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ATTUALITÀ | 26 maggio 2018, 07:14

Crisi Riviera Trasporti: all’orizzonte possibili rincari dei biglietti e l’addio alla tariffa unica

Ipotetici scenari futuri emergono dai retroscena dell’incontro tra i sindacati e capigruppo in Comune a Sanremo

Crisi Riviera Trasporti: all’orizzonte possibili rincari dei biglietti e l’addio alla tariffa unica

Debiti, conti in rosso, beni da alienare per fare cassa e 300 lavoratori a rischio. La crisi della Riviera Trasporti preoccupa sempre di più lavoratori, utenti e amministratori locali. L’azienda deve trovare una strada buona per portare la RT fuori dalle sabbie mobili e, come purtroppo accade spesso, a rimetterci potrebbero essere i cittadini.

Dall’incontro tra sindacati e capigruppo in Comune a Sanremo emergono retroscena che potrebbero andare a toccare le tasche degli utenti. Nei corridoi si mormora di possibili aumenti del costo dei biglietti, una soluzione impopolare ma che potrebbe aiutare l’azienda a recuperare fondi in un momento non certo facile. Al momento nulla di ufficiale, anzi. Ma la preoccupazione di chi è vicino al mondo RT è palese.

La novità più significativa potrebbe però essere la variazione delle tariffe. Possibile l’addio al biglietto unico da 1,50 euro. Una soluzione che ha non poco penalizzato chi deve percorrere brevi tratte, poche fermate che spesso inducono i “portoghesi” a non pagare. Un euro e 50 centesimi per poche centinaia di metri non sono una cifra considerata congrua. Così come, questa volta a discapito dell’azienda, non è giusto che si mantenga la stessa cifra per tratte più lunghe.

Ed ecco che, sempre stando alle indiscrezioni post riunione, la RT starebbe pensando alla reintroduzione del biglietto proporzionale alla tratta. Soluzione che, insieme a una rimodulazione delle tariffe, potrebbe portare ossigeno alle casse. Ma, ovviamente, per salvare l’azienda serve altro. E a questo potrebbe servire il tavolo con Regione e Provincia chiesto a gran voce dai sindacati. Non si può dimenticare che, oltre agli utenti, ci sono 300 lavoratori che temono per il futuro.

Pietro Zampedroni

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