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APPUNTI DI LIBERESO | giovedì 10 maggio 2018, 00:00

E’ primavera, ecco la ricetta del Vino di Primula

Un fiore ottimo da mangiare e che ha importanti proprietà medicinali.

Disegno di Libereso Guglielmi

Disegno di Libereso Guglielmi

La primula è un fiore molto diffuso, che annuncia l'arrivo della primavera e che è anche conosciuto per le sue proprietà medicinali confermate da Linneo, che ha scritto che i suoi fiori sono “calmanti e favoriscono il sonno”.

Con i decotti ottenuti utilizzando le sue parti fiorite si curano anche altre malattie come l'isteria, le cefalee, le vertigini. E, secondo il medico francese Leclerc, anche la sua radice è preziosa perché aumenta la secrezione di liquidi interni, saliva ed umori bronchiali, facendone uno specifico per bronchiti, polmoniti, semplici raffreddori e tosse asinina.

Libereso ne parla spesso, suggerendo di utilizzare i fiori in cucina e di consumarne anche le giovani foglie fresche, crude o cotte, che hanno un'azione depurativa.

I petali profumati delle Primule spontanee sono stati usati e servono tuttora per migliorare il bouquet del vino, impedire l'inacidimento delle birre. In Svezia li mescolano al miele ricavandone, per fermentazione, un liquore da dessert. I pasticceri li candiscono per decorare i dolci più prestigiosi e le corolle sono tuttora una originale decorazione per le macedonie di frutta, le composte, i dolci o le gelatine.

Ma forse pochi sanno che dalla primula è possibile ottenere anche un rimedio per attivare la circolazione sanguigna, il "Vino di primula", ottenuto dai fiori macerati in una bottiglia di vino bianco.

La ricetta per prepararlo, che si trova fra gli appunti di Libereso, è stata inventata da Mrs. Hanna Glasse, moglie di un avvocato londinese ed autrice del libro di cucina più popolare nei paesi di lingua inglese, stampato nel 1747 in Inghilterra ed in America nel 1805, dal titolo The Art of Cookery Made Plain and Easy.  Una pubblicazione che ha avuto una fortuna editoriale talmente grande da continuare ad essere ristampato e venduto ancora oggi, potendo contare su numerose riedizioni anastatiche delle primissime edizioni.

Ecco la ricetta del "Vino di primula":

 “Prendete 24 litri d'acqua, 12 libbre di zucchero, il sugo di 6 limoni, il bianco di 4 uova, sbattete il tutto vivamente, versate in una caldaia facendo poi bollire per mezz'ora schiumando accuratamente; prendete quindi uno staio di fiori di Primula veris se freschi, oppure mezzo staio se già secchi e metteteli in un bacile con le bucce dei 6 limoni, versandovi sopra il liquido bollente. Rimescolate con cura; allorché il tutto sarà raffreddato, aggiungete una sottile fetta di pane abbrustolito spalmata di lievito; lasciate macerare per 3 giorni; se prima di guastarsi aggiungete 6 once di sciroppo di limone ed un quarto di vino dei Reno, avrete fatto un eccellente complemento. Il terzo giorno filtrate attraverso un panno di flanella versando il tutto in una botticella che lascerete aperta per 2 o 3 giorni allo scopo di osservare se la macerazione si compia regolarmente, dopo di che rinchiuderete con cura”.

Per aiutarvi a riconoscere la primula veris eccovi due belle immagini gentilmente concesse dall’Archivio fotografico Moreschi di Sanremo:

 

 

 

I lettori possono inviare richieste e/o segnalazioni all'indirizzo mail:  ilgiardinieredicalvino@sanremonews.it

 

Claudio Porchia

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