/ POLITICA

Spazio Annunci della tua città

Bellissimi cuccioli neri altissima genealogia americana. saranno disponibili a partire dal 70° giorno (intorno al 20...

Bellissimi cuccioli di importanti linee di sangue, selezionati per carattere e tipicità. Pedigree, microchip e...

Annualmente 800 mt slm così composta: piano terra tavernetta con caminetto, camera letto matrimoniale ,bagno...

Nel comprensorio sciistico della Riserva Bianca, a due passi dalla Costa Azzurra, di 100 metri quadrati,...

In Breve

giovedì 21 giugno

Che tempo fa

Cerca nel web

POLITICA | sabato 26 maggio 2018, 12:02

Bordighera: quale futuro per il Saint Charles? Ecco come cambierà l'ospedale con l'avvio della gestione privata (Foto e Video)

Un confronto organizzato da Sonia Viale, assessore regionale alla sanità. Il Saint Charles rimarrà un nosocomio pubblico ma gestito da un privato. Un cambiamento che ovviamente ha generato preoccupazioni in particolare per i sindacati che hanno chiesto la tutela prioritaria del personale sanitario della struttura.

In molti hanno deciso di partecipare all’incontro pubblico per parlare del futuro del Saint Charles di Bordighera. Un confronto organizzato da Sonia Viale, assessore regionale alla sanità nella Sala Rossa del Palazzo del Parco della città delle palme. Oltre all’assessore Viale sono intervenuti al tavolo di confronto: Giacomo Pallanca sindaco di Bordighera e candidato per il centrodestra per il secondo mandato; Marco Damonte Prioli, direttore generale della Asl 1.

Qual è il futuro dell’ospedale della città delle palme? Le buste delle ditte interessate alla gestione del presidio sanitario saranno mandate all’Azienda Sanitaria Regionale. Il Saint Charles rimarrà un nosocomio pubblico ma gestito da un privato. Un cambiamento che ovviamente ha generato preoccupazioni in particolare per i sindacati che hanno chiesto la tutela prioritaria del personale sanitario della struttura. Altri interrogativi riguardano la spesa ed il servizio per gli utenti.

L’assessore regionale Viale ha spiegato alla sala quale sarà il futuro del Saint Charles. “Non stiamo privatizzando l’ospedale ma la sua gestione che sarà affidata con un bando trasparente e da lì si parte. Questa procedura interessa anche Albenga e Cairo che hanno subito declassamento da pronto soccorso a primo intervento. Bando prevede la riapertura di pronto soccorso e tutela dei lavoratori. Anno scorso abbiamo fatto manifestazione di interesse purché si rispettassero queste condizioni. Abbiamo avuto la risposta di nove tra le società in ambito sanitario più accreditate in Italia ed una a livello europeo. Nella redazione del piano socio sanitario abbiamo inserito anche la fotografia delle strutture ed il grado di risposta sulla base dell’emergenza. Nel piano abbiamo inserito la restituzione del pronto soccorso a questi tre ospedali. Ci vuole coraggio a fare operazioni straordinarie che cambiano. Il bando prevede 7 anni più 5 necessari a mettere forza e prospettiva. Questa importanza non costerà di più al sistema sanitario. La novità è il pronto soccorso. Abbiamo quantificato il suo costo secondo delle valutazioni di esperienze fatte anche in altre regioni, 600mila euro circa. Non può esserci pronto soccorso senza reparti. Tra dicembre e gennaio, avremo il gestore privato nell’ospedale. Asl grazie a generosità del comune non paga canone. Il privato pagherà canone di locazione al comune per 600mila euro”.

Il Direttore Generale dell’Asl 1 Imperiese, Marco Damonte Prioli ha sottolineato che una presenza controllata del privato può aiutare contro le criticità che toccano spesso il pubblico: “Se il privato rientra in un disegno dove è controllato dal pubblico. Può essere una risorsa per il sistema pubblico. Questa iniziativa che comporta anche come asl una sfida per l’integrazione dei servizi tra pubblico e privato. Nella programmazione rientra ortopedia un’attività che in integrazione con fisiatria darà una eccellenza nel panorama sanitario locale. Abbiamo assistito all’iper afflusso su pronto soccorso di Sanremo. Ci sono delle criticità legate anche alla difficoltà dell’ente pubblico di trovare figure che preferiscono ad andare a lavorare nel privato e non nel pubblico. Secondo noi è una opportunità per garantire un miglioramento sia su Bordighera e sul comprensorio ma direi anche della sanità su tutta la provincia”.

