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ECONOMIA | domenica 15 aprile 2018, 10:13

Il "Bonus Renzi": la sintesi. Cosa occorre sapere per non avere sorprese

Pertanto, nello specifico interesse del lavoratore (soprattutto per redditi vicini alla soglia), è necessario che questi comunichi al datore di lavoro ogni variazione che possa incidere sulla composizione del proprio reddito complessivo annuo

Il "Bonus Renzi": la sintesi. Cosa occorre sapere per non avere sorprese

Con l’appuntamento di oggi tenteremo di favorire la comprensione di un meccanismo che interessa un fortissimo numero di lavoratori dipendenti e non solo: il c.d. Bonus Renzi, o Bonus Irpef.
L’ormai celebre corresponsione degli Ottanta Euro è stata istituita dal D.L. n. 66/2014 e, sul finire dello scorso anno, è stata parzialmente aggiornata dalla legge di Bilancio per l’anno 2018.

Il linea di massima, lo scopo della misura in questione può essere definito quello di alleggerire la pressione fiscale sulla classe lavoratrice, traducendosi nell’erogazione di una somma di denaro da parte dello Stato completamente esente da imposte.  Pertanto, pare opportuno precisare che il Bonus Irpef non costituisce propriamente un costo per il datore di lavoro: egli ha il solo compito di anticiparlo al lavoratore in busta paga, per poi compensarlo nei confronti dello Stato in sede di liquidazione dell’imposta.

Al rispetto dei requisiti di seguito indicati, e definiti dalla legge, il lavoratore maturerà il diritto a vedersi riconosciuta la somma di € 960 annui (suddivisi in 12 mesi sono appunto pari ad 80 €).

1.       Il soggetto interessato deve percepire particolari tipologie di reddito. Si tratta del reddito di lavoro dipendente e di alcuni tipi di reddito ad esso assimilati (artt. 49 e 50, co. 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis), l) del D.P.R. n. 917/1986: es. co.co.co; soci di cooperative; titolari di compensi per stages o altre forme di addestramento professionale; titolari di indennità Naspi o cig; sacerdoti; lavoratori socialmente utili).

2.       Per poter godere del bonus in forma integrale il reddito complessivo annuo deve essere al di sotto della soglia di € 24.600. Invece, tra € 24.600 e sino ad € 26.600 gli Ottanta Euro vengono comunque ancora percepiti, ma in modo riproporzionato.

3.       Il reddito deve anche essere al di sopra di una soglia minima: non si deve essere in stato di incapienza fiscale, bensì scontare imposta a debito. Infatti, nel caso in cui il lavoratore non paghi alcuna imposta per via del fatto che suo reddito è talmente basso da generare un tributo così ridotto da essere assorbito dalle sole detrazioni per lavoro dipendente, il Bonus non è dovuto.

Risulta ancora fondamentale precisare che quando ci si riferisce al parametro del reddito complessivo annuo (v. supra 2) si intende quello dell’anno in corso. Pertanto, gli Ottanta Euro, quando erogati mensilmente, in realtà si basano su una semplice proiezione teorica del reddito annuo che, essendo in via di composizione, non si può conoscere in maniera certa.

Supponiamo che Tizio guadagni 1000 € al mese, e che questa sia la sua unica fonte di reddito dichiarata al datore di lavoro. In questo caso si erogherà il bonus perché, in base ai dati in possesso, si presume che il reddito annuo, comprensivo di 13° e 14°, non superi i 26.600 €.

 Pertanto, nello specifico interesse del lavoratore (soprattutto per redditi vicini alla soglia), è necessario che questi comunichi al datore di lavoro ogni variazione che possa incidere sulla composizione del proprio reddito complessivo annuo. Questa precauzione è fondamentale per evitare che una variazione del reddito comporti il superamento dei requisiti per l’accesso al bonus, con conseguente recupero delle somme percepite in sede di conguaglio fiscale di fine anno.

 

Edoardo Crespi

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