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Cronaca | 22 agosto 2018, 18:01

Ventimiglia: prende a calci la moglie davanti ai due figli, intervento della Polizia in una palazzina del centro

Arrestato un 43enne del Bangladesh. La donna ha riportato serie lesioni al bacino

Ventimiglia: prende a calci la moglie davanti ai due figli, intervento della Polizia in una palazzina del centro

Gli agenti della Polizia nel pomeriggio di ieri sono intervenuti all’interno di un condominio del centro cittadino. Una concitata chiamata al numero 112 aveva appena riferito di urla strazianti all’interno di un appartamento del secondo piano.

Tutto è successo in una manciata di secondi. La corsa a sirene spiegate. Il ritrovamento e il soccorso di una donna dolorante distesa sulle scale condominiali. L’ingresso in casa. La protezione offerta ai due bambini in lacrime, entrambi figli della coppia. L’individuazione e l’arresto del coniuge della vittima.
L’intervento è stato portato a termine, con estrema rapidità, dagli agenti della Squadra Volanti del locale Commissariato in collaborazione con gli operatori del Reparto Prevenzione Crimine di Genova temporaneamente aggregati a Ventimiglia.

La donna, una 30enne del Bangladesh, ha riportato gravi ferite al bacino, tanto da non poter neppure assumere la posizione eretta e men che meno camminare.
Ma è riuscita a trascinarsi, con la sola forza delle braccia, fuori dalla propria abitazione urlando il suo bisogno di aiuto ai vicini di casa.

Il coniuge, un 43enne connazionale, è stato trovato all’interno dell’appartamento in stato di agitazione, ma non ha opposto resistenza ed ha poi ammesso di aver colpito la moglie con violenti calci alla schiena.
I poliziotti hanno gestito la situazione con professionalità seguendo il “Protocollo E.V.A.” (acronimo di Esame Violenze Agite), progetto realizzato dalla Polizia di Stato, raccogliendo tutti gli elementi utili per le indagini e, soprattutto, confortando e tranquillizzando i due figli della coppia, un bimbo di appena 5 anni e una bambina di 9, che purtroppo hanno assistito al litigio.

La donna, pur sofferente per le gravi lesioni subite, si è preoccupata soprattutto per i figli e, prima di essere trasportata al primo soccorso dell’ospedale di Bordighera, ha pregato gli agenti di allontanarli dal marito.
La Polizia ha fatto intervenire gli operatori dei Servizi Sociali che con estrema sensibilità hanno assistito i bambini offrendo loro tutte le cure e le attenzioni necessarie.

Insignificanti, come spesso accade, i motivi scatenanti del litigio e della conseguente violenta aggressione. I colpi con cui l’uomo ha colpito la moglie sono stati descritti come molto simili a quelli di alcune tecniche del karate.
Da quello che si è potuto appurare per ora l’episodio non sarebbe stato l’unico, ma soltanto l’ultimo di una serie, che dovrà essere approfondita non appena la signora potrà riferire.

Pietro Zampedroni

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