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CRONACA | giovedì 14 giugno 2018, 15:28

Imperia: presentata la richiesta di convalida dell'arresto di Nadhir Garibizzo. Ieri e oggi il medico a colloquio con il suo legale in carcere

La richiesta è giunta sulla scrivania del Gip Anna Bonsignorio, che ora dovrà fissare l’udienza di convalida che si terrà molto probabilmente nella giornata di domani. Il medico da martedì notte, dopo un lungo interrogatorio in caserma, si trova rinchiuso in carcere a Imperia, dove ha ricevuto, ieri e stamattina, la visita del suo avvocato Andrea Artioli, con cui ha avuto due colloqui

È stata presentata questa mattina la richiesta di convalida dell’arresto, con misura cautelare in carcere, del dottor Nadhir Garibizzo, che martedì pomeriggio si è presentato a casa dell’avvocato Elena Pezzetta con l’intenzione di uccidere a coltellate i suoi due figli, di 12 e 8 anni, prima di essere fermato dal padre e da un amico di famiglia. Il Procuratore Capo Alberto Lari e il sostituto Francesca Sussarellu vi hanno lavorato tutta la mattinata mettendo insieme atti e documenti che provino il tentato omicidio.

La richiesta è giunta sulla scrivania del Gip Anna Bonsignorio, che ora dovrà fissare l’udienza di convalida che si terrà molto probabilmente nella giornata di domani. Il medico da martedì notte, dopo un lungo interrogatorio in caserma, si trova rinchiuso in carcere a Imperia, dove ha ricevuto, ieri e stamattina, la visita del suo avvocato Andrea Artioli, con cui ha avuto due colloqui.

Tra Garibizzo e l’avvocato Pezzetta vi era stato un rapporto di lavoro. Lui l’aveva nominata di fiducia affinché gli seguisse una causa civile, a distanza di anni dall’omicidio dell’amante Ornella Marcenaro, per cui ha scontato dieci anni di carcere. Ma le cose non erano andate bene e Garibizzo l’aveva denunciata. Inutilmente, perché l’avvocato aveva lavorato correttamente, ma nella testa del medico vi era la convinzione che vi fosse una responsabilità da parte del suo legale. I due si erano sentiti qualche giorno fa, quando lei gli aveva inoltrato una mail, perché, non avendo formalmente dismesso il mandato, lei risultava ancora a tutti gli effetti il suo avvocato. Oltre a Elena Pezzetta, Garibizzo negli anni aveva denunciato una cinquantina di avvocati del Foro di Imperia.

Il medico voleva fargliela pagare, ma non uccidendola. Sapeva che si trovava nel suo studio, così ha pensato di andare nella sua abitazione, dove c’erano i figli, una bambina di 12 e un bambino di 8 anni, insieme alla figlia di un vicino di casa. 

Alle 17 di martedì Garibizzo ha visto il cancello aperto, si è intrufolato in salotto dove si trovavano i tre. Inaspettatamente però in casa era presente anche il marito dell’avvocato. Il caso ha voluto fosse in ferie. Se lo sono trovato davanti. Il medico con calma ha spiegato di voler parlare. Nascondeva però una mano dietro la schiena, e questo ha insospettito l’uomo, che lo ha invitato a uscire. Poco dopo la furia di Garibizzo si è scagliata, coltello alla mano contro il bambino di 8 anni. La prontezza dei riflessi del padre, aiutato dal vicino, padre della terza bambina, che nel frattempo era arrivato, attirato dalle urla, hanno evitato il peggio. Nella colluttazione il marito dell’avvocato ha riportato una ferita al tendine di una mano. Ferito anche il vicino. Ma insieme sono riusciti a immobilizzarlo e metterlo a terra, da dove lui ripeteva di voler parlare con il suo legale.

Non è ancora chiaro, cosa avrebbe fatto Garibizzo se fosse riuscito a uccidere i due bambini. Un’ipotesi è quella del suicidio, impiccandosi: aveva con sé due corde, una di queste con un cappio già fatto. Un’altra è che fosse pronto alla fuga o ad andare in carcere, perché i Carabinieri hanno trovato una borsa con indumenti di ricambio e un kit per la barba che il medico aveva portato a casa di Elena Pezzetta.

Francesco Li Noce

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