/ Politica

Politica | 24 maggio 2018, 07:11

Imperia: dopo l'approvazione del bilancio, decade il collegio sindacale di Amat. Il Comune alla ricerca di nuovi membri

Amat, ricordiamo, attraversa un periodo di crisi che ha generato un debito nei confronti del Comune di oltre 11 milioni di euro. Recentemente la giunta ha approvato l’attuazione di un piano di rientro della società, bozza proposta dalla stessa Amat

Imperia: dopo l'approvazione del bilancio, decade il collegio sindacale di Amat. Il Comune alla ricerca di nuovi membri

Decaduto con l’approvazione del bilancio 2017 il collegio sindacale di Amat, il Comune di Imperia è alla ricerca di due membri effettivi e un supplente dell’organo di controllo della società che gestisce l’acquedotto cittadino, presieduta dalla commercialista Barbara Pirero.

La designazione avverrà dopo che il Sindaco Carlo Capacci avrà visionato le proposte di candidatura e relativi curricula che dovranno essere presentati entro le ore 12 del 7 giugno prossimo via posta o mail al Comune. Amat, ricordiamo, attraversa un periodo di crisi che ha generato un debito nei confronti del Comune di oltre 11 milioni di euro. Recentemente (cliccando QUI) la giunta ha approvato l’attuazione di un piano di rientro della società, bozza proposta dalla stessa Amat.

Con la firma dell'accordo, - scriveva Capacci in una nota stampa dello scorso 27 aprile - che dovrà essere approvato anche dagli altri creditori Amat, la società si mette in sicurezza definitivamente, a prescindere da quanto avverrà sul fronte Rivieracqua, mettendo il Comune al riparo da un eventuale dissesto di quest'ultima.

Il Comune di Imperia, ricordiamo, vanta al 31.12.2017 un credito verso AMAT di 11,6 milioni di euro (8,3 milioni al netto di conguagli per debiti del Comune), che deriva dall'accumulo dei canoni di depurazione che AMAT incassa ma non riesce a riversare al Comune, causa crisi finanziaria, dal lontano 2005. La dinamica dei pagamenti ha iniziato a rallentare pericolosamente nel 2009, e si è aggravata in particolare dal 2013, in quanto da tale anno è in funzione il depuratore ed il Comune, oltre a non incassare i canoni, ne sostiene completamente il costo di quasi 2 mln annui.

Anno 2005: 3.633.866 Anno 2006: 3.889.076 Anno 2007: 4.715.806 Anno 2008: 4.376.942 Anno 2009: 4.648.215 Anno 2010: 4.774.471 Anno 2011: 5.477.276 Anno 2012: 6.121.999 Anno 2013: 6.601.236 Anno 2014: 7.417.753 Anno 2015: 8.845.527 Anno 2016: 10.320.009Anno 2017: 11.620.149 

La crisi finanziaria è stata aggravata dai problemi di Rivieracqua, il nuovo gestore dell'AATO idrico provinciale che non è ancora stato però in grado di prendere in carico gli impianti ed il servizio, e dal fatto che in una situazione così confusa l'Autority di vigilanza del settore idrico ha da tempo bloccato le tariffe, non consentendo neppure i normali aumenti periodici. Con la sottoscrizione definitiva del piano di ristrutturazione, che prevede anche un intervento finanziario del socio privato IRETI fino a 3,5 milioni di euro, AMAT rimette in equilibrio le proprie finanze e riesce inoltre ad effettuare alcuni investimenti prioritari, in attesa di schiarite sul fronte del nuovo gestore unico d'ambito.

Dal punto di vista del Comune si ferma definitivamente l'emorragia, in quanto AMAT dal 2018 ha già cominciato a riversare interamente i canoni di depurazione incassati (in questi giorni in arrivo il primo bonifico trimestrale), ed inoltre si stabilisce un piano di rientro del pregresso.

Nel peggiore degli scenari possibili, ovvero se dovesse fallire Rivieracqua (con una perdita secca per AMAT di euro 1.200.000 del credito vantato), AMAT sarà comunque in grado, oltre al pagamento integrale dei canoni correnti, di rimborsare al Comune circa 1,2 milioni di credito vecchio, nell'arco dei prossimi 4 anni, e soprattutto sarà in grado di mantenere gli impianti in efficienza, in attesa di un eventuale nuovo gestore d'ambito che dovesse essere subentrare a Rivieracqua e che dovrà prendere in carico il servizio e, finalmente, pagare ad AMAT il costo degli impianti che gli verranno consegnati.

In qualunque altro caso, la situazione sarà migliorativa e pertanto il rientro del credito del Comune sarà molto più veloce: se Rivieracqua dovesse salvarsi, anche con uno stralcio parziale del credito AMAT, oppure se il Consiglio di Stato dovesse confermare, come già statuito dal TAR, che AMAT può procedere agli aumenti tariffari in quanto non ha colpe nella mancata consegna degli impianti a Rivieracqua, il risanamento definitiivo dei conti potrebbe avvenire in tempi rapidissimi”. 

Francesco Li Noce

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium