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SPORT | lunedì 16 aprile 2018, 16:44

Nel giorno del derby Imperia-Ventimiglia il centenario della morte di Nino Ciccione

Il 15 aprile 1918 (quindi cento anni fa) moriva Giovanni (vulgo Nino) Ciccione cui è intitolato il campo sportivo cittadino. Nino Ciccione, nato a Oneglia nel 1893, è sepolto nel vicino cimitero di Oneglia accanto alla madre Giovannina Belgrano.

Nel giorno dell’importante partita tra Imperia e Ventimiglia, ieri, ricorreva una data altrettanto significativa per la storia della città, dello stadio e dello sport. Il 15 aprile 1918 (quindi cento anni fa) moriva Giovanni (vulgo Nino) Ciccione cui è intitolato il campo sportivo cittadino. Nino Ciccione, nato a Oneglia nel 1893, è sepolto nel vicino cimitero di Oneglia accanto alla madre Giovannina Belgrano.

Una coincidenza di eventi che vede il ricordo di questo giovane sportivo combattente nella Prima guerra mondiale ferito gravemente in azione sulle montagne sopra Caporetto nel luglio del 1915, appena due mesi dopo l’inizio del conflitto, e morto per le conseguenze delle gravi ferite tre anni dopo, con l’ottantacinquesimo anniversario della dedicazione del campo di Marassi a un altro campione dello sport, Luigi Ferraris. Il calcio o football è un fenomeno sportivo che in Italia ha solo qualche anno di più dei cento appena celebrati dall’inizio della Grande Guerra. La costituzione delle prime squadre risale agli ultimi anni dell’Ottocento, inizio Novecento. È storia nota che il “Genoa” nacque, per iniziativa di un gruppo d’inglesi, nel 1893.

I pionieri di questo sport per età o perché volontari parteciparono come soldati alla Prima guerra mondiale. Alcuni ritornarono, continuando a dare il proprio contributo atletico nei campionati degli anni Venti e Trenta, altri (molti per la verità) morirono sui campi di battaglia o subirono ferite e mutilazioni tali da compromettere qualsiasi futura attività. In Liguria tre stadi di città capoluogo di provincia ricordano questi giocatori: Nino Ciccione per Imperia, Luigi Ferraris per Genova ed Alberto Picco per La Spezia. A ben vedere in Italia sono pochi gli impianti intitolati a calciatori/soldati morti durante la Grande Guerra. Per ricordare questi giocatori e per confrontare il modo in cui si è sviluppato negli anni il fenomeno della dedicazioni dei vari stadi nel nostro Paese, è imminente l’uscita di un libro a loro dedicato.

“La Grande Guerra nel pallone. Ciccione Ferraris Picco. Gli stadi di calcio della Liguria”. Il lavoro ha comportato l’esame di molto materiale anche inedito di archivi pubblici e privati. Diversi Comuni hanno fornito documenti inseriti nel libro. Parenti di Ferraris e Ciccione hanno consentito la riproduzione di foto, cartoline, appunti. Molti appassionati della Spezia hanno collaborato nella raccolta di notizie su Picco. A corollario dei “tre stadi”, il libro affronta il fenomeno dei campi del “Littorio” realizzati nel Ventennio fascista. Un insieme d’impianti che anche in Liguria ha accompagnato il consolidamento di una certa impostazione di politica sportiva. Il libro pone a confronto i due momenti cercando di comprendere le ragioni storiche, sociali e culturali di alcune scelte.

Il volume si chiude con un’elencazione la più esaustiva possibile dei calciatori/soldati morti in guerra divisi per squadra, con seppur minime indicazioni anagrafiche e militari di ciascuno. Il Prof Fabio Caffarena, docente di Storia contemporanea all’Università di Genova e Direttore dell’Archivio Ligure della Scrittura Popolare ha scritto la prefazione al libro. 

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