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EVENTI | giovedì 21 giugno 2018, 12:29

Ferenc Puskàs e i Mondiali di calcio sbarcano a Bordighera nel racconto di Fabrizio Prisco tratto dal libro “Notti Magiche”

Prisco ha descritto quel periodo raccogliendo testimonianze dirette e conducendo ricerche che lo hanno portato dalla Riviera di Ponente degli anni Cinquanta fino a Signa, alle porte di Firenze. Il risultato è una storia incredibile, inedita, che meritava di essere raccontata proprio durante il Campionato del Mondo che si svolge in questi giorni in Russia.

Ferenc Puskàs e i Mondiali di calcio sbarcano a Bordighera nel racconto di Fabrizio Prisco tratto dal libro “Notti Magiche”

Il bambino e il Colonnello”, scritto da Fabrizio Prisco, giornalista e docente di Cava de’ Tirreni che vive da undici anni a Sanremo, è uno dei racconti dell’antologia “Notti Magiche”, curata da Pietro Nardiello ed edita da Graus, dedicata ai Mondiali di calcio, appena uscita nelle librerie. Tirando fuori una storia per larga parte inedita dal cassetto del tempo e dei ricordi, Prisco ha ricostruito con dovizia di particolari il legame tra Ferenc Puskàs, attaccante magiaro della Honvéd e del Real Madrid, considerato ancora oggi uno dei più grandi campioni del football di tutti i tempi, e la città di Bordighera.

Dopo la rivoluzione ungherese del 1956, sedata nel sangue dai russi, Puskàs si rifugiò a Bordighera nel marzo del 1957, e rimase in esilio nella cittadina ligure fino all’estate del 1958. Squalificato dalla Federazione Internazionale, prima di andare a giocare nel Real Madrid, Puskàs trascorse a Bordighera sedici mesi, coccolato dagli sportivi locali che lo adoravano e, in particolare, dalla famiglia Nannucci che gestiva l’Albergo Ristorante Centrale, all’epoca situato di fronte alla stazione ferroviaria, che oggi non esiste più.

Puskàs era l’elemento più rappresentativo della Grande Ungheria, una squadra capace di vincere le Olimpiadi di Helsinki nel 1952 e di rimanere imbattuta per quattro anni, dando lezioni in Europa a chiunque in casa e fuori. L’Aranycsapat, la “squadra d’oro”, conobbe la sconfitta solo nel 1954 ai Mondiali di Svizzera, nell’incredibile finale persa con la Germania Ovest per 3-2. Per Bordighera fu un grande onore ospitare il più forte giocatore del mondo allora in circolazione. Prisco ha descritto quel periodo raccogliendo testimonianze dirette e conducendo ricerche che lo hanno portato dalla Riviera di Ponente degli anni Cinquanta fino a Signa, alle porte di Firenze. Il risultato è una storia incredibile, inedita, che meritava di essere raccontata proprio durante il Campionato del Mondo che si svolge in questi giorni in Russia.

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