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EVENTI | venerdì 20 aprile 2018, 08:01

Sanremo: il 16 maggio al Teatro del Casinò una commedia per sostenere l'associazione 'Bambini Cerebrolesi'

Uno spettacolo della compagnia stabile ‘Teatro Govi’. Si tratta della commedia ‘L’importanza di chiamarsi Ernesto’ di Oscar Wilde.

Sanremo: il 16 maggio al Teatro del Casinò una commedia per sostenere l'associazione 'Bambini Cerebrolesi'

L’associazione ‘Bambini Cerebrolesi Onlus’ di Milano organizza, per mercoledì 16 maggio al Teatro del Casinò di Sanremo (ore 16 e 21), uno spettacolo della compagnia stabile ‘Teatro Govi’. Si tratta della commedia ‘L’importanza di chiamarsi Ernesto’ di Oscar Wilde.

L’associazione milanese che organizza l’evento è senza scopo di lucro ed è apartitica. Dal 1997 persegue fini esclusivamente sociali ed umanitari. Rappresenta le famiglie che, nel loro contesto, si fanno carico delle problematiche e della riabilitazione dei bambini cerebrolesi.

La prima volta che la Compagnia Stabile del Teatro Govi affrontò questo testo, il titolo scelto fu ‘L’importanza di essere Ernesto’. Ora, in questa nuova versione, il titolo è stato modificato nella sua versione più diffusa, vale a dire: ‘L’importanza di chiamarsi Ernesto’.

“Secondo il criterio registico che caratterizza le produzioni della Compagnia – evidenzia la stessa - pur rimanendo fedeli al testo e alla sua collocazione temporale, si è voluto personalizzare lo spettacolo sia attraverso le scenografie, che come sempre non “ricostruiscono” gli ambienti, ma vi alludono, sia attraverso una caratterizzazione particolare di alcuni personaggi che normalmente sono sullo sfondo della vicenda. Così Lane, il cameriere di Algernon, diventa una Helen svagata e insoddisfatta della propria condizione, mentre Merriman, quello della casa di campagna di Jack, è ora una Mary formale, ma palesemente in dissenso con lo stile affettato dell’epoca. A sua volta il reverendo Chasuble, pur rimanendo un pastore di anime timido e insicuro, si abbandona a volte a improbabili giochi di prestigio. Il tutto, naturalmente, senza minimamente perdere di vista l’immancabile à plomb anglosassone, che rende ancor più divertenti le situazioni, le battute e quell’atmosfera di ‘lucida assurdità’ che fanno di quest’opera il capolavoro di Oscar”.

Redazione

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