a margine dell’udienza Scajola (difeso dai legali Elisabetta Busuito e Patrizia Morello) - questo “pentito”, dagli atti in nostro possedimento, nulla dice e io non l’ho mai visto né conosciuto e quindi non può dire nulla di più. Nelle stesse parole del pubblico ministero c’è la volontà di verificare tutto ciò e i nostri avvocati nella prossima udienza - ha chiosato Scajola - avranno la possibilità di chiarire ulteriormente anche questo. Io come sempre non posso che dire nulla c’entro in questo processo e ogni giorno sempre di più si evidenzia». Sul rallentamento del dibattimento scaturito dall’inchiesta “Breakfast” l’attuale sindaco di Imperia ha invece dichiarato che “questo doveva essere un processo veloce, così era stato detto facendo il rito immediato. Oggi invece, celebriamo quattro anni di udienze. Un processo interminabile che ha dato anche problemi, spese, costi, difficoltà di spostamento perché sono sempre presente ma, capisco che il mondo va cosi e dico che non si potrà che concludere - come ho sempre sostenuto - con l’affermazione della mia estraneità”. Adesso quindi si ritornerà in aula lunedì 24 settembre nella speranza che si registri la testimonianza di Vincenzo Speziali jr. Sempre in questa data le parti interloquiranno sulle nuove richieste istruttorie formulate dall’accusa e poi il Tribunale decidere quali e quanti testimoni nuovi ammettere.

Dalla nostra corrispondente Angela Panzera

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium