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CRONACA | giovedì 17 maggio 2018, 17:07

Ventimiglia: caso dei 41 migranti trasportati in un furgone. La Cassazione potrebbe ridurre le pene per gli imputati. I difensori chiedono un rinvio

I loro legali, Ramadan Tahiri, Davide La Monica, Cristian Urbini e Marco De Benedictis hanno infatti chiesto e ottenuto un rinvio al giudice Paolo Luppi in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che dovrebbe arrivare il 21 giugno, sull’articolo 12 del Dlgs 286/98, ovvero il reato contestato agli imputati

Si dovrà attendere il 24 settembre per la sentenza del processo in abbreviato nei confronti degli otto stranieri accusati di traffico di migranti, arrestati in seguito alla maxi inchiesta della DDA di Milano, della Squadra Mobile di Cremona e, per il passaggio dei migranti al confine tra Italia e Francia, della Procura, della Squadra Mobile e dell’Ufficio Polizia di Frontiera di Imperia.

I loro legali, Ramadan Tahiri, Davide La Monica, Cristian Urbini e Marco De Benedictis hanno infatti chiesto e ottenuto un rinvio al giudice Paolo Luppi in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che dovrebbe arrivare il 21 giugno, sull’articolo 12 del Dlgs 286/98, ovvero il reato contestato agli imputati.

“1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque compie attivita' dirette a favorire l'ingresso degli stranieri nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico e' punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire trenta milioni.

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 54 del codice penale, non costituiscono reato le attivita' di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato.

3. Se il fatto di cui al comma 1 e' commesso a fine di lucro o da tre o piu' persone in concorso tra loro, ovvero riguarda l'ingresso di cinque o piu' persone, e nei casi in cui il fatto e' commesso mediante l'utilizzazione di servizi di trasporto internazionale o di documenti contraffatti, la pena e' della reclusione da quattro a dodici anni e della multa di lire trenta milioni per ogni straniero di cui e' stato favorito l'ingresso in violazione del presente testo unico. Se il fatto e' commesso al fine di reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione ovvero riguarda l'ingresso di minori da impiegare in attivita' illecite al fine di favorirne lo sfruttamento, la pena e' della reclusione da cinque a quindici anni e della multa di lire cinquanta milioni per ogni straniero di cui e' stato favorito l'ingresso in violazione del presente testo unico”.

Agli otto viene imputato quest’ultimo comma, - insieme alle aggravanti previste dal 3bis e 3ter -, che in caso di modifica, potrebbe comportare pene decisamente inferiori rispetto a quelle chieste dal Pubblico Ministero Lorenzo Fornace, il quale lo scorso 26 marzo aveva richiesto al giudice la condanna a otto anni e otto mesi per l’afgano Esmatollah Jafari, per gli inquirenti l’organizzatore della rete criminale, a otto e quattro anni per i cugini albanesi Redon e Neri Shametaj, a sei anni per Edmond Bylibi Bayala del Burkina Faso, a sette anni e otto mesi per Emra Tahna Mohamad, anche lui, come Jafari, cittadino afgano, a sei anni e otto mesi per Gazmir Ismailaj, a otto anni e otto mesi per Frederik Bixi e a quattro anni per Alidini Misin, gli ultimi tre, come i cugini Shametaj sono albanesi.

Il Pm, inoltre, per gli otto ha chiesto sanzioni pecuniarie elevatissime, fino a oltre un milione di euro, che tuttavia difficilmente potranno essere pagate visto lo stato di indigenza degli imputati, come risultato nel corso del processo.

Il sodalizio è accusato di sei tentativi di trasporto di migranti in Francia tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017, oltre che della ricettazione di un’auto. Uno degli episodi era balzato agli onori della cronaca per un episodio che l’allora questore di Imperia Leopoldo Laricchia aveva definito disumano, ovvero il trasporto di 41 migranti stipati all’interno di un furgone chiuso dall’esterno con un lucchetto.

Per i difensori degli otto, tuttavia il lucchetto era stato messo perché il portellone era rotto e per questo rischiava di aprirsi durante il viaggio.

Attualmente, a eccezione di Redon Shametaj e Emra Tahna Mohamad, che si trovano in carcere, gli altri imputati sono in stato di libertà. Edmond Bylibi Bayala è invece latitante.

 

Francesco Li Noce

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