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CRONACA | 26 marzo 2018, 15:51

Reggio Calabria: Silvio Berlusconi depone al processo a Claudio Scajola, "Non ho mai avuto rapporti di alcun tipo con Amedeo Matacena" (Foto)

"Non so perché Matacena non è stato ricandidato; di questo se ne occupavano i capigruppo o comunque i vertici del partito". Quest'oggi ha anche deposto l'ex Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.

Reggio Calabria: Silvio Berlusconi depone al processo a Claudio Scajola, "Non ho mai avuto rapporti di alcun tipo con Amedeo Matacena" (Foto)

Sono quasi le tredici quando l'ex premier Silvio Berlusconi entra in aula. È stato chiamato a testimoniare nel processo scaturito dall'indagine “Breakfast”, il processo che vede imputato Claudio Scajola insieme a Chiara Rizzo, Martino Politi e Maria Grazia Fiordelisi tutti accusati di aver avuto un ruolo nella latitanza dell'ex parlamentare Amedeo Matacena.

Quest'ultimo, attualmente latitante a Dubai, è stato condannato a 3 anni di carcere in quanto ritenuto responsabile del reato di associazione mafiosa. Berlusconi, circondato dal suo staff e dalla sicurezza, è giunto in riva allo Stretto insieme al proprio legale Niccolò Ghedini. Il leader del centrodestra è stato chiamato a testimoniare in particolare dalla difesa di Chiara Rizzo, ex moglie di Matacena. Non ha prestato il consenso ad essere video-ripreso e prima di rispondere alle domande delle parti ci ha tenuto a sottolineare che "Ho avuto qualche problema in aereo. A causa dell'eccessiva pressione non sento bene. Non è l'età, ha tenuto a precisare provocando ilarità in aula per l'occasione stracolma di giornalisti, avvocati e soprattutto curiosi".

Rispondendo alle domande dell'avvocato Candido Bonaventura l'ex premier ha affermato di "Non aver mai avuto rapporti di alcun tipo con Amedeo Matacena".  Stando a quanto emerso fino adesso nel dibattimento sarebbe stato proprio Claudio Scajola a non permettere la candidatura di Matacena per via dei suoi problemi con la giustizia, in particolare Matacena era imputato in un processo per mafia ossia quello scaturito dall'inchiesta 'Olimpia'. "Non so perché Matacena non è stato ricandidato; di questo se ne occupavano i capigruppo o comunque i vertici del partito. Non sapevo quale fosse il mestiere di Matacena. Rispetto al numero di candidati eletti, quelli che presentavamo erano diverse centinaia. Non sono mai stato a conoscenza di rapporti fra Matacena e Scajola. Non ricordo di iniziative di Matacena in tema di legislazione Antimafia. Non ho conoscenza motivazioni che hanno portato Scajola, se fu lui a decidere, all'esclusione di Matacena. Né dello stesso Matacena o di altri candidati. Non sono al corrente di queste situazioni". Così ha risposto l’ex premier alla domanda se conoscesse la situazione di Matacena, in relazione alle sue accuse di concorso esterno in associazione mafiosa. La difesa di Scajola, composta dai legali Elisabetta Busuito e Patrizia Morello, non ha posto alcuna domanda all'ex premier ma, Berlusconi ha comunque parlato dell'ex ministro Scajola.

"Scajola era uno dei leader del partito. C'era un rapporto di grande stima e fiducia nel 2001. Quando è stato colpito da diverse inchieste giudiziarie ha deciso di uscire dalla vita politica. Si è autoescluso. Queste vicende processuali hanno minato la sua immagine. In seguito alla sua decisione non l'ho sentito più. Solo per gli auguri di Natale ci sentivamo. Non mi risulta che abbia avuto incontri personali con altri esponenti di vertice di Forza Italia. Non c’è stata mai più occasione di parlare di progetti nuovi.  Scajola, quale coordinatore nazionale, si interfacciava sempre con me. Aveva una quasi completa autonomia. Mi occupavo di vicende di governo e lui era il leader del partito. Compito quasi esclusivo di Scajola quella di scegliere i candidati", ha concluso Berlusconi.

Ampia parte delle domande poi, ha riguardato la conoscenza con l'ex presidente libanese Amin Gemayel che per l'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, si sarebbe mostrato favorevole ad 'ospitare' Matacena in Libano dopo la condanna per concorso esterno. "Gemayel – ha dichiarato al Tribunale Berlusconi- lo incontrai una sola volta a colazione. Eravamo io, lui e Scajola. In quell'incontro lo reputai un soggetto di non rilevante personalità. Non mi colpì particolarmente. Non mi fu detto come si conobbero Scajola e Gemayel. Il suo ruolo – ha continuato l’ex premier - era quello di un politico libanese in procinto di candidarsi alla carica del paese. Era una semplice conoscenza. Non c'erano motivi particolari. Non ero più presidente perché c'era stata la dimissione del 2011 e non ero capo del governo. Ero numero uno della politica italiana e dell'editoria e molte persone volevano conoscermi. Escludo nella maniera più assoluta che si sia programmato un incontro ulteriore con Gemayel. Ricordo soltanto che in quell'occasione mi chiese dei particolari sullo svolgimento delle mie campagne elettorali".

Come per Matacena, Berlusconi ha dichiarato di non conoscere Vincenzo Speziali junior, coinvolto anche lui nel processo 'Breakfastì; in particolare Speziali, nipote omonimo dell'ex senatore, secondo l'accusa sarebbe stato il 'tramite' fra Scajola-Matacena per l'eventuale spostamento di quest'ultimo in Libano. Anche il nome di Marcello Dell'Utri, ex senatore FI, è spuntato fuori. Su domanda dei legali, e anche su quella dell'accusa, Berlusconi ha detto: "Mi sono meravigliato quando ho appreso del suo tentativo di latitanza in Libano. Era risaputo che c'era un accordo di estradizione quindi mi sono molto meravigliato di questa circostanza". Subito dopo l'esame testimoniale Berlusconi ha lasciato immediatamente l'aula bunker di Viale Calabria circondato da decine di poliziotti e carabinieri. Solo un saluto 'veloce' con Scajola al termine dell'udienza. Poche parole fra i due, ma comunque un clima di grande affetto.

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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