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CRONACA | 24 maggio 2018, 15:13

Imperia: un'informativa sul processo Breakfast che vede imputato Claudio Scajola svela rapporti tra politica e massoneria "Uno stato parallelo dove la 'ndrangheta si colloca al pari di altri componenti del sistema"

Ne scrivono Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Il Corriere della Calabria. Nelle 188 pagine dell’informativa, la DIA (Direzione Investigativa Antimafia), spiega come l’ex Ministro "sia stato funzionale al trasferimento di Matacena da Dubai verso il Libano", mai effettivamente avvenuta

Imperia: un'informativa sul processo Breakfast che vede imputato Claudio Scajola svela rapporti tra politica e massoneria "Uno stato parallelo dove la 'ndrangheta si colloca al pari di altri componenti del sistema"

Uno stato parallelo”, “una superassociazione” dove la ‘ndrangheta si colloca “al pari di altri componenti di un sistema politico-economico pantagruelico e deviato”. È quanto è riferito in una inedita informativa antimafia (che risalirebbe comunque al 2015) in mano ai Pm della Procura di Reggio Calabria agli atti del processo Breakfast che vede imputato l’ex Ministro Claudio Scajola con l’accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena.

Ne scrivono Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Il Corriere della Calabria. Nelle 188 pagine dell’informativa, la DIA (Direzione Investigativa Antimafia), spiega come l’ex Ministro "sia stato funzionale al trasferimento di Matacena da Dubai verso il Libano", mai effettivamente avvenuta.

La vicenda sarebbe collegata a quella della latitanza, sempre in Libano, di Marcello Dell’Utri, arrestato a Beirut. Per la DIA, il punto di incontro era la figura di Vincenzo Speziali, calabrese, condannato da latitante per aver tentato di aiutare Matacena a spostarsi da Dubai a Beirut. Speziali, in diciotto mesi ha sentito Dell’Utri telefonicamente ben quattrocento volte. La sua figura a sua volta è legata al leader delle falangi libanesi Amin Gemayel, (ha sposato la nipote), ed è stato "l’intermediario tra l’ex ministro e l’ex presidente del Libano che aveva offerto le necessarie garanzie in ordine al rigetto della richiesta di estradizione del Matacena da quel territorio”.

Per gli investigatori, Vincenzo Speziali è stato al “centro di una rete di collegamenti e di interessi fortemente orientati a garantire l’impunità a soggetti funzionali ad un vasto sistema economico-criminale, con dirette finalità di agevolazione e conservazione del relativo assetto illecito”.

Importante anche la rivelazione del collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio che, sentito dai magistrati di Reggio Calabria, ha detto che “la ‘ndrangheta tramite Scajola voleva arrivare a Impregilo”.

Nelle sue rivelazioni, Virgiglio spiega di aver partecipato a riunioni di logge segrete, ordini cavallereschi e incontri tra grembiulini a cui partecipavano forze dell’ordine, generali e politici. “Quella sera c’era Lisi della Guardia di Finanza. Uno era Claudio Scajola e l’altro era il comandante reggente Meninni, che sarebbe il primo ministro sanmarinese. Scajola all’epoca non solo era il ministro delle Infrastrutture, ma aveva anche la delega ai servizi segreti”.

Sempre Virgiglio, nomina nella sua deposizione Carmelo Cedro, un imprenditore appartenente all’ordine dei Templari, che alla Dia ha riferito della sua iniziazione all’ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e di aver fatto da autista a Claudio Scajola nel corso dei suoi viaggi in Calabria, dove l’ex Ministro, secondo quanto detto agli inquirenti “dialogava con il noto avvocato Giuseppe Luppino”, “che dal 2001 al 2008 – ricorda Il Fatto Quotidiano - è stato il supercosulente del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti della Regione Calabria. È lo stesso Luppino legato da vincoli di parentela con la cosca Piromalli e arrestato qualche mese fa nell’ambito dell’inchiesta antimafia ‘Metauros’”.

Il cugino è Giuseppe Riotto, dentista di origini calabresi, ma residente a Sanremo, dove è stato assessore con delega al Casinò. Secondo la DIA, Riotto sarebbe “asservito politicamente” a Claudio Scajola, tanto che, in un’intercettazione con il cugino, dice: “Ho un solo padrone che si chiama Claudio Scajola”.

Redazione

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