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Politica | 30 aprile 2018, 15:59

Sanremo: revocato in extremis già oggi lo sciopero al Casinò, ampie rassicurazioni del Sindaco (Foto e Video)

Al termine dell'assemblea i sindacati avevano rilasciato dichiarazioni piuttosto dure, soprattutto contro il Cda ed il Direttore Generale ma, dopo aver parlato con il primo cittadino, l’astensione dal lavoro è stata revocata.

Sanremo: revocato in extremis già oggi lo sciopero al Casinò, ampie rassicurazioni del Sindaco (Foto e Video)

E’ in corso da venerdì lo sciopero dei dipendenti del Casinò di Sanremo, aderenti ai sindacati Fisascat Cisl, Ugl Terziario e Snalc e, oggi pomeriggio, gli stessi hanno incontrato il Sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri. Al termine i sindacati hanno rilasciato dichiarazioni piuttosto dure, soprattutto contro il Cda ed il Direttore Generale ma, dopo aver parlato con il primo cittadino, l’astensione dal lavoro è stata revocata. "Rimanendo comunque in stato di agitazione - sottolineano i sindacati - in attesa di un incontro con i vertici aziendali, l’assemblea ha proclamato 30 ore di sciopero da utilizzare in base all’evolversi della situazione".

Pochi minuti dopo le dichiarazioni che riportiamo sotto, infatti, i sindacati hanno avuto ampie rassicurazioni dal Sindaco sulla convocazione di un tavolo comune con l’azienda e, quindi, tutti torneranno al lavoro, già da oggi pomeriggio. Il Sindaco Alberto Biancheri aveva dichiarato: “Ho ribadito la mia posizione – ha detto il primo cittadino - ovvero quella di decidere per uno sciopero in un momento così delicato ed importante, per il turismo. E’ un messaggio negativo, non solo all’interno dell’azienda ma a tutta la città. L’ho ribadito e criticato all’assemblea, perché qualsiasi possano essere le motivazioni, non si risolve nulla scioperando in questi difficili momenti. Ad oggi ci sono delle problematiche che vanno chiarite anche con il Cda, ma ci vuole più confronto ed attenzione. Stiamo parlando di un’azienda che, malgrado la riduzione degli introiti in questi primi mesi dell’anno, la situazione non è in emergenza ma, anzi, è sotto controllo. Ho piena fiducia nel Cda, che porta avanti il lavoro e mi auguro che al più presto queste questioni possano essere chiarite”.

In un weekend chiave i tavoli dei giochi francesi sono stati chiusi. La clientela si è riversata sui giochi americani e l’azienda, per far fronte alla situazione, ha chiamato in massa i lavoratori interinali. Intanto trapelano alcune indiscrezioni sull'andamento di questi giorni per le casse della casa da gioco. Per l'azienda, nonostante lo sciopero, ci sarebbe un risultato positivo. Scettica invece al riguardo la posizione dei lavoratori.

Dopo una Pasqua non positiva, per il Sindaco lo sciopero in questo ponte può rappresentare un pericolo per l’immagine del Casinò: “Si, anche perché siamo in un ponte con la città piena. Sabato pomeriggio sono stati al Casinò e molti giocatori che erano interessati ai giochi francesi se ne sono andati via, visto che i tavoli non erano accessibile. Sicuramente c’è stato un danno, nonostante gli incassi siano stati comunque buoni grazie ai giochi americani, (aperti con chi no ha scioperato e con i lavoratori interinali, ndr). A causa dello sciopero si è persa un’importante occasione visto il torneo di ‘Rouge e Noir’ che è stato annullato, senza dimenticare il concerto di Enrico Ruggeri al Roof Garden. Non è stato un segnale positivo, al di là dei problemi che ci possono essere. Credo che quando qualcuno sciopera, in un momento così delicato per l’azienda e per la città, non è certo un fattore positivo”.

A scatenare la dura reazione dei lavoratori è stata la scelta dell’azienda di abbassare le puntate minime ai tavoli. I lavoratori presenti hanno bollato questa scelta come sbagliata in un ponte importante come questo, a scapito tanto della qualità della clientela della casa da gioco quanto dei guadagni dei singoli croupier ai tavoli.

Davide Borea (Snalc) aveva detto, poco prima della decisione di revoca dello sciopero: “Noi non siamo persone scriteriate che vogliono stare in vacanza quando l’azienda lavora di più. Ci siamo sentiti messi da parte senza informarci in modo adeguato sulle scelte. Questo accade da tempo e, in più queste scelte non ci stanno portando ad avere introiti maggiori, anzi. Noi, molto preoccupati del sistema, abbiamo deciso di fermarci e protestare durante il ponte. Anche a noi è costato scioperare in questo periodo, sia per noi che per la nostra immagine verso la gente comune. Il Casinò è un bene di tutti e, gestito in questo modo, andrà a finire molto male mentre noi dobbiamo mandarla avanti il meglio possibile”.

Per Marilena Semeria (Fisascat Cisl): “Non ci è stata nemmeno concessa l’assemblea retribuita e non era mai capitato. Al Sindaco abbiamo semplicemente detto noi abbiamo fatto sciopero durante il ponte ma, in realtà in sciopero ci sono il Cda ed il Direttore Generale da 3 anni. Abbiamo chiesto tavoli che possano essere utili a rilanciare l’azienda e non ci sono stati concessi. Ad oggi ci troviamo in una condizione di difficoltà grave, con oltre un milione di incassi in meno. In più ci è stato detto che, se si dovessero superare i 2 milioni di euro di incassi in meno del 2017, si dovranno chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori. A noi non fa piacere scioperare e questo deve essere chiaro a tutta la città. Abbiamo anche votato oggi un nuovo pacchetto da 30 ore di sciopero (che speriamo di non dover fare), che prosegue oggi ma che ci vede aperti a revocare se ci saranno segnali dal Cda. Noi non vediamo alternative, dopo aver denunciato le 11mila presenze in meno che non possono essere associate solo al maltempo, senza dimenticare le eccessive consulenze. L’azienda è in difficoltà ed abbiamo l’esigenza di un tavolo di livello per risolvere le questioni che non vanno al Casinò. Questo senza chiedere la ‘testa’ di nessuno. Ad oggi siamo costretti dallo ‘sciopero’ del Cda e del Direttore Generale da 3 anni a mantenere la nostra astensione dal lavoro”.

Infine Claudio De Tomi (Ugl Terziario): “Noi abbiamo indetto questo sciopero venerdì, anche se saremmo stati subito pronti a revocarlo se l’azienda ci avesse chiamato ad un tavolo di trattative con normali relazioni sindacali. Non vogliamo imporre strategie aziendali, ma queste ci creano spesso problemi. Noi vogliamo rimettere l’azienda in serenità finanziaria non volendo ritrovarci con le mani in tasca, come accaduto negli anni scorsi quando abbiamo pagato con il ‘contratto di solidarietà’, alleggerendo i conti dell’azienda con l’esodo. Siamo stati tutti bravi, ma ora vogliamo rimettere le cose in sesto, con un’azienda sana, che produca utili e che ci dia delle garanzie, a noi ed a tutti i dipendenti dell’indotto. La situazione è abbastanza grave e va avanti da molto tempo. Auspichiamo che questo processo venga avviato al più presto”.

Carlo Alessi

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