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Attualità | 26 giugno 2018, 18:23

Taggia: molti utenti di via San Francesco non pagano l'acqua dal 1953, questa mattina confronto decisivo in Comune per la risoluzione del problema

Questa mattina confronto in municipio tra Amaie ed utenti coinvolti. L'incontro organizzato dall'amministrazione comunale che aveva ricevuto numerose segnalazioni.

Taggia: molti utenti di via San Francesco non pagano l'acqua dal 1953, questa mattina confronto decisivo in Comune per la risoluzione del problema

Sembra giunta ad una svolta l'annosa questione che vede anteposti Amaie, l’azienda idrica di Sanremo ed una quarantina di abitanti di Taggia, per il mancato pagamento sulla fornitura del prezioso liquido, ma anche il costo della depurazione della fognatura. Questa mattina, nel municipio taggese, c’è stato un incontro tra gli utenti e la società matuziana, rappresentata dal direttore generale Angela Ferrari. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale tabiese aveva ricevuto diverse istanze da parte dei cittadini coinvolti, decidendo di porsi come intermediario per arrivare ad una risoluzione.

L’incontro odierno è avvenuto alla presenza del sindaco Mario Conio e della vicesindaco Chiara Cerri. Alcune settimane fa, a fine maggio, Amaie aveva fatto recapitare diverse lettere alle utenze coinvolte, delle famiglie localizzate in via San Francesco, tra il quadrivio Rossat e la chiesa di Levà Nelle missive, la società proponeva la regolamentazione della situazione attraverso stipula di regolare contratto da formalizzare entro il 10 giugno. In cambio, l’azienda si impegnava allo stacco ed alla posa del gruppo di misura, a rinunciare alle spese di contratto ed a tutto il pregresso che potrebbe essere addebitato a seguito del contenzioso. Difficile ovviamente quantificare la somma esatta non essendoci strumenti per la stima puntuale ma stando ad alcune indiscrezioni, si parlerebbe di una cifra indicativa che si potrebbe aggirare sui 40mila euro annui.

Va sottolineato che inizialmente queste persone erano effettivamente esentate, in quanto l’Amaie nel 1953 aveva eseguito una serie di lavori per scavare alcuni pozzi, che ne avevano deturpato altri, utilizzati per scopi irrigui, visto che ai tempi la zona era totalmente agricola. Successivamente l’azienda aveva deciso di fare una convenzione con gli agricoltori e residenti della zona, dando loro la gratuità dell’acqua, denominandolo ‘acqua di compensazione’. Dopo quasi 70 anni la zona è quasi totalmente urbanizzata e, in questi ultimi tempi l’azienda ha contattato gli utenti, circa 300, per cambiare i contratti. Ad oggi, di questi, circa 250, si sono regolarizzati tra accordi bonari, raccomandate inviate e qualche intervento degli avvocati. Ora l’Amaie si sta interessando agli ultimi 40 utenti rimasti. 

Il confronto avvenuto in municipio è stato giudicato positivo sia dall’amministrazione comunale che dalla stessa Amaie. La maggior parte dei residenti coinvolti avrebbe accolto la proposta della ditta, fatta eccezione per almeno 2 posizioni. Per queste persone si potrebbe attivare l’iter del contenzioso. Al termine dell'incontro la società idrica ha proposto come ultimo termine il 31 luglio per la regolamentazione delle posizioni aperte che vorranno accettare la proposta.

Stefano Michero

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