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CRONACA | giovedì 14 giugno 2018, 12:38

Mentone: ecuadoriana con carta d'identità italiana fatta scendere dal treno delle 7 come fosse una migrante clandestina

Fortunatamente la donna aveva il cellulare ed ha subito chiamato il marito, che è arrivato insieme al figlio e, con la documentazione portata da Ventimiglia, tutto è stato chiarito. La donna, visibilmente scossa, è riuscita a riprendere il viaggio sul treno successivo, per raggiungere il posto di lavoro.

L’episodio è ovviamente amplificato dai rapporti tra Italia e Francia, dopo le note vicende legate alla nave ‘Acquarius’, anche se nelle ultime il clima tra Roma e Parigi sembra più disteso.

Ma, quanto accaduto questa mattina e come testimoniato da alcuni italiani presenti, è quanto meno sconcertante. Alla stazione di Garavan, a Mentone, una donna di origini ecuadoriane ma sposata da 15 anni con un italiano e residente a Ventimiglia, è stata fatta scendere dal treno, solamente perché sulla carta d’identità non c’era il numero dell’atto di nascita.

La donna, che vive nella città di confine da circa 20 anni e dove ha avuto anche un figlio, lavora da 10 anni in Francia e, come ogni mattina stava andando in treno per raggiungere il proprio impiego. Alla stazione di Mentone, durante un normale controllo dei documenti, i gendarmi transalpini le hanno chiesto di scendere. La donna, incredula, stava per essere portata in una stanza dove vengono sistemati i migranti pronti da essere riammessi in Italia.

Fortunatamente la donna aveva il cellulare ed ha subito chiamato il marito, che è arrivato insieme al figlio e, con la documentazione portata da Ventimiglia, tutto è stato chiarito. La donna, visibilmente scossa, è riuscita a riprendere il viaggio sul treno successivo, per raggiungere il posto di lavoro.

Un fatto increscioso. “Oserei dire una cosa vergognosa – ci ha detto uno dei testimoni – perché è stata trattata come una delinquente. Io non conoscevo nemmeno la donna, ma ho assistito ad un episodio davvero riprovevole”. Un fatto gravissimo, quello accaduto sul treno delle 7 diretto in Francia che, se verrà segnalato dalla donna o dalla famiglia della stessa alle autorità italiane, potrebbe avere anche ripercussioni nei rapporti tra il nostro paese e quello transalpino.

Carlo Alessi

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