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CRONACA | domenica 12 agosto 2018, 09:30

Imperia: dopo l'inchiesta del 2013, le anfore sequestrate potrebbero arredare la nuova ala del Museo Navale (Video del ritrovamento dei CC)

Tutto era partito da un’inchiesta nel 2013, condotta dal nucleo operativo dei Carabinieri di Alassio, su un presunto traffico di anfore romane che vedeva 31 indagati, tra cui l’attuale Sindaco Claudio Scajola, nei i due filoni delle operazioni Nemo 1 e Nemo 2, tra Imperia e Ceriale

Imperia: dopo l'inchiesta del 2013, le anfore sequestrate potrebbero arredare la nuova ala del Museo Navale (Video del ritrovamento dei CC)

Tutto era partito da un’inchiesta nel 2013, condotta dal nucleo operativo dei Carabinieri di Alassio, su un presunto traffico di anfore romane che vedeva 31 indagati, tra cui l’attuale Sindaco Claudio Scajola, nei i due filoni delle operazioni Nemo 1 e Nemo 2, tra Imperia e Ceriale.

Dopo alcuni anni di indagini, che hanno visto in prima linea il maggiore Samuele Sighinolfi e il maresciallo Mauro Bosticco, premiati dalla Regione Liguria con un attestato, tutto si è risolto tra archiviazioni e prescrizioni, ma è rimasto nella storia uno dei più grandi rinvenimenti di reperti archeologici mai fatto in Liguria. I Carabinieri, nel corso delle indagini avevano infatti rinvenuto 117 pezzi, principalmente anfore romane, e in parte minore, medievale, quasi tutte ritrovate nelle abitazioni degli indagati, e alcune in mare, durante le immersioni da parte dei sommozzatori.

Il sospetto era che fossero state trafugate. Un traffico di reperti, non provato, che tuttavia sono rimasti sotto sequestro da parte della Procura di Imperia e di quella di Savona.

Le anfore si trovavano a bordo di due relitti, uno che si trova a largo di Imperia, a circa cinquanta metri di profondità, a un miglio e mezzo dalla costa. Una nave di oltre 2000 anni, lunga 15 metri e larga 6. L’altra, nello specchio antistante Alassio, a circa 200 metri di profondità, utilizzato sempre in epoca romana, per il trasporto di contenitori con salse di pesce.

Quella a largo di Imperia è stata oggetto di una conferenza che si è tenuta venerdì sera al museo navale alla presenza del dott. Simonluca Trigona della Soprintendenza MiBACT della Liguria, della dott.ssa Daniela Gandolfi dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, degli istruttori subacquei Davide Mottola e Federico Gavino di Nautilus technical diving center, dello staff dell'asd Informare della biologa marina Monica Previati e dell’assessore alla cultura Marcella Roggero.

Nel corso della serata sono state proiettate le immagini esclusive del ritrovamento delle anfore da parte dei carabinieri, nel 2013. In questa estate è nato il progetto di far visitare il relitto ai subacquei durante gli ultimi week end da giugno a settembre.

Siamo contenti di portarlo a terra e di scoprire cosa c’è proprio davanti al nostro mare, così vicino ma anche così lontano. – ha dichiarato Marcella Roggero a Imperia News - Quindi ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati per studiare questa nave e fare in modo che anche noi curiosi e studiosi e semplici appassionati possano conoscerne di più”.

Gli aspetti tecnici dell’immersione sono stati relazionati da Davide Mottola e da Federico Gavino, che hanno raccontato l’evoluzione della subacquea negli ultimi vent’anni, che ha visto cambiare le attrezzature in dotazione, ma anche la logistica dell’immersione, in modo da gestire al meglio la sicurezza in acqua da parte dei sommozzatori.

Il progetto non si è concluso con la conferenza, e nemmeno con le immersioni verso il relitto. Vi è l’idea di arredare la nuova ala del museo con le anfore sequestrate, compresa quella rinvenuta a casa di Scajola, che nel frattempo sono state restituite al legittimo proprietario: lo Stato.

Un evento, dunque, nato da un fatto di cronaca, ma che adesso si pone l’obiettivo di contribuire a rilanciare il museo navale, ma anche di far conoscere i fondali del nostro mare, ricchi non solo di specie importanti e protette, ma anche di un pezzo di storia.

Francesco Li Noce

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