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Cronaca | 24 maggio 2018, 16:49

Imperia: informativa della DIA su Claudio Scajola. Arriva la secca replica dei legali: "Ipotesi investigativa vecchia e già smentita"

"Tale ipotesi investigativa, risalente al 2015 e concernente fatti estranei al processo (risalenti addirittura agli anni 2007-2009), è stata sottoposta a successivi accertamenti del P.M. che l'hanno smentita in modo netto, quantomeno con riferimento alla posizione dell'On.Scajola"

Imperia: informativa della DIA su Claudio Scajola. Arriva la secca replica dei legali: "Ipotesi investigativa vecchia e già smentita"

Arriva la secca replica dei legali di Claudio Scajola, Giorgio Perroni, Elisabetta Busuito e Patrizia Morello, che assistono l'ex Ministro al processo "Breakfast" di Reggio Calabria, dove è imputato per aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena.

Perroni e Busuito smentiscono in toto l'informativa della DIA, che risalirebbe al 2015 e sarebbe concernente a fatti estranei al processo Breakfast.

"Quale collegio difensivo dell'On.Claudio Scajola - scrivono - riteniamo doveroso chiarire e precisare che quanto emerso da articoli di stampa odierni risulta del tutto fuorviante e destituito da ogni fondamento.

Gli articoli fanno riferimento, in modo improprio, parziale e fuorviante, a documenti inseriti nel fascicolo del P.M., mai resi noti o sottoposti al Tribunale, inerenti una ipotesi investigativa, in vero piuttosto fantasiosa, riguardante una sorta di 'Spectre', con legami addirittura con i Templari (!).

Tale ipotesi investigativa, risalente al 2015 e concernente fatti estranei al processo (risalenti addirittura agli anni 2007-2009), è stata sottoposta a successivi accertamenti del P.M. che l'hanno smentita in modo netto, quantomeno con riferimento alla posizione dell'On.Scajola.

Infatti, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia (peraltro rese non nel contraddittorio, e quindi senza che i legali di Claudio Scajola abbiano potuto controesaminarlo), sono state recisamente smentite, negli interrogatori, proprio dai soggetti richiamati nell'articolo.

Siamo pertanto di fronte ad una evidente operazione di grave disinformazione, basata su una evidente violazione delle regole processuali, delle quali chiederemo conto nelle sedi competenti.

I processi si fanno in Tribunale e non sui giornali e, pertanto, diffidiamo chiunque a diffondere notizie false o fuorvianti.

Riservandoci, in difetto, le azioni del caso".

Giorgio Perroni, del Foro di Milano, Elisabetta Busuito, del Foro di Roma,

Patrizia Morello, del Foro di Reggio Calabria

 

Redazione

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