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CRONACA | 14 agosto 2018, 17:31

Crollo del ponte "Morandi" sul Polcevera: il bilancio provvisorio delle vittime sale a 35 (Foto e Video)

Prosegue il lavoro dei soccorritori per estrarre i corpi dalle macerie.

Le immagini dalla zona del crollo

Le immagini dalla zona del crollo

Come purtroppo era prevedibile si sta aggravando il bilancio provvisorio delle vittime del crollo del ponte "Morandi" sul Polcevera. In queste ore i soccorritori sono al lavoro per estrarre i corpi dalle macerie. Sono in totale una trentina le auto e tre i mezzi pesanti coinvolti nel crollo che si è verificato poco prima delle 12 di oggi. Il numero delle vittime accertate sale a 35, oltre alle decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Massiccio il dispiegamento di forze in zona. A Genova sono confluiti Vigili del Fuoco e soccorritori anche da fuori Regione. Alcuni dei soccorritori impegnati in zona hanno riferito di sentire voci provenienti dalle macerie. Si spera, quindi, di trovare altri feriti ancora in vita. Gravi i disagi al traffico sia su strada che sulla ferrovia. E così sarà anche per le prossime settimane e, purtroppo, per i prossimi mesi. Intanto si sta mobilitando anche la politica. Questa sera alle 18.30 sarà a Genova il Premier Giuseppe Conte mentre domani arriveranno nel capoluogo i due vice Premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Una volta ultimati i lavori per soccorrere i feriti e recuperare i corpi delle vittime sarà il momento della ricostruzione dei fatti. Esclusa in via ufficiale l'ipotesi che il ponte sia stato colpito da un fulmine prima di crollare. Smentita anche l'ipotesi di un collegamento con le forti piogge che da questa mattina si sono abbattute su Genova. Si segue, quindi, l'ipotesi del crollo strutturale.

Un'immagine apocalittica per Genova. Una sciagura che ha scosso la città e la Liguria, con il lutto che si è diffuso oltre i confini italiani. Per lungo tempo i cittadini liguri ricorderano questa vigilia tragica di Ferragosto, quando la preparazione alla giornata estiva per eccellenza avrebbe dovuto essere motivo di festa. Si è trasformata invece, dalle 11,50 di mattina, in un martedì nero: morti, dispersi, sfollati. Il crollo improvviso del viadotto sul torrente Polcevera si è verificato in pochi istanti in un'atmosfera irreale, dove foschia e polvere delle macerie conferivano un'aria ancor più significa al luogo della disgrazia. 

Sono in totale 440 le persone costrette a lasciare la propria abitazione a seguito del crollo. Il numero potrebbe aumentare poiché sono ancora in corso le valutazioni sugli sgomberi. Le vittime sinora accertate sono 35, ma il numero - drammaticamente - è destinato a salire. Le salme recuperate sono state composte in una sala dell'ospedale San Martino, dove sono accorsi i familiari per il riconoscimento. 

Il Comune di Genova in segno di cordoglio, solidarietà e vicinanza dell'intera comunità genovese ai parenti delle vittime del crollo di Ponte Morandi, ha proclamato per domani mercoledì 15 e giovedì 16 agosto due giornate di lutto cittadino. La bandiera del Comune, così come quelle della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea saranno esposte a mezz'asta, o abbrunate in segno di lutto a Palazzo Tursi, sede del Comune, sugli edifici comunali, su quelli degli enti pubblici e sugli edifici scolastici della città.

Secondo Autostrade, "nulla è emerso che facesse presagire un pericolo". Autostrade per l'Italia "è alacremente impegnata in queste ore a valutare le soluzioni migliori per ricostruire il viadotto nel minor tempo possibile in modo efficiente e sicuro", afferma in una nota in cui spiega che è al lavoro a questo scopo la Direzione di Tronco di Genova, supportata dalle strutture tecniche centrali di Autostrade per l'Italia, "dopo l'incontro nel pomeriggio con i vertici della Regione Liguria e del Comune di Genova" e "raccolte le istanze delle istituzioni e delle comunità locali".

Il viadotto fu interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione a cavallo della fine anni '80 primi anni '90, con nuovi cavi affiancati agli stralli originari. Il viadotto prende il nome dal suo progettista, Riccardo Morandi, ingegnere romano legato al razionalismo costruttivo di fine '800, che brevettò un sistema di precompressione denominato "Morandi M5" che applicò a diverse sue opere. L'opera, costruita tra il 1963 e il 1967, anno della sua inaugurazione, è noto anche come "Ponte di Brooklyn" per una forma che richiama molto molto vagamente il celebre ponte americano. Lungo 1.182 metri, campata maggiore di 210 metri, il ponte venne costruito con una struttura mista: cemento armato precompresso per l'impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile. 

"Gli italiani hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l'intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell'azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli", scrive in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Un caloroso ringraziamento - aggiunge il Capo dello Stato - rivolgo a coloro che - si sono immediatamente prodigati e tuttora continuano a lavorare in condizioni di difficoltà, per salvare vite e per recuperare i corpi di chi è stato travolto. Questo è il momento dell'impegno comune, per affrontare l'emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto. Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale".

"Non credo proprio che la compagnia assicuratrice che copre dai rischi la società Autostrade faccia delle resistenze nella liquidazione del risarcimento dei danni per le vittime del crollo del ponte di Genova, per i veicoli coinvolti e per i beni andati persi o distrutti a seguito del collasso del viadotto sul Polcevera. Penso che per ogni vittima, saranno liquidati almeno 700-800 mila euro. Senz'altro non verranno avviate indagini su quel che rimane dei mezzi coinvolti: è chiaro che la causa è il cedimento strutturale. Per quanto riguarda i costi della ricostruzione, escludo che sia l'assicurazione a farsene carico, qualunque essa sia e sarà senz'altro una grande società". Lo ha affermato, intervistato dall'Ansa, Virginio Rivano, presidente di Asais-Evu Italia, associazione di ricerca e analisi sugli incidenti stradali. 

La viabilità di un nodo fondamentale della Liguria è troncata in due a Ferragosto. Con il Ponte Morandi è crollata un'arteria percorsa ogni giorno da migliaia di automezzi leggeri e pesanti. L'immediato disagio nel collegamento autostradale tra le due riviere si è riverberato sulla circolazione ordinaria. Incalcolabili i danni al comparto turistico, all'industria, alle merci e ad ampia parte dell'economia genovese. 

La parte dell'infrastruttura rimasta in piedi sarà demolita, ha detto il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, "con gravi ripercussioni al traffico e problemi per i cittadini e le aziende". Tra le preoccupazioni delle autorità c'è anche la gestione del flusso di migliaia di turisti estivi in partenza e in arrivo ai terminal traghetti e crociere e all'aeroporto e diretti, o in arrivo, da ponente. Disagi sono stimati anche per i collegamenti da Levante con il terminal portuale Vte di Genova Pra'. La Val Polcevera è spezzata in due lungo l'asse nord-sud. 

La prevista e contestata Gronda autostradale di ponente, con avvio lavori programmato per la fine del 2018, avrebbe dovuto destinare il Ponte Morandi al traffico locale. Intanto, la Procura di Genova "è pronta a aprire un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposi" a carico di ignoti perché "ancora non conosciamo il perimetro della tragedia". Lo ha riferito il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi.

Intervista al vice Presidente della Regione, Sonia Viale:

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Pietro Zampedroni

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