“Con le linee di mandato dell’amministrazione ratificate nel 2013 al punto 7 si diceva che nel caso in cui non si fosse potuti tornare indietro dal depotenziamento l’amministrazione si sarebbe rivolta ai privati. La giunta regionale di allora non era favorevole a questa proposta - ha evidenziato il sindaco di Bordighera Giacomo Pallanca -. Al cambio dell’amministrazione ligure abbiamo ripreso questo discorso. Un discorso comprensoriale che ha coinvolto tutti i sindaci per chiedere il potenziamento della struttura. Un percorso positivo sempre sostenuto dall’amministrazione. Una operazione concepita non per bene economico ma per un bene comprensoriale, stiamo parlando di un bacino d’utenza di 60mila persone, 100mila in estate considerando i turisti. Il comune di Bordighera potrà sempre controllare l’andamento del servizio nella struttura. Non è stato un percorso facile ma questa è unica strada possibile. Diventerà un punto d’eccellenza. I successivi passi saranno di verificare e controllare con asl che sia garantito un servizio efficiente per il comprensorio intemelio”.

Mara Lorenzi candidata a sindaco per la lista 'Civicamente Bordighera' ha posto alcuni quesiti ai relatori presenti al tavolo: “Dobbiamo darle atto del coraggio assessore Viale. Ho fatto uno studio sul Saint Charles e la formulazione finale identificava gli elementi su cui basa la decisione della privatizzazione. Un ospedale che ha 20mila accessi o più e che segue oltre 60mila utenze. Avevamo chiesto il potenziamento di primo intervento. C’è una legge che prevede caratteristiche precise per avere un pronto soccorso e per questo non abbiamo chiesto un pronto soccorso. Con quale criterio o intervento potrete assicurare che si potrà avere un pronto soccorso dato i requisiti della legge 70/2015? Se non ci fosse opportunità di enti privati per risollevare le sorti dell’ospedale che cosa farete?"

“È una scelta del piano socio sanitario di ridefinire come pronto soccorso l’accesso all’emergenza. Da questo punto di vista i criteri sono rispettati - replica Prioli - e l'applicazione di quei criteri dipende dalla regione e dal piano socio sanitario. Se va male... voglio essere ottimista. Ci sono tutti i presupposti perché vada bene. Come pubblico ci sono delle criticità. Stiamo iniziando ad introdurre medicina d’urgenza nel pronto soccorso”. 

Il sindacato Cisl ha confermato di volere garanzie contrattuali: "Ci preme la garanzia che le prestazioni per il pubblico siano accessibili. Una preoccupazione riguarda il palasalute. Come sarà gestito? Dal pubblico, dal privato o entrambi? Le liste d’attesa saranno gestite dall’Asl o come?”.

“La nostra è stata scelta coraggiosa - ha ulteriormente aggiunto Sonia Viale - e ci ho messo la faccia. Diciamoci le cose come stanno ad oggi le risorse pubbliche non permettono la riapertura del Pronto Soccorso. Bisogna metterci il cuore ed un po’ di testa. Dottoressa le domande che mi ha fatto, le ho fatte anche io. I cittadini non possono essere disillusi. La politica deve dare indirizzo mentre la gestione dipende da chi ha ruolo e competenze. Possiamo disquisire su tutto. Abbiamo i dati ed una prospettiva quella di dicembre 2017, con una presenza che sarà una sfida perché prevede un confronto costante e franco. Il tanto amore per questo luogo fa nascere domande. Ci deve essere voglia di capire. Questo è il nostro ospedale che noi tutti dobbiamo accompagnare in un percorso di crescita. Sono fiduciosa. Nei piani sociosanitari ho spesso trovato cose non realizzate immediatamente. Come l’ospedale unico. C’era prima e c’è anche adesso. Prima o poi la struttura si farà. Non può essere rinviata troppo nel tempo”.

Stefano Michero

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore