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Sanremo Ospedaletti | 21 marzo 2018, 12:34

Al Pacino protagonista della campagna elettorale di zona: quattro anni dopo Biancheri anche Scajola si lascia ispirare dal monologo di ‘Ogni maledetta domenica’ (Video)

Strategia vincente? Poca ispirazione? O solo un po’ di sana scaramanzia?

Al Pacino protagonista della campagna elettorale di zona: quattro anni dopo Biancheri anche Scajola si lascia ispirare dal monologo di ‘Ogni maledetta domenica’ (Video)

La campagna elettorale offre da sempre spunti di riflessione, appunti, discorsi motivazionali e citazioni più o meno originali. Che, talvolta, sono le stesse, al di là delle divisioni dei simboli, dei partiti e dei progetti politici.

E così i più attenti, durante lo ‘show’ di Claudio Scajola all’auditorium della Camera di Commercio, non si saranno lasciati sfuggire quella nota citazione di ‘Ogni maledetta domenica’ di Oliver Stone. Un discorso motivazionale che tutti, almeno una volta, hanno sentito o usato per darsi la carica nei momenti più delicati. E anche il mondo della politica non ha fatto eccezione.

E non serve andare lontano per trovare chi lo aveva già usato in campagna elettorale. Era il maggio del 2014 quando Alberto Biancheri si presentava alla cittadinanza al Teatro Centrale di Sanremo, anticipato proprio dal monologo di Al Pacino.

Stesso identico schema: monologo motivazionale, applausi del pubblico e un pezzo di Ligabue a fare da intro. Scajola ha usato lo stesso copione: monologo motivazionale, applausi del pubblico e un pezzo di Bruce Springsteen a fare da intro.

Strategia vincente? Poca ispirazione? O solo un po’ di sana scaramanzia? In fondo, se ha portato bene a Biancheri perché non provare a replicare? Va detto che il monologo di ‘Ogni maledetta domenica’ ha molti estimatori nel mondo della politica e della comunicazione, lo citò anche Matteo Renzi nel dicembre del 2014 e, in questo caso, le sorti politiche non sono poi state le migliori…

E quindi andiamo a rileggere le parole che hanno ispirato prima Biancheri e poi Scajola: “Non so cosa dirvi davvero non so cosa dirvi davvero, tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi, o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro fino alla disfatta, siamo all'inferno adesso signori miei credetemi...e possiamo rimanerci farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi sono troppo vecchio mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso...certo che...ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete, col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football, perché in entrambi questi giochi la vita e il football, il margine d'errore è ridottissimo. Capitelo, mezzo passo fatto un po’ in anticipo o un po’ in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa, ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto , ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa. In ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro e io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste e in quei 10 centimetri davanti alla faccia. Ma io non posso obbligarvi a lottare, dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei, perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi. È tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”.

Pietro Zampedroni

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