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Politica | 19 aprile 2018, 11:49

Le elezioni a Triora si terranno a giugno 2018, il TAR ha accolto il ricorso contro il Ministero dell'Interno

Ecco le motivazioni che hanno spinto il tribunale amministrativo regionale ad accogliere il ricorso presentato da alcuni abitanti del paesino

Le elezioni a Triora si terranno a giugno 2018, il TAR ha accolto il ricorso contro il Ministero dell'Interno

Le elezioni a Triora si svolgeranno regolarmente a giugno. Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha accolto il ricorso presentato da Bruno Mottura, Massimo Di Fazio, Ilaria Frontero, Ramona Bruno, Arianna Astini, Fulvio Bianchi.

La decisione era attesa nel piccolo paese delle streghe. Alcuni giorni fa, gli amministratori comunali sono rimasti sorpresi nel vedersi esclusi dalla tornata elettorale di giugno. Tutto è nato da una serie di disguidi amministrativi, sulle comunicazioni tra Comune, Prefettura e Ministero dell’Interno. 

Alla base dell'accaduto il decesso del compianto sindaco di Triora. Era il 6 gennaio 2018, quando è mancato Angelo Lanteri, eletto da pochi mesi per il secondo mandato nel suo comune. Da quel momento, dagli uffici comunali sono partite tutte le comunicazioni di rito, compresa una lettera dell’attuale vicesindaco, Cristian Alberti che comunicava l’intenzione di condurre il Comune fino alla prima tornata elettorale utile. Il Ministero aveva contestato alla Prefettura di non aver ricevuto in tempo utile la comunicazione inerente alla situazione di Triora, nonostante tutti i documenti fossero stati inviati per tempo. 

Da qui l’urgenza manifestata da alcuni cittadini di procedere davanti al TAR ricorrendo contro l’esclusione di Triora dalla lista dei Comuni dove a giugno si svolgeranno le elezioni. I firmatari del ricorso sono un rappresentante dell’attuale amministrazione, Mottura ed il capogruppo dell’Opposizione, Massimo Di Fazio, con loro anche diversi abitanti. 

Il TAR nella sentenza specifica: "I ricorrenti contestano l’interpretazione fatta propria dal Ministero dell’espressione “condizioni che rendono necessario il rinnovo” ai fini del termine di cui all’art. 2 L. n. 182/1991, la quale andrebbe riferita – in tesi – all’evento del decesso del Sindaco anziché al decreto che ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale. I ricorrenti evidenziano altresì che, pure accogliendo la tesi del Ministero, non potrebbe comunque farsi ricadere sui cittadini del Comune la tardiva adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio in quanto imputabile ai sopra esposti disguidi amministrativi. I ricorrenti hanno concluso chiedendo l’annullamento dei provvedimenti impugnati, previa misura cautelare monocratica".

Poi, entrando nel merito della questione, si può leggere: "È evidente, infatti, il vantaggio che i ricorrenti trarrebbero dall’annullamento dei provvedimenti gravati – ed in particolare l’atto ministeriale class. 15937/61, prot. n. 5465 del 3/4/2018 –, rappresentato dalla possibilità di partecipare alle elezioni alla prima tornata utile, senza dover attendere il successivo turno elettorale. Tale interesse si apprezza a fortiori considerando che il venir meno del Sindaco, nel sistema delineato dalla Legge elettorale n. 81/1993, costituisce l’elemento centrale su cui si appunta la scelta rappresentativa della collettività, ancor più nei comuni di piccole dimensioni, quale quello in questione".

Infine sulla motivazione che hanno portato i giudici ad accogliere il ricorso, ecco che cosa viene detto: "La questione sulla quale il Collegio è chiamato a pronunciarsi concerne l’interpretazione dell’inciso “condizioni che rendono necessario il rinnovo” di cui all’art. 2 L. n. 182/1991 ai fini del termine del 24 febbraio indicato dalla norma stessa. Occorre domandarsi, nello specifico, se le predette “condizioni” siano integrate dall’evento in sé considerato oppure dal provvedimento che formalmente dichiara lo scioglimento del Consiglio comunale (intervenuto, nel caso di specie, dopo il termine del 24 febbraio). Questo Tribunale ritiene che sia da preferire la prima opzione. In ultimo, non può sottacersi il fatto che l’evento del decesso del Sindaco sia stato tempestivamente comunicato dal Comune alla Prefettura per i relativi adempimenti elettorali (12 gennaio 2018), così ingenerando un affidamento legittimo in capo ai cittadini circa lo svolgimento delle elezioni nell’ambito del prossimo turno elettorale".

Insomma, Triora andrà regolarmente ad elezioni insieme agli altri comuni. A fronte del giudizio del TAR nelle prossime settimane si delineerà anche la situazione in vista delle urne. Al momento, anche se non vi è ufficialità e si tratta di indiscrezioni, sembra che nel paesino delle streghe correrà una sola lista elettorale. L’anno scorso quando Triora andò al voto, Massimo Di Fazio venne sconfitto da Angelo Lanteri per tre voti, il borgo era letteralmente spaccato in due. Inoltre, il vicesindaco Cristian Alberti ha già manifestato l'intenzione di non volersi ricandidare. Bisognerà quindi vedere che cosa accadrà da qui a giugno 2018, chi si presenterà o ripresenterà per tentare di diventare il nuovo sindaco del paese delle streghe.

Stefano Michero

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